Weekend a Bolgheri tra vino e romanticismo

Il viale di San Guido al tramonto

Weekend a Bolgheri tra vino e romanticismo

Itinerario per un romantico weekend a Bolgheri e Castagneto Carducci, terra di poeti e di vino. Le cantine da visitare, indirizzi su dove mangiare e dove dormire.


Ho scoperto l’esistenza del borgo toscano di Bolgheri più o meno ai tempi delle scuole medie. Ricorderete tutti la poesia di Giosuè Carducci che parla dei cipressi che corrono lungo il viale che da San Guido conduce al piccolo borgo.
Il suo nome è tornato a farsi sentire negli anni del liceo ma poi il tempo è passato e il nome Bolgheri è rimasto seppellito sotto altre centinaia di nozioni scolastiche.
Fino a quando, durante il nostro viaggio a Bordeaux, è tornato prepotentemente nella mia mente a causa del suo forte legame con il vino e in particolare con i vini bordolesi e ora mi viene spontaneo associare il nome di Bolgheri alla Toscana – certamente – ma soprattutto a una particolare tipologia di vino che volevo conoscere meglio: i cosiddetti Super Tuscan.
Questo nome inusuale, che evoca immediatamente qualcosa di straordinario, e il mitico Sassicaia, antesignano e re indiscusso di tutti i Super Tuscan, hanno solleticato a tal punto la mia curiosità da spingere Marco a regalarmi  un weekend proprio qui in occasione del mio compleanno.
Ed esattamente come abbiamo fatto per il nostro itinerario nelle Langhe, Marco ha pensato alle “romanticherie” (hotel e ristoranti) e io alle cantine.

Oggi voglio quindi raccontarvi di questo nostro romantico weekend a Bolgheri che ci ha fatto scoprire un pezzettino della Costa degli Etruschi e i cosiddetti Super Tuscan.

 

Cosa fare e vedere a Bolgheri in un weekend

A dispetto delle sue ridotte dimensioni il suo nome è tra i più importanti di tutta la Toscana.
Se un tempo la fama di Bolgheri derivava dal poeta Giosuè Carducci che, attraverso i suoi versi ne ha raccontato le atmosfere e gli scorci più significativi, oggi deriva in gran parte dai vini – i Super Tuscan – ora riuniti sotto il consorzio Bolgheri DOC.
Bolgheri è il centro più blasonato della Maremma livornese ma una volta qui il consiglio è quello di esplorare anche i paesi vicini come Castagneto Carducci, Bibbona, Suvereto e Sassetta spingendosi fino al mare, a Castiglioncello, Cecina, Donoratico, Baratti e Populonia.
Il bello della Costa degli Etruschi è proprio il poter passare dalla collina al mare in una manciata di chilometri!

Le cose da fare e vedere sono dunque molte ma in questa occasione noi abbiamo scelto di seguire un percorso prettamente vinicolo con la speranza di poter tornare presto per dedicarci ai borghi e ai paesaggi della zona.
Se anche voi amate il vino come noi questo itinerario vi piacerà sicuramente!

 

Perché andare a Bolgheri

Essendo il nostro primo itinerario vinicolo qui in Toscana la scelta più ovvia sarebbe forse stata quella di visitare il Chianti, territorio simbolo di questa regione per cui è celebre nel mondo.  A spingerci invece in quel di Bolgheri è stata la sua natura innovatrice e rivoluzionaria.
Il termine può sembrare eccessivo ma questo fazzoletto di terra è stato lo scenario di una vera e propria rivoluzione a livello vinicolo e anche culturale, che ha sconvolto i criteri classici legati alla viticoltura che vedevano il Sangiovese come il re dei vitigni (rossi) toscani e la vicinanza al mare come un fattore nocivo alla produzione vinicola.
Artefici di questa rivoluzione furono alcune grandi famiglie come i Marchesi Incisa della Rocchetta e i Conti della Gherardesca, seguite in breve tempo da altri sognatori meno titolati ma altrettanto caparbi e determinati.
La loro stramba idea era di coltivare in queste terre dei vitigni “stranieri” (non autoctoni per dirla bene). Li conoscete? Sono i vitigni bordolesi, ovvero Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot.
Questi uomini hanno lottato per far valere un’idea, scalfendo, fino a far crollare, vecchi pregiudizi e provando che la loro intuizione, per quanto nuova e diversa, era anche valida.
E infatti il termine Super Tuscan deriva proprio dalla necessità di definire un prodotto fuori dagli schemi, che non si riusciva a inserire in categorie già definite. 
È una storia così affascinante che merita un discorso a parte; ve la racconterò a breve in un altro post che conterrà anche una descrizione più accurata delle cantine che abbiamo visitato.

 

E ora concentriamoci sull’itinerario!
Questa volta ho preferito indicarvi anche gli orari per darvi un’idea della durata delle varie visite. Considerate un tempo MINIMO di un’ora e mezza per ogni visita in cantina con degustazione.

