10 IDEE WEEKEND NEL CENTRO ITALIA

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10 IDEE WEEKEND NEL CENTRO ITALIA

Dieci idee per trascorrere dei weekend nel centro Italia. Dieci destinazioni perfette per #ritornareaviaggiareinitalia!


Il nostro itinerario per #ritornareaviaggiareinitalia prosegue e si concentra oggi nel centro dello stivale.
Blogger e Instagrammer hanno contribuito a creare una lunga lista di idee per i weekend che verranno e anche questa volta gli spunti sono tanti e molto interessanti.
Preparatevi dunque a zigzagare intorno all’Appenino cominciando con l’Emilia Romagna, scendendo nelle Marche, saltando poi sull’altra costa, nella splendida Toscana, e di nuovo nell’entroterra, in Umbria, per finire con il Lazio.
Allacciate le cinture e buona Italia!

PS: Ringrazio di cuore tutti i blogger e instagrammer che hanno aderito all’iniziativa portando qui le proprie parole e immagini ma sopratutto la grande voglia di ricominciare e guardare avanti!
PPS: NESSUNA QUARANTENA È STATA VIOLATA PER SCRIVERE QUESTO POST! 🙂

 

Weekend nella natura bolognese, tra castelli, borghi e appennino

Valentina
Kilig Travel Blog

La natura che circonda la provincia di Bologna, in Emilia-Romagna, è ricchissima di sorprese. Sorprese che, spesso, non trovano spazio nelle proposte turistiche più gettonate in zona e che invece sono un’ottima idea per #ritornareaviaggiareinitalia. Un’ottima idea per scoprirne qualcuna è concedersi un weekend fuori porta, e io vi consiglio qui un piccolo tour che prevede castelli speciali, antichissimi borghi, misteriosi santuari, vette appenniniche, cascate. Senza dimenticare il buon cibo!
Come prima tappa vi propongo la Rocchetta Mattei, nel comune di Grizzana Morandi: un meraviglioso castello, eclettico quanto il suo antico proprietario, il conte Cesare Mattei, inventore dell’elettromeopatia. Si può visitare il complesso in un paio d’ore mediante un’interessante visita guidata, scoprendo la storia, i segreti, i curiosi aneddoti che lo caratterizzano.
A pochissimi minuti di macchina dalla Rocchetta troviamo il borgo medievale La Scola, un luogo assolutamente imperdibile: tutti gli edifici che lo compongono risalgono al XV secolo, e il panorama che lo avvolge è incantevole.
Dopo aver apprezzato l’atmosfera fuori dal tempo del borgo si può raggiungere, in circa 15 minuti d’auto, il Santuario della Beata Vergine della Consolazione, un complesso religioso del XII secolo ubicato sulla cima del Montovolo, a 962 metri d’altezza. Quest’area è parte di un parco protetto che custodisce un prezioso patrimonio di natura, arte, storia, architettura.
La seconda giornata nella natura alle porte di Bologna è dedicata, invece, al trekking, per immergersi nel cuore verde di uno dei parchi regionali più noti dell’Emilia-Romagna: il Corno alle Scale. Questa porzione di appennino è percorsa da tantissimi sentieri, vi segnalo qui due itinerari molto suggestivi: un giro ad anello che conduce alla cima più alta del Corno alle Scale (1945 metri), e un’escursione più tranquilla alla scoperta delle pittoresche Cascate del Dardagna.
Per la prima opzione, il punto di partenza è presso il laghetto del Cavone, per la seconda il Santuario di Madonna dell’Acero, entrambi in località Lizzano in Belvedere. La prima escursione è decisamente più impegnativa e varia, con la possibilità di ammirare panorami pazzeschi fino alle Alpi e al mare; la seconda è più facile e corta, ma non meno suggestiva in fatto di natura e bellezza.
[foto cima del corno alle scale]
Veniamo ai consigli di pernottamento e gola: un posticino molto speciale è il b&b La Presa, presso Case Moschini (Granaglione), molto vicino al confine con la Toscana. Natura, silenzio, calda accoglienza, ottimo cibo servito, nella bella stagione, sotto le stelle. Segnatevi anche Il Bagigio, trattoria storica di Monteacuto delle Alpi.

