Rynek Glowny illuminata a Natale

Cracovia. 10 cose da sapere prima di partire

10 cose da sapere prima partire per Cracovia: informazioni e indicazioni pratiche su quartieri, clima, valuta, piatti tipici e shopping


Babbo Natale ci ha fatto trovare sotto l’albero 2 biglietti A/R per Cracovia.

Quest’anno abbiamo preferito risparmiarci code interminabili nei negozi, fiocchi, carte regalo e pacchetti per regalarci un nuovo viaggio insieme.

Cracovia ci solleticava da un po’ ma a causa degli orari dei voli, veramente impossibili da weekend, abbiamo sempre rimandato.
Durante il periodo natalizio è più facile prendersi qualche giorno di vacanza e quindi finalmente ci siamo decisi.

Va detto: il periodo non è dei più accattivanti, soprattutto per due amanti delle miti temperature quali siamo, ma la città nel mese di dicembre ha molto da offrire e così ci siamo armati di coraggio, guanti e capello e, dopo un ultimo morso di panettone, il 26 dicembre siamo partiti.

Cracovia. 10 cose da sapere prima di partire

In volo per Cracovia

Cracovia mi ha sorpreso e alla fine di questo viaggio posso dire di essere veramente felice di esserci stata, a dispetto di quanti mi davano della matta ad andare in Polonia in inverno…

È una città splendida, con un passato drammatico e una storia di grande coraggio, culturalmente vivace, ricca di attrazioni culturali ma anche divertente e modaiola, pulita e accogliente.

Ciò che più mi rimane nel cuore da questo viaggio, e dal precedente a Varsavia, è la capacità della Polonia di riemergere dalle proprie ceneri come una fenice.

Un paese occupato e vessato da nazioni ed eserciti stranieri che per decenni l’hanno lacerata fin quasi ad annientarla insieme ai suoi abitanti, che nella storia recente hanno saputo rimboccarsi le maniche per ricostruirsi dalle fondamenta, trasformando la distruzione e il dolore del passato in nuova linfa vitale per il futuro, arrivando così a competere con le altre grandi capitali d’Europa.

Bene, se vi ho un po’ incuriositi ecco 10 cose da sapere prima di partire per Cracovia che vi saranno utili.

1 – L’INVERNO POLACCO SARÀ COSÌ RIGIDO?

Sì, sì e sì! Fa freddissimo!

Dicembre e gennaio sono i mesi più freddi un po’ ovunque e Cracovia non si smentisce.

A quanto ho potuto sentire dai locali siamo stati abbastanza fortunati considerando che il termometro ha oscillato tra  -5° e +1° ma può essere decisamente peggio.
Il giorno successivo il nostro rientro il termometro segnava -18°; le temperature che abbiamo trovato noi erano praticamente primaverili!
Neve e pioggia non si sono viste, salvo il primo giorno in cui c’è stato un lieve mix dei due, ma le previsioni per la prima settimana di gennaio erano di neve.

In generale si tratta di freddo secco quindi è sopportabile; purtroppo però in questo tipo di viaggio si sta in giro tutto il giorno e con queste temperature stare all’aria aperta è tutt’altro che piacevole.

Belli imbacuccati

Belli imbacuccati!

É fondamentale attrezzarsi.

Noi abbiamo sempre indossato una maglia termica a manica lunga, sottile come una t-shirt ma molto più calda, golf di lana, dei sensuali collant in lana da sci sotto i pantaloni, cappello con tanto di pon-pon, metri di sciarpa, guanti – imprenscindibili – e il normale piumino che usiamo abitualmente anche a Milano.

Così vestiti, o bardati per meglio dire, siamo sopravvissuti e non abbiamo mai avuto freddo.

Piedi e mani invece hanno molto sofferto: le mani erano sempre rosse e gonfie, mi facevano male e avevo perennemente la sensazione che mi si staccassero le dita; la prossima volta ci muniremo di calzettoni e guanti termici da indossare in aggiunta a quelli abituali.

 

2 – IL BUIO OLTRE LA SIEPE

Oltre al freddo, le poche ore di luce sono un altro tasto dolente.
Il sole tramontava alle 15.30 e in un attimo il buio avvolgeva ogni cosa.
Questo è un altro elemento da tenere in considerazione perchè può incidere sul planning della giornate di visita.

