Un ponte sulla Vistola tra Kazimierz e Podgorze

Cracovia. La storia del ghetto tra le strade di Podgorze e Kazimierz

Un itinerario alla scoperta della Cracovia ebraica, nei quartieri di Podgorze e Kazimierz, con una sosta alla Fabbrica di Schindler e un divertente Free Walking Tour per conoscere un po’ di storia


30 dicembre – 5° giorno 

È il nostro penultimo giorno e finalmente c’è un bel sole, oltre al solito freschino, quindi ci alziamo di buon’ora per visitare la zona ebraica di Cracovia.
La nostra prima tappa è la Fabbrica di Schindler e, immaginando quanto sia gettonata, ci andiamo praticamente di corsa per arrivare presto, passando per Kazimierz che visiteremo nel pomeriggio.
Attraversiamo la Vistola percorrendo il ponte Piłsudskiego, un ponte in ferro azzurro da cui si gode di una bella vista su entrambe le sponde del fiume.

Ponte sulla Vistola

Attraversando la Vistola da Kazimierz a Podgorze

Il ponte, insieme alla passerella Bernatka, collega Cracovia con l’antica Podgorze, un tempo città autonoma fondata con l’obiettivo di fare concorrenza a Cracovia, a cui è stata annessa nel 1915.
Podgorze è oggi un quartiere molto vasto che inglobò a sua volta molti villaggi adiacenti; durante l’occupazione tedesca divenne sede del ghetto ebraico in cui furono trasferiti gli ebrei a partire dal 1941.

Veniamo subito attirati dall’alto campanile e dalla splendida facciata neogotica in mattoni rossi della Chiesa di San Giuseppe, che troviamo purtroppo chiusa; la chiesa domina la piazza del mercato Rynek Podgórski, antico centro della città.

Piazza del mercato di Podgorze

La Chiesa di San Giuseppe, nella piazza del mercato di Podgorze

iPhone e Google Maps alla mano per non perderci, imbocchiamo strade molto diverse rispetto al resto di Cracovia con case basse e rovinate dal tempo, alcune quasi diroccate, fino ad arrivare a Zabłocie, un’area industriale, piena di capannoni e cantieri stradali.

strada a Podgorze

Una strada nel quartiere Zabłocie, a Podgorze

In questo panorama troviamo la Fabbrica di Schindler che tutti conosciamo grazie al film di Spielberg.
Fortunatamente non troviamo coda ed entriamo al volo.
Contrariamente a quanto si può immaginare il museo occupa l’ex fabbrica ma non narra delle sue vicende bensì del periodo dell’occupazione nazista di Cracovia, dal 1939 al 1945.

L'ingresso della Fabbrica di Schindler

L’ingresso della Fabbrica di Schindler

Il percorso di visita, articolato su tre piani, mostra gli avvenimenti storici del periodo ma anche scene e frammenti di vita quotidiana, testimonianze e ricordi di quanti hanno vissuto l’epoca, attraverso fotografie, documenti, filmati, interviste e scenografiche ricostruzioni.
Molto suggestiva quella del muro del ghetto, alto 3 metri e terminante con degli archi che ricordano le lapidi (Matzevah) in cui sono esposti ricordi e fotografie.
Del muro originale rimane solo qualche brevissimo tratto a Podgorze, mimetizzato tra le nuove costruzioni.

riproduzione del muro del Ghetto alla fabbrica Schindler

Una suggestiva riproduzione del muro del Ghetto

La visita del museo richiede qualche ora ed è molto interessante.
Come a Varsavia, sono rimasta impressionata dalla maestria e dalla capacità dei curatori di creare delle esposizioni storiche in grado di informare e soprattutto di emozionare, con un elevato livello di interattività che rende  vivaci, coinvolgenti e realistici accadimenti e storie lontane che riprendono vita davanti agli occhi dei visitatori.