 

 

Weekend a Ravenna tra arte e natura

Francesca
Spiccando il volo

Diciamolo subito. Ravenna non è solo la capitale del mosaico. Questo infatti è il suo volto più conosciuto, ma non l’unico pronto a stupirci a colpi di meraviglie. Ma per #ritornareaviaggiareinitalia cominceremo da qui, da un tesoro artistico unico al mondo che nel 1998 è stato dichiarato Patrimonio Unesco.
Ben otto monumenti antichi quali il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, il Mausoleo di Teodorico, il Battistero degli Ariani, la Basilica di San Vitale, la Cappella Arcivescovile e la Basilica di Sant’Apollinare in Classe. Queste sono le più importanti testimonianze dell’arte del mosaico del V e VI secolo. In poche parole un must assoluto.
Imperdibile anche la zona dantesca, dedicata al Sommo Poeta che a Ravenna visse gli ultimi anni della sua vita in esilio da Firenze, completando la stesura della Commedia. Troverete la tomba di Dante, un’urna sepolcrale che ne contiene i resti, al centro di curiosissime vicende e spostamenti vari. Per una versione inedita e contemporanea del grande scrittore, fate un salto in via Pasolini per osservare il gigantesco ritratto caleidoscopico di Eduardo Kobra, street artist brasiliano di fama internazionale.
Infine, voltate le spalle alla città per volgere lo sguardo al mare. Le zone umide di Ravenna sono un luogo mistico, anche nelle nebbiose giornate d’autunno. Siamo nel Parco del Delta del Po, esteso fino al Veneto, in un’area preziosissima per la biodiversità. In bicicletta lungo le secolari pinete, come quella di Classe, oppure in canoa o barca elettrica navigando nelle acque lagunari, tra le più particolari quella della Piallassa Baiona. In religioso silenzio, assisterete allo spettacolo delle moltissime specie volatili presenti, anche il super instagrammabile fenicottero rosa.
Dove dormire durante il vostro weekend ravennate? Per esperienza, vi consiglio un “posticino” in cui sentirsi come a casa. ML32 è un graziosissimo e moderno loft all’interno di un’abitazione privata, ma comunque separato, con giardino e posto auto. Samanta, la proprietaria, è l’incarnazione del calore romagnolo.
Per gustare le specialità romagnole, fate un salto al nuovo Mercato Coperto ospitato in un edificio di stile classico dei primi del ‘900. Non mancano i passatelli, i cappelletti, la piadina e la mora romagnola, tutto con uno stile curato che strizza l’occhio al vintage, dalle sedie dei cinema anni ‘50 ai banchi in stile decò anni ‘30.

 

 

Weekend a Pesaro, tra città e mare

Eleonora
About my travel blog

Se per #ritornareaviaggiareinitalia state pensando ad un weekend tra mare e collina Pesaro é proprio il posto giusto per voi.
Che siate amanti delle vacanze in relax o di aperitivi sul lungo mare e balli a piedi nudi sulla spiaggia, in questa città marchigiana potrete sicuramente trovare l’attività giusta. Tra una passeggiata nel lungo viale Trieste, che affaccia sul mare Adriatico e permette di passeggiare a piedi, in bicicletta, in monopattino o con i roller ai piedi, un giro nelle vie del centro per scoprire la storia di Gioacchino Rossini, curiosando nella sua casa natale e scoprendo lo stupendo teatro che ha preso il suo nome, la biblioteca e i Musei Oliveriani, potrete passare una giornata tra arte e cultura.
Per gli amanti della natura, un giro in barca al tramonto, per ammirare tutta la costa fino a Rimini, o una passeggiata in Mountain bike sul monte San Bartolo, per scoprire alcune viste mozzafiato, sono sicuramente esperienze imperdibili.
Durante la scoperta del parco naturale é possibile fare un aperitivo in vigna, gustando ottimi prodotti locali con mare e tramonto come sfondo. Non si può non ricordare di visitare anche il Villino Ruggeri, la piazza del popolo ed il duomo della città. Per vivere l’esperienza come un vero pesarese doc, non possono mancare una colazione al bar, dove la scelta tra dolce e salato é davvero vastissima, un aperitivo al tramonto al Moloco, con uno spritz o un gustoso Moscow Mule, ed infine una bella pizza Rossini, una specialità tipica di Pesaro, assolutamente da assaggiare prima di poterla giudicare.
E se vi avanza ancora un po’ di tempo, oltre a curiosare tra i negozietti del centro, potete passare una giornata in spiaggia o dedicarvi alla visita di Gradara, uno splendido borgo dove potrete scoprire la storia di Paolo e Francesca.