Naturalmente queste considerazioni valgono per una mediterranea come me; loro non si fanno spaventare dalle condizioni climatiche e conducono normalmente la loro vita, mangiando fuori anche la sera.

3 – CAMBIARE EURO IN ZLOTY

É un tuffo nel passato, a quando partire significava doversi procacciare la valuta locale… Oggi accade raramente in Europa ma la Polonia è uno dei paesi in cui ancora si può provare l’ebrezza della moneta straniera e del continuo convertire mentalmente il valore di ogni cosa.

La valuta polacca è lo Zloty, PLN secondo il codice internazionale, e si suddivide in Groszy, le monetine di cui vi riempiranno.
Il cambio naturalmente è variabile ma abbastanza costante e si aggira intorno ai 4,234 PLN = 1 EUR.
Bisogna quindi preoccuparsi di cambiare i soldi e qui ci sono varie scuole di pensiero.

L’opzione più ovvia e con cui si hanno maggiori certezze è cambiare il denaro presso la propria banca.
Ho detto più certezze, perchè parlando la stessa lingua si possono chiedere tutte le spiegazioni del caso, ma non necessariamente la più conveniente perchè naturalmente le banche applicano una commissione sul cambio.
Io non lo faccio mai per la pigrizia di andare in banca e comunque non sono sicura che trovare lo Zloty sia semplice come chiedere i $.

L’alternativa più semplice e che di solito adotto è il prelievo con il bancomat: il cambio è quello ufficiale e i soldi dovrebbero essere autentici.
Bisogna però accertarsi che la propria carta sia abilitata ai circuiti internazionali come Cirrus, può essere necessario un pin differente da quello abitualmente utilizzato in Italia e la banca può applicare una tariffa sul prelievo estero.
Noi abbiamo provato a prelevare al castello di Wawel ma applicavano una commissione del 7,5% e abbiamo lasciato perdere.
É la prima volta che noto una cosa del genere quindi non so se accada sempre.

Il prelievo con carta di credito non è mai conveniente perchè vengono applicate percentuali di commissione molto alte.

Dopo tutte queste elucubrazioni abbiamo cambiato ad un Kantor, delle minuscole agenzie di cambio che si trovano ad ogni angolo di strada; non chiedono commissioni ma naturalmente guadagnano un po’ sul cambio.
Sono comunque chiaramente esposti i tassi di cambio che aiutano a orientarsi.
Una guida locale mi ha detto che i Kantor più onesti e convenienti si trovano sulla Ulica (via) Wielopole, immediatamente fuori dal Planty, a est della città.

Detto ciò noi abbiamo cambiato solo 100€ per le piccole spese e per il resto abbiamo utilizzato sempre bancomat o carta di credito che accettano ovunque e indipendentemente dalla cifra da pagare.
Anche in questo caso vi chiederanno se desiderate pagare in Euro o Zloty; noi abbiamo pagato sempre in valuta polacca.

4 – CRACOVIA META LOW COST?

Direi proprio di sì; forse anche più di Varsavia, ma potrei sbagliare.
Provo a dare qualche esempio.

Un pacchetto delle sigarette che fumo abitualmente costa 3,50€, rispetto alle 4,50€ che spendo in Italia.

Da McDonald, (sono entrata solo per vedere i prezzi) un Menu Large, composto da Bigmac, patatine e bibita grandi, costa 17,80 PLN ovvero 3,86€.

Una birra da 500 ml costa mediamente 10 PLN, circa 2,30€. Un sogno, vero?

A pranzo si può spendere pochissimo; in una latteria, una tipica tipologia di locale per il pranzo, sulla Ulica Grodzka abbiamo ordinato uno stufato di carne e salsicce con purè di patate, un piatto di pierogi, entrambi buonissimi e abbondanti, 2 mezze naturali alla modica cifra di 7€ in totale.
Se in Italia ci fossero questi prezzi, e la stessa qualità, non sarei costretta a prepararmi la schiscetta da portare in ufficio!

La cena invece dipende molto dal ristorante che si sceglie.
Noi abbiamo speso dai 15€ ai 40€ a testa mangiando sempre bene; a fare la differenza sono l’ambiente, l’atmosfera e il livello del servizio.

5 – COME COMUNICARE?

Il polacco è una lingua incomprensibile e per noi italiani anche impronunciabile; inutile provare a tradurre qualcosa autonomamente, non ci sono nemmeno assonanze.