Una salla del museo della Fabbrica di Schindler

Una sala del museo

ricostruzione del campo di lavoro di Plaszow

Una ricostruzione del campo di lavoro di Plaszow

Terminata la visita ripercorriamo le strade di Zabłocie e incontriamo diversi edifici industriali molti dei quali riconvertiti a istituti culturali come il Mokak – Museo d’Arte Contemporanea, accanto alla Fabbrica di Shindler e la “Cricoteka”, affacciata sulla Vistola, che non abbiamo il tempo di visitare.

Arriviamo in Piazza degli Eroi del Ghetto (plac Bohaterów Getta), ex piazza della Concordia, in cui un’installazione realizzata con sculture a mò di grandi sedie commemora la liquidazione del ghetto avvenuta nel marzo del 1943.

Piazza degli Eroi del Ghetto Cracovia

L’installazione commemorativa in Piazza degli Eroi del Ghetto

In questa piazza furono uccise circa 1000 persone, tra anziani, malati, donne e bambini; le persone in grado di lavorare vennero invece trasferite nei campi di concentramento di Auschwitz e di Płaszów, vicino a Cracovia.
Se avete una mezz’oretta di tempo consiglio di visitare la Farmacia dell’Aquila (Apteka Pod Orlem), sull’angolo della piazza.
La farmacia, fondata nei primi del ‘900, rimase operativa anche durante il periodo dell’occupazione nazista e il suo proprietario, Tadeusz Pankiewicz, fu l’unico abitante non ebreo a vivere nel ghetto.

La Farmacia dell'Aquila a Cracovia

L’ingresso della Farmacia dell’Aquila, in Piazza degli Eroi del Ghetto

Il negozio divenne un luogo di fondamentale importanza per gli ebrei del ghetto che, grazie alla benevolenza del proprietario e delle sue due assistenti, potevano reperire e scambiare informazioni su quanto accadeva fuori dalle mura oltre a  trovare un nascondiglio sicuro in cui conservare oggetti e beni di famiglia.
La Farmacia dell’Aquila divenne un trait d’union tra il ghetto e il mondo esterno.
Negli anni ’50 venne nazionalizzata e dopo qualche anno chiusa e trasformata in un bar.
Nel 1983 acquisì lo status di memoriale e nel 2003 venne trasformata in un museo, diventando parte del Museo della Città di Cracovia.

Gli interni della farmacia sono stati ricostruiti con arredi e oggetti che ricreano l’ambiente originale. Flaconi, bottiglie, cassetti e armadi possono essere aperti e all’interno vi si trovano documenti, oggetti e testimonianze nel tempo.

La Farmacia dell'Aquila a Cracovia

I flaconi e le bottigliette possono essere aperti e annusati

Il biglietto di ingresso alla farmacia costa 9PLN ma è possibile acquistare un biglietto cumulativo da 23PLN (circa 5€) che comprende anche la Fabbrica di Schindler, come abbiamo fatto noi.
Compreso nel prezzo anche l’ingresso a Pomorska Street, una mostra incentrata sul periodo stalinista del terrore e un confronto fra i due sistemi, nazista e comunista, che si sono alternati nella storia della città.
Sembra molto interessante ma dubito che riusciremo a farci un giro.
I tre musei fanno parte del Percorso della Memoria del Museo storico della Città di Cracovia.

A Podgorze non ci sono molti locali in cui fermarsi a pranzo così torniamo a mangiare a Kazimierz da Ribs on Fire, in cui siamo già stati a cena la seconda sera; si mangia bene e a poco prezzo e un filetto a pranzo dà il giusto apporto proteico per affrontare la lunga camminata pomeridiana che ci aspetta.

Alle 14.00 corriamo alla Sinagoga Vecchia di Kazimierz, luogo di ritrovo del Free Walking Tour che ho voluto provare e che consiglio caldamente.
Sono dei tour guidati della città, realizzati in varie lingue, anche italiano, da guide professioniste che accompagnano i turisti in giro per la città regalando qualche pillola di conoscenza e di curiosità.
Noi abbiamo fatto il tour della Cracovia ebraica, quindi Podgorze e Kazimierz, ma è possibile farlo anche nello Stare Miasto.