I vigneti di Castagneto Carducci

I vigneti di Castagneto Carducci

 

Le cantine di Bolgheri

 

Pranzo a Bolgheri

Venerdì ore 13.00

Il nostro weekend comincia in realtà il venerdì: partiamo di buon’ora da Milano per arrivare a Bolgheri appena in tempo per il pranzo.
Avendo in programma due visite in cantina nel pomeriggio mangiamo al volo due bruschette alla “Piccola dispensa bolgherese” ubicata nella piazza centrale di Bolgheri. È un localino grazioso, a conduzione esclusivamente femminile, dove troverete taglieri di salumi o formaggi e golosissime crostoni, il tutto accompagnato dai vini bolgheresi.

 

Visita alla cantina Le Macchiole

Ore 14.00

Le Macchiole si trova proprio sulla strada provinciale bolgherese, dove si trovano la gran parte delle cantine locali.
La visita, condotta da Veronica, è piacevolissima e interessante e ci offre una prima panoramica sulla storia e la particolarità dei vini locali.
Il nome Le Macchiole è molto rispettato qui a Bolgheri e tra l’altro è una delle poche cantine gestita da locali.
La visita inizia all’esterno accanto alle vigne, prosegue negli spazi adibiti alla produzione del vino e si conclude con la degustazione di quattro dei vini simbolo della cantina.
Oltre ai vini – prodotti secondo principi biologici e naturali – a colpirmi delle Macchiole è il suo legame con l’arte attraverso cui è raccontata la storia della cantina, dei suoi proprietari e della stessa Bolgheri.

Cantina Le Macchiole a Bolgheri

Cantina Le Macchiole

Visita alla cantina Donna Olimpia

Ore 16.30

In circa cinque minuti di auto arriviamo da Donna Olimpia, la seconda cantina del pomeriggio.
Appena arrivati ci fermiamo fuori dal cancello ad ammirare imbambolati il meraviglioso viale di pini marittimi che conduce alla cantina: è di una bellezza tale da poter competere con il viale di San Guido!
Ad accompagnarci è Cristina che ci illustra la storia e l’attività di Donna Olimpia, mostrandoci il cuore della cantina, la sala di fermentazione e la barriccaia, concludendo in bellezza con l’assaggio di quattro vini.
Oltre al vino vi consiglio di visitare Donna Olimpia per la sua architettura e per il paesaggio che la circonda. Il tramonto qui è da buttar via la testa!

Donna Olimpia dall'alto

Donna Olimpia dall’alto

 

Bibbona

Ore 19.00
Lasciamo la cantina per dirigerci finalmente al nostro hotel che si trova nei pressi di Bibbona, un borgo a pochi chilometri da Bolgheri.
Bibbona è un minuscolo e antico paese che si sviluppa lungo la via principale che lo attraversa. Per noi ormai è buio ma ci è sembrato carino anche se forse non è tra i principali borghi da visitare.

 

Cena vista mare a Marina di Bibbona

Ore 20.30

Cosa c’è di più romantico di una cena vista mare? Un ristorante sulla spiaggia!
La Pineta di Luciano Zazzeri” è una vera istituzione e quando rispondiamo a chi ci chiede dove andremo a cena, il commento è sempre lo stesso: “Aaaah, ma allora andate dagli Zazzeri!”.
La Pineta è un ristorante famigliare che racconta una storia lunga quattro generazioni che comincia con la nonna e la mamma di Luciano, il quale, una volta adulto, lo consacra come uno dei migliori ristoranti di pesce della zona, e prosegue oggi con i suoi figli, Andrea e Daniele.
Nato come stabilimento balneare, la famiglia aggiunge col tempo l’attività della pesca e il ristorante, che nel tempo diventa sempre più conosciuto fino a guadagnarsi una stella Michelin.
Ma non aspettatevi lo stile formale che di solito caratterizza questi ristoranti! Qui il clima è molto conviviale, i fratelli si siedono e bevono vino con gli ospiti che sono ormai amici e anche con i forestieri come noi il sorriso non manca mai.
Purtroppo non riusciamo a goderci il tramonto sul mare (in ottobre si dovrebbe mangiare come le galline per riuscirci) ma la cena è sublime e il pesce freschissimo, come i ricci arrivati al mattino che condiscono un piatto di tagliatelle che a scriverne mi fanno venire l’acquolina in bocca!

 

Castagneto Carducci e le sue cantine

Il secondo giorno prevede altre visite, questa volta nei pressi del comune di Castagneto Carducci, un altro borgo storico in cui il piccolo Giosuè trascorse un periodo della sua infanzia e in cui è possibile visitarne la casa.