L’inglese fortunatamente è una lingua molto usata e anche bene.
Non avrete problemi nei negozi, ristoranti, e attrazioni varie. Più complicato può essere trattare con la parte più anziana della popolazione che l’inglese non ha avuto moto di impararlo.

Noi abbiamo rinunciato a un taxi e a chiedere informazioni per un autobus: purtroppo non c’erano giovani nei paraggi e gli anziani si scocciano a stare lì a gesticolare.
Comunque sono rarissime occasioni.

Per chi invece parla solo italiano le cose si complicano: i musei e le attrazioni hanno guide e opuscoli in tutte le lingue ma per il resto consiglio di fare un super pacchetto dati in roaming e munirsi di Google Translate!

6 – COME ARRIVARE A CRACOVIA DALL’AEROPORTO

L’aeroporto Giovanni Paolo II si trova a Balice, a soli 11 km dal centro città; raggiungere Cracovia è quindi abbastanza veloce, circa mezz’ora.

Si può utilizzare il treno che lascia alla Krakow Glowny, fuori dalla cerchia del Planty, oppure un autobus, o in alternativa un taxi la cui corsa dovrebbe aggirarsi tra gli 80/100 PLN.

Noi, visto l’orario d’arrivo e il freddo stagionale, abbiamo preferito la soluzione più confortevole: un’autista privato prenotato tramite il proprietario del nostro appartamento alla modica cifra di 90 PLN (20€). Anche gli hotel applicano la stessa tariffa per il servizio.

Sicuramente non è l’opzione più economica ma è la più comoda e veloce.

7 – I QUARTIERI DI CRACOVIA

Cracovia sembra una piccola città quando la si visita per turismo ma in realtà non lo è per niente, basti considerare che è una volta e mezza Milano.

Ulica Grodzka Cracovia

A passeggio sulla Ulica Grodzka

Le zone più antiche e quindi frequentate dai turisti sono quattro.
Stare Miasto, circondato dal parco del Planty è sicuramente la zona più bella, in termini estetici; è un susseguirsi di palazzi d’epoca, maniacalmente manutenuti, colorati e pulitissimi, non troverete alcun graffito o segno di sporcizia. Sembra una cartolina.
Qui si concentrano i negozi e i ristoranti più chic e, naturalmente, i turisti; nel periodo invernale la zona ospita anche i mercatini di natale.
Qui si concentra la gran parte delle attrazioni di Cracovia.

Kazimierz, una volta la zona ebraica, e l’adiacente Stradom, la parte cristiana, sono quartieri dallo stile bohémien. Qui lo scorrere del tempo è palpabile: gli eleganti  edifici sono coperti di fuliggine, le strade sono più strette e buie ma nel complesso è una zona affascinate e accogliente.

Plac Nowy di notte Cracovia

L’ex macelleria in Plac Nowy, ora sede di chioschi di street food

Troverete moltissimi pub e ristoranti, bancarelle di street food in Plac Nowy ma anche supermercati, panetterie e altri negozi utili.
I prezzi sono un po’ più contenuti rispetto alla Città Vecchia.

Rispetto allo Stare Miasto mi è sembrato il quartiere più verace e frequentato anche dai locali.
Per gli amanti dell’arte Kazimierz raccoglie anche una grande quantità di artisti e gallerie d’arte.

A mio giudizio è il quartiere migliore in cui soggiornare, essendo a breve distanza da tutte le attrazioni.

Wawel è la collina di Cracovia e vi si trovano il Castello e la Cattedrale, situata tra i primi due quartieri.

Kleparz, a nord della città vecchia, praticamente subito oltre il Barbacane, ospita il Museo di belle Arti nella grande piazza Jana Matejki e il più antico mercato di Cracovia, Stary Kleparz. È una bella zona ma soggiornando qui sarete distanti da Kazimierz e Podgorze.

Meno turistiche e più recenti, annesse a Cracovia tra il diciannovesimo e ventesimo secolo, sono:

Podgorze, la sede del ghetto ebraico, si trova a sud, oltre la Vistola.
É un quartiere industriale in cui si trovano numerose fabbriche e vecchi edifici convertiti a museo. Attualmente è un cantiere a cielo aperto, evidentemente in fase di ricostruzione, a cui serve ancora qualche primavera prima di sbocciare.
L’interesse storico di questa parte della città sta nella presenza della fabbrica di Schindler e nei resti del Ghetto ebraico.
Nel complesso, a parte il tratto che affaccia sul fiume, è una zona bruttina, dall’aria molto periferica.
Gli hotel in questa zona sono molto più economici rispetto al resto della città.