Il muro del Ghetto a Cracovia

Paolo, con tanto di ombrellino, davanti ad un frammento del muro del Ghetto

I tour sono più o meno gratuiti nel senso che è ben accetta un’offerta per la guida, ma comunque estremamente convenienti rispetto ai classici gruppi organizzati che arrivano a costare anche 60€.
Noi abbiamo lasciato 60PLN (14€) perchè eravamo a corto di Zloty.

Paolo, un ragazzo polacco che ha vissuto qualche tempo in Italia e che parla molto bene la nostra lingua, ci ha fatto fare un tour molto piacevole e praticamente privato visto che da 6 italiani che eravamo dopo 10 minuti siamo rimasti solo io e Marco; fa troppo freddo ed è veramente dura girare a piedi infatti ho fatto pochissime fotografie perchè ho perso la sensibilità delle mani…

Kazimierz

Qui è stata girata una celebre scena del film, in cui il piccolo bambino ebreo mente alla polizia per coprire la mamma di una sua amichetta

Kazimierz era il quartiere ebraico; scrivo al passato perchè oggi gli ebrei a Cracovia sono pochissimi, secondo Paolo ufficialmente sono solo 154, mentre prima dell’occupazione gli ebrei costituivano circa il 25% degli abitanti della città.
Durante l’occupazione nazista gli ebrei furono trasferiti a Podgorze, nel ghetto, e le loro case furono occupate.
In questo quartiere venne girato il film Schindler’s List perchè il vero ghetto, troppo moderno, non fu ritenuto scenograficamente adatto.

La Sinagoga Vecchia a Cracovia

La ulica Szeroka e la Sinagoga Vecchia sulla sfondo

Partiamo dalla Sinagoga Vecchia, la più antica di Cracovia, un edificio particolare che raccoglie diversi stili architettonici, attualmente sede del Museo Giudaico.
In ulica Szeroka si trova anche la piccola sinagoga di Remuh, ancora oggi luogo di culto, accanto alla quale si trova il cimitero ebraico, aperto al pubblico, con la tomba del rabbino Moses Isserles, detto Remuh, importante luogo di pellegrinaggio per gli ebrei.
In questa via, che sembra quasi una piazza, ci sono diversi ristoranti e locali alcuni dei quali propongono cucina ebraica.
Vi sorge anche la casa di Helena Rubinstein, la fondatrice della casa di cosmetici, situata accanto all’omonimo hotel.

ulica Szeroka a Cracovia

Un tratto della ulica Szeroka, l’edificio verde dovrebbe essere casa Rubinstein

Il nostro giro prosegue verso la Sinagoga Tempel, con una facciata riccamente decorata, la Sinagoga Kupa, fino ad arrivare alla Sinagoga di Isacco, in cui vediamo accendere la Menorah, il candelabro a 7 bracci, che viene acceso al tramonto – alle 3 del pomeriggio! – in occasione della Chanukkah, la Festa delle Luci che dura  per 8 giorni a cavallo del nostro Natale.

accensione delle luci durante la Chanukkah

La tradizionale accensione delle luci in occasione della Chanukkah

Intravediamo la Sinagoga Alta, un edificio ormai in disuso e in attesa di restauro, e ci spostiamo in Plac Nowy, il cuore pulsante di Kazimierz in cui sorge l’antica macelleria, oggi sede di numerosi baretti che vendono street food come la classica Zapiekanka, la cosiddetta pizza polacca.

Paolo ci porta nuovamente a Podgorze, attraversiamo Piazza degli Eroi del Ghetto e concludiamo la visita davanti a un frammento del muro del ghetto.