 

 

 

Weekend lungo nella Riviera del Conero

Sabrina
Finalmente Venerdì Travel Blog

Ricominciare a viaggiare e ripartire dal nostro meraviglioso Paese. #ritornareaviaggiareinitalia non è un sogno, ma una promessa alla quale manterremo fede non appena l’emergenza Covid-19 sarà finita. Fra le tante destinazioni di cui avremmo potuto parlare, abbiamo scelto le Marche e in particolare la splendida cornice della Rivera del Conero. Un tratto di costa affacciato sull’Adriatico e racchiuso fra le Province di Ancona e Macerata, che comprende al proprio interno città storiche, borghi medievali, chilometri di spiagge insignite del titolo di Bandiera Blu e un promontorio a picco sul mare in cui gli amanti del trekking trovano pane per i propri denti.

Ma che cosa vedere nella Riviera del Conero durante un weekend lungo? Le attrazioni sono tante, scopriamo insieme le 6 imperdibili!

    • Ancona: conosciuta anche come Gomito d’Italia e solitamente luogo di passaggio per chi è diretto in Croazia, Ancona è in realtà una città ricca di storia, arte, architettura e spiagge in cui tuffarsi. Da non perdere il Duomo di San Ciriaco, la salita al Colle Guasco e la terrazza vista mare, l’Anfiteatro Romano, Piazza del Plebiscito, la Spiaggia del Passetto e la Seggiola del Papa.
    • Sirolo: antico borgo medievale ed ex castello fortificato, Sirolo è ai più noto per le spiagge dalle acque cristalline che si trovano alle pendici del Monte Conero; veri e propri paradisi terrestri non sempre raggiungibili a piedi ma spesso unicamente via mare. Fra queste spicca la Spiaggia delle due Sorelle, così soprannominata per gli scogli gemelli che fanno capolino dal mare.
    • Numana: uno dei borghi più belli della Riviera del Conero, nonché villaggio di pescatori caratterizzato da casette colorate, Numana si divide in due parti: Numana Alta – dove si sviluppa il centro storico, con i resti di origine romana – e Numana Bassa – dove hanno sede il porticciolo e la celebre Spiaggia di Marcelli.
    • Loreto: distante appena 12 km da Numana, in direzione sud, Loreto ospita il più importante santuario mariano del nostro Paese. Tutto qui ruota attorno al Santuario della Santa Casa, in Piazza della Madonna, dove la leggenda narra che la casa di Maria di Nazareth sia stata posata dagli Angeli nel dicembre del 1294.
    • Recanati: città dell’Infinito e musa ispiratrice di Giacomo Leopardi, immersa fra campi coltivati a vite e ulivo, Recanati si visita in poche ore ripercorrendo le orme del celebre poeta che proprio qui ha ambientato “Il sabato del Villaggio”, “A Silvia” e “L’Infinito”.
    • Grotte di Frasassi: non solo spiagge, città storiche e borghi medievali ma anche uno dei percorsi sotterranei più affascinanti del mondo. Stiamo parlando delle Grotte di Frasassi e del complesso di origine carsica inserito in un Parco Naturale tutto da scoprire. Stalattiti, stalagmiti e sale grandi come il Duomo di Milano vi conquisteranno!