Cricoteka a Podgorze

L’edificio che ospita la Cricoteka a Podgorze, sulle rive della Vistola

Nowa Huta, o Nuova Acciaieria, è la sede di un enorme complesso industriale a est di Cracovia fondato da Stalin durante il regime comunista.
Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di farci un giro ma credo sia interessante trascorrerci qualche ora soprattutto per gli appassionati di architettura: Nowa Huta è infatti oggi considerato un monumento urbanistico e architettonico del Realismo Socialista.
Sconsiglio di soggiornare in questa parte della città perchè avrete sempre bisogno dei mezzi pubblici per andare in centro.

Per noi turisti le zone migliori in cui trovare un hotel o un appartamento sono sicuramente lo Stare Miasto o Kazimierz.
Noi abbiamo scelto una zona intermedia, lo Stradom che è proprio a due passi da tutti gli altri quartieri e si è rivelata una soluzione ottimale perchè consente di spostarsi sempre a piedi.

8 – SPOSTARSI A CRACOVIA

Cracovia, o per essere precisi le zone turistiche della città, possono essere facilmente percorse a piedi.

Le distanze sono abbastanza ridotte; per darvi un’idea, il Barbacane e il Kładka Ojca Bernatka, uno dei ponti che attraversa la Vistola verso Podgorze distano solo 2,5km e si trovano agli antipodi della città.

Cracovia in calesse

Una valida alternativa ai mezzi pubblici

I taxi sono economici e si possono fermare per strada.
La tariffa che ho trovato esposta sul finestrino era di 2.80 PLN a chilometro. Poi non mi è chiarissimo come facciano il totale della corsa ma con 5€ si gira la città.

Non abbiamo avuto esperienza dei mezzi pubblici: ci sono diverse linee ma ci è sembrato più impegnativo cimentarsi nell’interpretazione delle mappe che fare il tratto a piedi.

Se volete fare un giro nello Stare Miasto senza camminare fate un giro in calesse, è turistico ma caratteristico!

9 – COSA MANGIARE A CRACOVIA?

In questi sei giorni a Cracovia abbiamo mangiato moltissimo, d’altronde dopo tutte le cene e i pranzi natalizi avevamo bisogno di nutrirci…

Ma oltre alla quantità conta anche la qualità e noi l’abbiamo trovata.

Come nostra abitudine abbiamo privilegiato i ristoranti di cucina locale che spesso sono anche i più turistici; non essendo un’esperta della tradizione culinaria polacca non posso garantire che i ristoranti in cui siamo stati la rispettassero alla perfezione ma posso dire che al palato di due italiani golosi i piatti che abbiamo provato erano tutti molto buoni.

I piatti tipici sono molti e spesso più buoni di quanto possano sembrare leggendo gli ingredienti.

Golonka stinco di maiale

Il succulento stinco con contorno di cavolo mangiato al ristorante Miodova

Ecco un breve elenco di quelli che ho provato.

Le zuppe si trovano ovunque, dal bar self service al ristorante più rinomato.
Tipica è la Zurek, con patate, uova e salsiccia; buona ma pesante…
Gradevole e fresca, anche se viene servita calda, quella al pomodoro.

Come non nominare i Pierogi, simili ai nostri ravioli, tradizionalmente ripieni di formaggio e cipolla, si trovano in numerose varianti; ne servono circa una dozzina a porzione quindi possono essere una buona soluzione per un pranzo veloce e low cost.

Le aringhe sono molto diffuse; in Italia non le mangiavo ma le ho incredibilmente apprezzate in Polonia, sia a Varsavia che a Cracovia; si trovano di frequente marinate e in questi giorni ho avuto occasione di assaggiarle fritte o alla giudea, con cipolle, sour cream, mele e uvette. Delicate e spettacolose entrambe.

La carne va per la maggiore ed è sempre tenera e saporita; da provare lo stinco di maiale o Golonka, il Bigos o Hunters Stew, uno stufato eccezionale, e le puntine di maiale preparate con il miele o piccanti.