La Sinagoga Alta a Cracovia

La Sinagoga Alta, così chiamata perchè la sala di preghiera era al primo piano

Infreddoliti ritorniamo verso casa attraversando la Vistola; nonostante siano solo le 15.30 si sta facendo buio e i ponti illuminati sono molto suggestivi; gli atleti e circensi che volano appesi ai cavi della passerella Bernatka, un’installazione temporanea che toglieranno nei prossimi giorni, rendono ancora più particolare questo scorcio.

La passerella Bernatka a Cracovia

L’installazione sulla passerella Bernatka

Terminiamo il nostro giro di Kazimierz girovagando per la parte cristiana, lo Stradom, che pullula di chiese cristiane.
Noi ci limitiamo a dare una sbirciatina alla Chiesa dei Paolini sulla Roccia, una magnifica chiesa caratterizzata da uno scalone a due rampe che conduce al porta principale; sotto la scala si trova la Cripta dei Benemeriti, che troviamo chiusa.

La Chiesa dei Paolini sulla Roccia

La Chiesa dei Paolini sulla Roccia

Visitiamo poi la Chiesa Corpus Domini, in origine la principale di Kazimierz prima della sua annessione a Cracovia; la chiesa sorge accanto a Plac Wolnica, l’antica piazza del mercato di Kazimierz, dominata al centro dall’imponente Palazzo del Municipio, oggi sede del Museo Etnografico.

Il municipio di Kazimierz e Kazimierz

Il municipio di Kazimierz in plac Wolnika

Prossimi al congelamento torniamo a casa per farci una bella doccia bollente. Siamo talmente stanchi del freddo che ci balena l’idea di ordinare una pizza a domicilio.
Però no, è troppo deprimente… Ci imbottiamo e andiamo nuovamente al ristorante Miodowa, quella della prima sera.
Avremmo voluto sperimentare altri ristoranti ma sono pieni e l’idea di aspettare per strada è insostenibile.
Miracolosamente un cameriere molto gentile ci trova un posticino e ci fermiamo.
Chiudiamo la nostra vacanza dove l’abbiamo iniziata, e la sensazione di tornare in un luogo conosciuto tutto sommato non ci dispiace.

A domani, con l’ultimo giretto allo Stare Miasto prima di partire.

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6 Comments
  • Lucialesley
    Inserito il 21:38h, 11 agosto Rispondi

    Bella l’idea di questi free walking Tours! Dove posso trovare più info? È necessario prenotarsi immagino!

    • Federica
      Inserito il 15:20h, 15 agosto Rispondi

      Ciao Lucia! Scusa il ritardo ma ero in viaggio. Sì, sono fatti molto bene e le guide sono molto motivate. Se apri il link evidenziato nell’articolo vai direttamente sul loro sito con date e orari aggiornati. Io avevo prenotato ma puoi tranquillamente presentarti al punto di incontro e aggregarti al gruppo. Sono fantastici soprattutto per chi soggiorna solo uno o due giorni: facendo i due tour nella stessa giornata si riesce ad avere un’infarinatura dell’intera città.

  • Lucialesley
    Inserito il 06:32h, 25 agosto Rispondi

    Grazie mille

    • Federica
      Inserito il 08:41h, 25 agosto Rispondi

      Figurati! Sei già stata? Non ricordo il periodo del tuo viaggio 🙁

  • Katia / Il Miraggio Blog di Viaggi Arte Storia
    Inserito il 19:17h, 24 gennaio Rispondi

    Una cosa è leggere libri o vedere un e un’altra cosa è essere lì davvero!
    Varsavia mi piacerebbe molto visitarla e mi segno anche questo percorso: bella l’idea dei Free Walking Tour!

    • Federica
      Inserito il 09:58h, 25 gennaio Rispondi

      Ciao Katia! Hai perfettamente ragione, esser lì è un’altra emozione! Però attenzione perchè questo è un percorso a Cracovia.
      Comunque anche Varsavia è una città molto interessante anche se meno “scenografica” di Cracovia perchè è stata completamente ricostruita dopo la guerra.

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