 

 

La Valtiberina toscana per un weekend nei borghi d’eccellenza

Alessandro
Girovagate
#ritornareaviaggiareinitalia partendo dalla Toscana ha tutto l’aspetto di essere una buona idea anche se… non troppo originale! Quella di cui voglio parlarvi in questa occasione però è un’area tra le meno conosciute di questa regione, la Valtiberina, in particolare il territorio appartenente alla provincia di Arezzo.
A circa 30 chilometri da quest’ultima si trova Monterchi, la prima meta del nostro viaggio. Cosa rende speciale questo paesello al confine con l’Umbria? La Madonna del parto, una delle opere più significativi dell’artista che più di ogni altro può essere identificato con il versante toscano della valle del Tevere: Piero della Francesca.
Nel museo civico potrete ammirare questo affresco della metà del XV secolo che, come si intuisce dal titolo, raffigura la Vergine Maria incinta, ma se avete qualche ora a disposizione vi consiglio di spenderle nel piccolo borgo, non farete sicuramente fatica ad apprezzarne le mura e lo splendido panorama collinare che esse offrono!
Chi ha un fine settimana a disposizione non potrà evitare di soffermarsi ad Anghiari una giornata, a meno che non voglia rispondere con un diniego, e ricevere in cambio una smorfia di stupore, alle domande degli amici:”Hai visitato il museo della Battaglia? Hai percorso la Ruga di San Martino?” o non scopra successivamente su internet queste due imperdibili attrazioni.
Si tratta nel primo caso del museo ospitato nel Palazzo del Marzocco e interamente dedicato alla celeberrima Battaglia di Anghiari, uno degli avvenimenti più cruciali del Medioevo in questa parte d’Italia ed entrato nel mito grazie all’ambizioso e irrealizzato progetto Leonardo da Vinci, che secondo la leggenda lo dipinse su una delle pareti del Salone dei Cinquecento, nel Palazzo Vecchio, a Firenze.
La seconda è il nome del lungo e inizialmente vertiginoso stradone che attraversa Anghiari. Un’esperienza che vi consiglio assolutamente di fare!
Nel “paese della battaglia” di cose da fare ce ne sono tante altre, su tutte, semplicemente, passeggiare. Non a caso è stato annoverato tra i borghi più belli d’Italia!
Buon ultimo, solo per l’ordine cronologico, è Sansepolcro, paese di quel Piero della Francesca di cui parlavo poco sopra… Nel museo civico troverete la più grande raccolta di opere del pittore quattrocentesco ma se dopo le settimane di clausura forzata desiderate stare un po’ all’aria aperta, allora dirigetevi verso la riserva naturale regionale dell’Alpe della Luna, i cui sentieri erano soliti essere battuti da San Bonaventura e da un poverello che divenne San Francesco.
Ah, dimenticavo di dirvi che in Valtiberina si mangia bene! Un fattore non secondario per chi non disdegna di abbinare la buona tavola alla cultura!

 

 

 

logo Ti chiamo quando torno Weekend di-vino a Bolgheri

Federica
Ti chiamo quando torno

Per #ritornareaviaggiareinitalia vi propongo una destinazione piccola piccola che però è famosa in tutto il mondo per i suoi vini, una vera eccellenza di cui, da italiani, non possiamo che essere orgogliosi: Bolgheri.
Sicuramente avrete sentito nominare questo piccolo borgo toscano ai tempi della scuola, magari imparando a memoria l’ode “Davanti a San Guido” del poeta Giosuè Carducci. Ricordate? “I cipressi che a Bolgheri alti e schietti Van da San Guido in duplice filar…”
Bolgheri è un piccolo gioiello incastonato in quella lingua di terra compresa tra mare e colline chiamata Costa Degli Etruschi e, come dice il poeta, il viale di accesso al borgo è così scenografico da essere stato dichiarato monumento nazionale.
Dopo aver percorso il viale si accede al borgo: due chiese, edifici antichi, un castello appartenuto ai conti della Ghererdesca, qualche negozietto di prodotti locali e tanti ristoranti ed enoteche dove concedersi una prima degustazione dei vini locali. Un incanto.
Non si può lasciare Bolgheri senza prima aver visitato qualche cantina che, a parte Tenuta San Guido (la più famosa, quella del celeberrimo Sassicaia), sono tutte visitabili. Imperdibili sono Antinori, Ornellaia, Le Macchiole e Donna Olimpia, cantine molto diverse ma tutte affascinanti per storia e personalità.
Per il secondo giorno spostatevi nella vicina Castagneto Carducci, un altro borgo antico dove potrete visitare la casa del poeta.
Anche qui non perdetevi la visita alle cantine tra le quali vi suggerisco Michele Satta, dove assaggerete dei vini eccellenti e originali come il suo proprietario, e Tenuta Argentiera, una cantina dall’architettura sorprendente, dove godrete di un panorama incredibile sulle vigne che arrivano fino al mare.
Per rendere ancor più speciale e romantico il vostro weekend vi consiglio di soggiornare al Relais Sant’Elena, un vero angolo di paradiso nella vicina Bibbona, e di regalarvi una succulenta cena al ristorante La Pineta di Luciano Zazzeri: una stella Michelin e pesce freschissimo, il tutto a due passi di numero dal mare.