Buoni, ma da mangiare in assoluta solitudine, i Golabky, involtini di cavolo ripieni di riso, carne e una quantità industriale di aglio o cipolla, o forse entrambi!

Per chi ha fretta e preferisce mangiare a passeggio vanno assaggiate le Zapiekanka, mezze baguette tradizionalmente ricoperte con funghi e formaggio che ormai preparano con ogni possibile ingrediente, e le Obwarzanek, in pratica delle ciambelle di pane simili ai Brezel, che vendono in microscopici baracchini agli angoli di strada.

10 – SHOPPING

In una città che ha la fama di essere economica non ci si può dimenticare dello shopping, nonostante mi sia sembrato l’aspetto meno low cost.

In città si incontrano diversi negozi di abbigliamento che, a mio parere, non rispecchiano proprio il gusto italiano.

Io ho lasciato il cuore nei negozi di montoni e pellicce: hanno dei modelli bellissimi e molto giovanili a prezzi interessanti ma comunque superiori ai 550€.

Cappelli, colbacchi e guanti sono un bene di prima necessità qui; ci sono molti negozi che ne vendono di splendidi, dai 30€ ai 200€ per quelli in pelliccia.

Per chi desidera un ricordo dell’artigianato tipico fate un salto nei negozi di ambra e di ceramica. Ne ho incontrati 2 molto belli all’inizio della Ulica Grodzka, all’incrocio con le mura del Castello.

Ci sono poi i brand internazionali che di tipico hanno ben poco e mantengono pressoché invariati i prezzi.

Si trovano anche marchi italiani come Intimissimi, Kiko e Massimo Dutti ma sono più convenienti da noi.

Questi brand si trovano prevalentemente negli incredibili Mall presenti in città.

La galeria Krakowska a Cracovia

60.000 mw di shopping. Wow!

Noi abbiamo fatto un salto alla Galeria Krakowska, a nord del Planty e per una appassionata di shopping come me è stato un vero colpo al cuore: 60.000mq di superficie e 250 negozi.

Marco ha avuto un momento di scoramento ma ho avuto pietà di lui e ho selezionato solo alcuni negozi.

Non sono riuscita a visitare la Galeria Kazimierz, a est del quartiere ebraico, più piccola, solo 39.495 e 150 negozi!

10+1 – ESCURSIONI DA CRACOVIA

Ultimissimo consiglio.

Per chi soggiorna a Cracovia almeno 4 giorni ci sono due tappe fuori città che meritano una visita: Oświęcim, in cui si trova l’ex campo di concentramento di Auschwitz e Birkenau e la Miniera di Sale “Wieliczka”.

L'ingresso di Birkenau

L’ingresso di Birkenau

Sono due luoghi molto battuti dal turismo sia internazionale che polacco ma vale la pena visitarli.

Auschwitz e Birkenau richiedono quasi un’intera giornata mentre la Miniera può essere visitata in mezza giornata.

Importanti destinazioni del turismo “religioso” sono Wadowice, a 50km da Cracovia, cittadina celebre per aver dato i natali a Papa Giovanni Paolo di cui è possibile visitare la casa natale oggi trasformata in museo, e Czestochowa, a circa 140km da Cracovia, uno dei più importanti centri di culto dell’intero mondo cristiano, sede del santuario di Jasna Gora, che ospita la veneratissima icona della Madonna Nera.

Le cito per completezza ma non ho avuto occasione di visitare queste località.

Se siete arrivati fino a qui non vi resta che prenotare volo e hotel e partire!

Se invece avete qualche altra curiosità lasciate un commento!

2 Comments
  • Fabio
    Inserito il 10:19h, 08 gennaio Rispondi

    Ciao Federica,
    sono Fabio.

    Grazie per la tua dettagliatissima cronistoria.

    Partirò per Cracovia (per motivi di lavoro/teatro) il 20 gennaio e mi hai decisamente chiarito molti dubbi.
    Sarò lì per 10 giorni e volevo capire numerose cose (tra cui meteo e moneta).

    Grazie mille
    Fabio

    • Federica
      Inserito il 11:58h, 08 gennaio Rispondi

      Fabio figurati! Leggere il tuo apprezzamento è un grande regalo!
      Se hai altri dubbi chiedi pure: non posso definirmi un’esperta di Cracovia ma è una città che ho molto amato ed è un piacere condividere la mia esperienza con altri viaggiatori. 🙂

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