Visita alla cantina Michele Satta

Ore 10.30

Il nome Michele Satta è un nome storico qui a Bolgheri, non per la sua età quanto per il lavoro e la personalità del suo fondatore, Michele, che infatti è tra i fondatori della DOC Bolgheri.
Basta scendere dall’auto per accorgersi della veracità di questo luogo e delle persone che lo vivono: non ci sono grandi cancelli o recinzioni a delimitare la proprietà e subito si incontrano i trattori, i macchinari, gli ulivi e le viti. Il rapporto di Michele Satta e della sua famiglia con la terra bolgherese è molto forte e quasi palpabile.
A farci da Cicerone in cantina e durante la degustazione è stata Roberta a cui si è unito anche Giacomo, il figlio di Michele, che ormai porta avanti l’azienda con lo stesso entusiasmo e la stessa passione per questi vini e per il territorio bolgherese che evidentemente scorre nelle vene dei Satta.
Tra una chiacchiera e l’altra lasciamo la cantina alle 13.00 passate e, senza nemmeno mangiare un boccone, montiamo in macchina alla volta della prossima cantina.

La terrazza da Michele Satta

La terrazza da Michele Satta

Visita alla cantina Tenuta Argentiera

Ore 14.00

Tenuta Argentiera è l’ultima tenuta vinicola (in termini geografici!) della DOC Bolgheri e i suoi vigneti si estendono su terreni molto diversi, alcuni vicinissimi al mare e altri quasi in collina, a 200 metri di altitudine. Un’altra particolarità di questa cantina, più giovane rispetto alle altre, è la sua architettura che ricorda un fortino che, dall’alto, veglia sulla costa.
Inserita nel Circuito Wine Tuscany Architecture è una tappa che vi consiglio di non perdere. Dall’edificio adibito all’accoglienza e a Wine Shop, Cristina ci accompagna in auto (la tenuta è davvero enorme) fino alla cantina-fortino sul cocuzzolo della collina, che ospita gli ambienti di produzione e stoccaggio del vino. Oltre all’architettura anche il paesaggio è da urlo!
Ridiscendiamo al Wine Shop per la degustazione che qui è anche accompagnata da un ricco tagliere di formaggi e salumi (almeno facciamo la merenda!)

Tenuta Argentiera

Tenuta Argentiera

Il viale di San Guido

Ore 17.00

L’idea era di visitare almeno il borgo di Castagneto Carducci ma il tempo per rilassarci è stato talmente poco che rinunciamo e torniamo in hotel. Prima, però, ci aspetta un’ultima, irrinunciabile sosta: il viale di San Guido, tappa obbligata per foto e qualche selfie!
Peccato che quello che nelle foto su Instagram appare come un desolata viale di campagna sia in realtà una strada di grande passaggio (come sono cambiati i tempi caro Giosuè…).
E così, con un occhio sull’obiettivo e tre sulla strada e sulle auto che sfrecciano da entrambi i lati, ci piazziamo in mezzo al viale per scattare la nostra foto ricordo. Cosa non si fa per una foto al giorno d’oggi!

Selfie sul viale di Bolgheri

Selfie sul viale di Bolgheri

Cena al Relais Sant’Elena

Ore 20.30

Dopo un’oretta di meritato riposo concludiamo la giornata con una cena a km0 nel ristorante dell’hotel.
Purtroppo è aperto solo per gli ospiti che soggiornano ma ve lo racconto comunque nel caso scegliate anche voi questo posto incantato.
L’ambiente è super romantico e il menu molto casalingo, con pochi piatti ma cucinati con ingredienti della tenuta e rigorosamente fatti in casa.
E per concludere la cena beviamo un amaro riparati dal berceau fiorito, ascoltando il silenzio della campagna interrotto solo dal belare delle pecore.

 

Gironzolando per Bolgheri

La domenica le cantine riposano e così torniamo a Bolgheri per una passeggiata.
Bolgheri è un vero gioiellino circondato dalle mura del castello. Il borgo si gira in meno di un’ora ma qui tutto è rimasto come una volta. Ci sono molte osterie ed enoteche e dei piccoli negozietti che invogliano ad entrare.
L’idea era di mangiare all’Enoteca Tognoni ma, essendo molto famosa, non troviamo nemmeno una sedia libera; ricordatevi di prenotare con un certo anticipo!
Torniamo volentieri dalle ragazze della Piccola Dispensa dove concludiamo il nostro weekend bolgherese con il sorriso e la pancia piena.

 

Dove dormire vicino a Bolgheri

Ho tenuto per ultimo questo paragrafo per svelarvi il pezzo forte alla fine!
Vi avevo parlato di un weekend romantico e in effetti la struttura scelta da Marco è un posto ideale per le coppie, perfetto per una bucolica luna di miele.
Avete presente quei posti pazzeschi che si vedono sulle riviste, immersi nella campagna, circondati dai campi e dai covoni di fieno? Quei casali rustici e campagnoli, che ricordano le case delle nonne in cui però ogni minimo dettaglio è studiato al millimetro. Insomma, quei posti che “se vado lì non torno più!”.
Benvenuti al Relais Sant’Elena.
Per ora vi mostro qualche foto ma ve ne parlerò meglio nei miei #bigliettidavisita.


 

 

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Itinerario per un romantico weekend a Bolgheri e Castagneto Carducci, terra di poeti e di vino. Le cantine da visitare, indirizzi su dove mangiare e dove dormire.

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