 

 

Weekend tra i paesaggi della Val d’Orcia

Selly
In viaggio con me

La Toscana è una terra che riuscirebbe a mettere d’accordo chiunque: gli amanti della natura, del buon cibo, delle terme naturali, dei borghetti e persino della storia e, dopo averla girato in lungo e in largo, la zona che preferisco di più in assoluto è la Val d’Orcia. Se state organizzando un weekend da queste parti, le tappe che ti elencherò tra poco sono quelle da non perdere assolutamente. Iniziamo?
Se capitate da queste parti non potete non fare una capatina a Terrapille, il punto in cui è stato girato uno dei film più famosi della nostra generazione: “Il gladiatore”. È proprio qui che sarete circondati dalle valli più belle e con il silenzio che le circonda vi sembrerà quasi di essere dentro un sogno.
Per imboccare il sentiero giusto basterà digitare su Google Maps il nome della cappella più famosa della Val d’Orcia: Madonna di Vitaleta. Dopo averla superata basterà proseguire dritto per la strada sterrata e ad un certo punto saprete di essere arrivati perché vi si aprirà uno spettacolo mozzafiato sulle colline e su qualche cipresso sparso qua e là.
La cappella Madonna di Vitaleta rapirebbe il cuoricino di chiunque grazie alla sua semplicità e al panorama dalla quale è circondata. È posta sotto la protezione dell’UNESCO e per raggiungerla dovrete lasciare la macchina nel parcheggio e proseguire a piedi per circa 15 minuti. Questo piccolo gioiellino è immerso nelle campagne e una cosa che mi pento di non aver fatto è di essermi portata dietro un cestino da pic-nic e una coperta per consumare un bel pranzetto nel bel mezzo della natura. Rimedierò presto.
Pienza è l’ultima tappa che non potete perdere se vi fermate un weekend in Val d’Orcia: piccolo, essenziale, circondato da uliveti e vigneti, pieno di negozi di souvenir, botteghe artigianali e ristorantini da sogno. Io l’ho adorato alla follia. Ogni suo angolo faceva venire voglia di tirare fuori la macchina fotografica per scattare foto a go go.
Se riuscite a restare due giorni in più vi consiglio di aggiungere alcune tappe, come ad esempio Montepulciano, i Bagni Filippo, Bagno Vignoni, Saturnia e Asciano. Se volete farvi una bella foto nel famoso viale dei Cipressi toscani segnate il nome di questo posto: Agriturismo Poggio Covili.
Per #ritornareaviaggiareinitalia che ne dite di cominciare proprio da qui?

 

 

