Visitare Soave, il borgo del castello e del vino

Visitare Soave, borgo del castello e del vino

Visitare Soave, il borgo del castello e del vino

Visitare Soave, un incantevole borgo a due passi da Verona, cinto dalle mura merlate di un castello medievale e circondato da vigneti che regalano vini DOC.


Quando viaggiamo in auto mi diverto molto a guardarmi in giro, mentre Marco guida, e appena vedo qualcosa che suscita il mio interesse apro Google per geolocalizzarmi al volo e scoprire cosa sia.
Ed è proprio così che ho scoperto il borgo di Soave, affascinata dalle mura merlate del suo castello che come una scaletta si arrampicano tra i vitigni.
Siamo passati da qua in diverse occasioni (per andare a Venezia e anche a Salisburgo) ma non c’era mai tempo a sufficienza per fermarci. L’occasione è arrivata di ritorno dal nostro viaggio in Friuli Venezia Giulia: il tempo era pessimo e pioveva a catinelle ma giunti a pochi chilometri da Soave il sole ha squarciato le nuvole illuminando il borgo.
Ci è sembrato quasi un segno del destino (ha ricominciato a diluviare proprio quando ce ne siamo andati!) e così ci siamo fermati approfittandone per fare una pausa dalla lunga coda di auto che ancora ci separava da Milano.

Noi abbiamo avuto solo poche ore a disposizione ma visitare Soave meriterebbe tempi più lunghi, magari un bel weekend, per esplorare anche i borghi limitrofi e soprattutto per degustare del buon vino nelle numerose cantine della zona.

Breve storia del Borgo di Soave

Il borgo di Soave si trova nella provincia di Verona, ai piedi dei monti Lessini, a metà strada tra Verona e Vicenza e più o meno a 40 km da entrambe.
Le sue origini sono antichissime e risalgono addirittura all’epoca romana; la fondazione del borgo risale invece all’epoca longobarda, intorno al 570, ad opera della tribù degli Svevi da cui deriva il nome di Soave.
Una versione più romantica della storia fa invece derivare il suo nome dalla soavità delle sue genti, della sua terra e ovviamente del suo vino!

 

La storia di Soave si confonde inevitabilmente con quella del suo grande castello che nel corso dei secoli passò nelle mani delle più grandi signorie che hanno regnato sulla nostra Italia.
L’attuale aspetto del castello lo si deve però alla famiglia Della Scala che, tra il 1232 e il 1387 (anno della fine della dinastia scaligera) lo ampliò a dismisura, aggiungendo anche le mura merlate.
A loro si avvicendarono i Visconti, i Carrara e infine i Gonzaga con cui iniziò la dominazione della Repubblica Veneziana.
Il castello continuò ad essere ambito e conteso ma, tra alti e bassi, rimase sempre sotto il dominio veneziano; i soavesi resistettero con successo anche all’attacco delle truppe asburgiche e come segno di gratitudine Venezia donò a Soave un’Antenna su cui innalzare lo Stendardo del Leone di San Marco che fu posto nella piazza in cui si trova il palazzo di Giustizia, denominata, infatti, piazza dell’Antenna.
Seguì un periodo tranquillo, interrotto solo dall’arrivo del turbolento Napoleone verso la fine del 1700, durante il quale però il castello perse di importanza trasformandosi addirittura in una fattoria.
A salvarlo dalla decadenza fu Giulio Camuzzoni, un Senatore del Regno d’Italia che ne ereditò la proprietà e ne ricostruì le parti principali della struttura a scopo storico e archeologico. Il castello appartiene ancora oggi ai discendenti del Senatore.

 

Visitare il castello di Soave

Visitare il borgo di Soave significa visitare il suo imponente castello. Le mura merlate che si arrampicano sul Monte Tenda come fossero un ricamo su un ordito di verdi filari mi avevano incantata già dall’autostrada quindi, una volta qui, non me lo sono fatta scappare!
Il castello si raggiunge percorrendo una strada che dal centro del paese, in piazza dell’Antenna, risale la montagna: la pavimentazione è in ciottoli, a tratti un po’ “spettinati”, e la salita è parecchio ripida quindi preferite le scarpe comode e preparatevi a sbanfare.
Noi l’abbiamo fatta un po’ di corsa perché temevamo che fosse in chiusura; io sono arrivata in cima praticamente strisciando mentre Marco invece se l’è cavata un po’ meglio, ma la fatica è stata ripagata dalla meravigliosa vista sui tetti del borgo.
Una volta acquistati i biglietti  abbiamo varcato l’ingresso principale del castello, ancora munito di ponte levatoio, per ritrovarci nel primo cortile.
Dall’interno le mura sono molto alte e imponenti e, superata la prima cerchia, si accede al Cortile della Madonna e da qui, attraverso una porta rialzata, si giunge al cortile più interno dove si trova il torrione mastio, ultimo baluardo di difesa e probabilmente luogo di tortura e prigionia, e la Casa del Capitano.