Weekend a Montefalco tra arte e Sagrantino

Nati e Nicolas
Todo mundo e bom

Se, per #ritornareaviaggiareinitalia, siete alla ricerca di borghi poco conosciuti fatti di arte e buon vino, Montefalco è quello che fa per voi. Il piccolo borgo arroccato su una collina, è sicuramente una tappa da non perdere in un viaggio in Umbria. Venite con noi alla scoperta di cosa vedere a Montefalco in un weekend.
A noi piace chiamare Montefalco, il Borgo del Cuore. Uno di quei posti che amiamo, dove continuiamo a tornare e che ogni volta riesce a inondarci di bellezza. A Montefalco si arriva percorrendo strade costellate da delicati ulivi e verdi vigneti. Qui attraversiamo la terra del Sagrantino, un vino dal colore rosso e dal sapore intenso. Una volta arrivati in cima alla collina, parcheggiate e godetevi questo piccolo gioiello a piedi.
Arrivati al borgo, quello che subito stupisce, sono i panorami che potrete ammirare dai suoi numerosi belvedere e che da soli valgono il viaggio. La vista spazia su tantissimi altri borghi e comuni, sulle vette dell’Appennino e sugli splendidi e luccicanti vigneti. Nel paesino di Montefalco, uno dei punti panoramici più belli è quello davanti alla Porta della Rocca, che vi dà il benvenuto prima di entrare all’interno del paese, attraversando la porta stessa. La Porta della Rocca è una delle  cinque porte che interrompono la continuità delle mura medievali che circondano l’intero borgo.
Tra le cose da vedere a Montefalco, non può mancare la Chiesa-museo di San Francesco. Il museo si suddivide in tre diverse aree: la ex chiesa, famosa per gli stupendi affreschi di Benozzo Gozzoli e del Perugino, la Pinacoteca, dove troviamo altre opere di scuola umbra dal 300 al 700 e la Cripta dove sono esposti reperti archeologici.
Sicuramente vale una visita anche la Chiesa di Santa Chiara e ovviamente la Piazza del Comune. Nella piazza del Comune confluiscono, tra le altre, anche le cinque strade che partono dalle cinque porte di cui vi abbiamo parlato prima.  La Piazza è anche il principale luogo di vita sociale e di ritrovo del paese e proprio qui, troverete una moltitudine di ristoranti e localini deliziosi. Concedetevi una sosta mangiando un buon piatto di Strangozzi al Tartufo e sorseggiando un buon bicchiere di Sagrantino.
A Montefalco è d’obbligo anche perdersi, passeggiando tra le viette costellate di enoteche e botteghe, accompagnati dal profumo del Pan Mostato.
Questo è un concentrato di cosa vedere a Montefalco in un giorno, ma se volete rendere la vostra esperienza ancora più unica, vi consigliamo di fermarvi a dormire almeno una notte. Nella piazza del comune sorge una splendida dimora storica, il Palazzo Bontadosi, che potrebbe essere proprio la vostra scelta.
Il secondo giorno vi consigliamo di lasciare il centro storico e di passeggiare per le vigne e le campagne, oppure di organizzare visite a frantoi e cantine per saperne di più sull’arte vinicola e per fare delle prelibate degustazioni.
In questo borgo nel cuore dell’Umbria, la cosa che più ci colpisce ogni volta che torniamo, è quel senso di serenità, quel ritmo lento che si respira ad ogni angolo acciottolato o ad ogni finestra colorata dai fiori rossi, quell’atmosfera familiare. Qui ci sentiamo a casa ogni volta ed è facile capire perchè Montefalco sia per noi il Borgo del Cuore.

 

 

Weekend tra i borghi del Lago di Bolsena

Elisa e Fabio
Eli e Fabi on the road

L’Italia è ricca di luoghi meravigliosi, alcuni meno conosciuti di altri, e per #ritornareaviaggiareinitalia vi proponiamo proprio uno di questi: il Lago di Bolsena. Piccolo lago di origine vulcanica nel nord del Lazio, vicino al confine con la Toscana e con l’Umbria, circondato da borghi affascinanti, ideale per trascorrere un weekend.
Tutte le città che circondano il lago sono ricche di storia e di arte e alcune sono anche delle tappe della via Francigena e due di queste attraversano Bolsena e Montefiascone. Vi consigliamo di iniziare dalla visita della città che ha dato il nome al lago, Bolsena.
Bolsena ha una bellissima passeggiata che costeggia parte del lago, dove si susseguono spiagge, hotel e campeggi. In estate è possibile anche fare alcuni sport acquatici come vela e windsurf. Molto carino il suo centro storico di origine medioevale, dominato dal castello con le sue torri.
È possibile salire sulle mura del castello per avere una vista sulla città e sul lago. L’interno del castello ospita un acquario e il museo territoriale del lago. Altra attrazione della città è la chiesa di Santa Cristina per la visita delle catacombe e dell’altare del miracolo eucaristico.
Uscendo dal centro storico, a pochi metri di distanza si trova l’area archeologica di Poggio Moscini dove si possono visitare i resti di due domus romane.
A qualche chilometro di distanza, su una collina che domina il lago, si trova Montefiascone. Da qui si può ammirare una delle viste panoramiche più belle sul lago, si tratta del belvedere vicino alla Rocca dei Papi, il punto più alto del paese. Questa rocca è stata restaurata di recente e oggi ospita esposizioni e manifestazioni culturali.
L’attrazione principale di Montefiascone è sicuramente la Cattedrale di Santa Maria Maggiore con la sua immensa cupola seconda per dimensioni dopo quella di San Pietro a Roma.
Per gli amanti delle passeggiate, da Montefiascone si può raggiungere la riva del lago passando per la strada panoramica. Una tappa da non perdere a Montefiascone è l’assaggio di un calice del suo famosissimo vino Est!Est!!Est!!!.

 

 

Itinerario nella Valle del Nera e alla cascata delle Marmore

Valeria
Postcards from my heart

Per #ritornareaviaggiare vi invito ad immergervi nel verde dell’Umbria, seguendo un itinerario che vi porterà nel cuore della Valle del Nera, partendo dalla mia città.
Terni ha un’anima d’acciaio ma a soli 7 km c’è uno scenario naturalistico che vi farà rimanere a bocca aperta: la Cascata delle Marmore.
È una delle cascate più alte d’Europa ed è di origine artificiale perché si tratta di un’opera di ingegneria idraulica voluta dal console romano Curio Dentato. Oggi, oltre a generare energia idroelettrica, è la maggiore attrazione turistica del territorio ternano e avrete la possibilità di stare a contatto con la natura.
Due sono le vie d’accesso: il Belevedere Inferiore, nella frazione di Collestatte Piano, dove vedrete la cascata dal basso, in tutta la sua maestosità, e il Belvedere Superiore, nella frazione di Marmore, che vi permetterà di vedere da vicino il primo salto direttamente dalla Specola di Papa Pio VI e il famoso arcobaleno che colora le montagne della Valnerina.
Visitare questo posto è una avventura perché potrete “gettarvi” nelle sue acque, grazie ai sei percorsi naturalistici che vi porteranno vicini ai tre salti, come l'”Anello della Ninfa” e l'”Antico Passaggio”, che vi condurrà al Balcone degli Innamorati, un piccolo terrazzo posto nel cuore della cascata, a contatto diretto con il getto d’acqua.
Ma non è finita qui! La cascata offre delle attività imperdibili come il rafting, l’hydrospeed, il tubing e il river walking e una discesa guidata delle piscine del fiume Nera. Ricordatevi però che il flusso delle acque della cascata è controllato, per questo guardate sul sito gli orari in cui il getto sarà aperto a pieno regime.
Percorrendo la Valnerina, dirigetevi verso l’antico castello di Arrone, uno dei borghi più belli d’Italia. Il paese è piccolo ma ricco di scorci bellissimi.
Da non perdere la chiesa di Santa Maria Assunta e la chiesa di San Giovanni, entrambe con degli affreschi stupendi, il Campanile Civico e una passeggiata per i suoi incantevoli vicoli. Ad Arrone è stato anche riconosciuto il titolo di Città dell’Olio, grazie alla tradizionale coltivazione dell’ulivo.
A pochi chilometri da qui vi aspetta il lago di Piediluco. Il nome letteralmente significa “ai piedi del bosco sacro” ed è il più grande bacino lacustre naturale della regione, dopo il Trasimeno. Grazie al suo suggestivo paesaggio, insieme alla Cascata, ha rappresentato per molti artisti una tappa obbligata del Grand Tour.
E per concludere, vi consiglio di visitare il borgo, con la chiesa di San Francesco e “Le Libertà”, un’opera di Giulio Turcato: sono sette lance colorate, alte all’incirca 9 metri, che svettano verso l’alto.

 


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2 Comments
  • Valentina
    Inserito il 10:53h, 11 Aprile Rispondi

    Ciao Federica,
    grazie mille per avermi dato l’opportunità di contribuire a questo progetto! Non vedo l’ora di poter uscire di nuovo per andare alla scoperta del nostro bel paese! Mi ispirano tutte le proposte di questo articolo, così come anche quelle del precedente dedicato al Nord Italia. Non vedo l’ora di leggere anche la terza parte!
    Grazie ancora, un abbraccio!

    Valentina

    • Federica
      Inserito il 09:57h, 15 Aprile Rispondi

      Ciao Valentina e grazie a te per averci raccontato un pezzettino di Italia davvero interessante!
      Speriamo di poter tornare a viaggiare molto presto 🙂

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