Quest’ultima è un edificio su due piani che ospitava al piano terra i soldati e le loro armi e a quello superiore l’abitazione del capitano, dotata di camera da letto, sala da pranzo e studio. Sulle mura dei cortili sono facilmente individuabili le tracce di strutture secondarie ora crollate, probabilmente cucine o ripari per gli animali.
Gli interni sono molto ben tenuti e decorati ma non immaginatevi un castello principesco dal momento che il castello di Soave ha sempre avuto una funzione militare e difensiva e non residenziale.
Ma la parte più bella della visita è costituita dal camminamento sulle mura. Il castello si trova infatti in una posizione decisamente rialzata che offre una vista superlativa sull’intero paese di Soave e sulla campagna circostante, fatta di dolci colline su cui corrono ordinati i filari e le ancora giovanissime viti (la nostra visita risale ad aprile). Davvero suggestiva anche la vista delle mura che cingono il paese, intervallate da ben 24 torri difensive e coronate da merli a coda di rondine.
Insomma, se mai vi capitasse anche solo di passare di qua io vi consiglio di interrompere il vostro viaggio e di fermarvi almeno un’oretta per venire fin quassù e godervi un po’ di questo incantevole panorama così tipicamente italiano.

 

Cosa vedere a Soave oltre al castello

Soave è un borgo davvero molto piccolo e tutto ruota intorno al castello ma è comunque molto piacevole fare un giro anche nel paese dove si trovano diversi edifici storici.
Noi abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio che si trova proprio davanti a Porta Verona, una delle antiche porte cittadine, e ci siamo subito resi conto di essere capitati nel bel mezzo di una festa publica. Nello spiazzo antistante la porta erano state allestite bancarelle di street food, tavolate per gli avventori e anche un  piccolo palco da concerto. Abbiamo poi proseguito su via Roma, la strada che corre lungo tutto il paese, zigzagando tra le bancarelle del mercato e fermandoci ad acquistare frutta e verdura profumatissime.
Sulla via si trovano numerosi bar dove è piacevole fermarsi ad osservare il viavai di gente. Qui si trovano anche alcuni degli edifici più importanti di Soave come il palazzo di Giustizia e Palazzo Cavalli; troverete anche la statua di un giovanissimo Ippolito Nievo che trascorse a Soave diversi anni della sua infanzia quando il padre lavorava qui come magistrato.
Per informazioni più dettagliate su cosa vedere a Soave vi lascio il link al sito del turismo di Soave dove troverete l’elenco e la descrizione dei luoghi più importanti del paese.
La nostra breve visita a Soave si conclude con una bella passeggiata ai piedi delle mura che circondano l’intero centro abitato, seguendo le quali ritorniamo alla nostra auto.

 

Il vino di soave

Quando un vino porta il nome di una città non ci si può che aspettare di berne un po’ e in questo Soave non vi deluderà sicuramente!
La nostra è stata solo una toccata e fuga e non abbiamo avuto modo e tempo di studiare un itinerario del vino ma vi basterà passeggiare sulla via Roma per trovare le indicazioni a diverse cantine dove potrete degustare qualche calice di vino e, perché no, comprarne delle bottiglie.
Tempo permettendo spingetevi anche nei comuni limitrofi che fanno parte della zona di produzione del Soave. A proposito, sapete che è stata la prima DOC italiana (1936) e che l’area è considerata il più grande vigneto d’Europa per estensione? Io non lo sapevo!
Al Soave DOC sono seguite, in anni più recenti, altre due importanti denominazioni: il Recioto di Soave DOCG (1998) e il Soave Superiore DOCG (2011).
Le uve locali sono il Garganega e il Trebbiano; originariamente il Soave nasceva dall’unione di queste due sole uve, con almeno il 70% di Garganega. Oggi, oltre al Trebbiano, è accettata anche un’aggiunta di Chardonnay e di Pinot Bianco sempre entro i limiti del 30%.
Il Recioto, invece, è un vino più dolce, sempre derivato da uve Garganega che vengono però lasciate ad appassire sulle graticole da quattro a sei mesi.
Il Soave è certamente una zona di vini bianchi ma se amate i rossi non preoccupatevi perché le cantine producono anche i locali Valpolicella e Amarone: ce n’è per tutti i gusti!

 

Dove mangiare a Saove

Il tempo a nostra disposizione era poco ma non potevamo rinunciare ad un assaggio di vino e così ne abbiamo approfittato per pranzare in un locale molto carino che si trova proprio al piano terra del Palazzo di Giustizia.
Si chiama Enoteca il Drago ma non fatevi ingannare dal nome: io lo stavo scartando pensando fosse un ristorante cinese e invece il nome si riferisce allo stemma della famiglia di Pietro Montagna che i Della Scala nominarono rettore, giudice e governatore.

 

Si tratta di un’enoteca con cucina dove abbiamo preso un antipasto e due piatti principali seguendo l’abbinamento vini consigliato che prevedeva un Soave classico, un Soave superiore e un Valpolicella. Noi ci siamo trovati molto bene e abbiamo visto passare dei “mangiarini” molto invitanti anche nei tavoli vicini (la polenta croccante che vedete nella foto accanto ai salumi era una vera bontà!).
Anche l’ambiente è molto gradevole, informale e accogliente, e ben si abbina all’importanza dell’edificio storico in cui si trova.

Fatemi sapere se passerete di qui e buona visita di Soave!


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