Gita all’Alpe Devero e al Lago delle Streghe

Alpe Devero e al Lago delle Streghe

Gita all’Alpe Devero e al Lago delle Streghe

Un facile trekking ad anello che, partendo dai pascoli verdi dell’Alpe Devero, conduce al suggestivo Lago delle Streghe e al piccolo borgo alpino di Crampiolo.


La Val d’Ossola, con le sue sette valli, offre infinite possibilità per gli amanti del trekking e delle escursioni e, tra queste, una gita all’Alpe Devero è un vero must per chiunque.
Siamo in Valle Antigorio, nel più grande pascolo dell’Ossola, vero paradiso per chi ama la natura e le passeggiate in tranquillità.
È un luogo adatto a tutti, escursionisti esperti, bambini, cani e anche passeggiatori della domenica come la sottoscritta: l’importante è scegliere il sentiero giusto!
Vi aspettano pascoli verdi, boschi di rododendri e mirtilli, suggestive baite isolate, imponenti montagne e fiabeschi laghi alpini. E in inverno, quando la neve imbianca il paesaggio, tutto sarà ancor più affascinante!

Vi ho un po’ incuriositi? Allora seguitemi in una gita semplice e non troppo impegnativa, che vi regalerà scenari ed emozioni che solo le alte quote sanno dare.

 

L’itinerario: dall’Alpe Devero verso Crampiolo e il lago delle Streghe

Quello che vi propongo è l’itinerario più facile, che copre le prime tappe obbligate (ma bellissime) di quasi tutte le escursioni che il Devero offre. Una volta giunti a Crampiolo, la metà del mio itinerario, potrete, infatti, proseguire scegliendo tra diversi sentieri più lunghi e faticosi che, però, al momento, non mi sento ancora in grado di affrontare a causa delle mia limitata attitudine alla fatica fisica e allo sport!

 

Alpe Devero

L’escursione inizia dal piccolo paese chiamato Alpe Devero, Località ai Ponti, dove lascerete la vostra auto.
Si tratta di un paese carinissimo, dove incontrerete le prime case in stile Walser tipiche della zona: pietra, legno, gerani e fiori colorati alle finestre e montagne imbiancate a fare da cornice.
Se avete bisogno di fare rifornimento di cibo o acqua fatelo qui perché, per un po’, non incontrerete nessuna traccia di civiltà.
Nella borgata si incontra l’Oratorio di San Bartolomeo, una bianca chiesetta in posizione rialzata, e, alle sue spalle, il piccolo Museo dell’Alpeggio, ospitato nella ex-stazione di partenza della vecchia funivia Goglio-Devero. La funivia fu aperta nel 1939 per trasportare i dipendenti della Edison che lavoravano nelle centrali idroelettriche. Durante la seconda Guerra mondiale i nazisti la attaccarono, uccidendo così quattro partigiani. Fu poi utilizzata per turismo, ma venne chiusa quando fu realizzata la strada asfaltata fino Devero.

 

 

La piana del Devero

Lasciatevi il villaggio alle spalle e dirigetevi verso la grande distesa verde (o bianca, in base alle stagione) da cui partono i vari sentieri. Anticamente, qui giaceva un lago glaciale che, prosciugandosi, lasciò l’area prevalentemente paludosa. Il grande pascolo che troviamo oggi è frutto di importanti opere di bonifica avvenute dopo il Medioevo.
Se volete fare un bel pic nic in mezzo alla natura potreste anche fermarvi qui, all’ombra degli alberi lungo il torrente che attraversa la piana.

Qui avrete due percorsi alternativi tra cui scegliere per raggiungere i laghi alpini: entrambi conducono a Crampiolo e sono indicati con la segnaletica bianca e rossa. Il primo è costituito dalla strada che taglia la piana ed è il più battuto. Sembra facilissimo e completamente in piano, ma quando inizia a salire diventa più faticoso e sconnesso.
Vi consiglio quindi di imboccare la strada lastricata che sale verso destra, indicata come percorso invernale.
Vi troverete a percorrere un strada larga e in gran parte lastricata, con una pendenza leggera e costante. Io ho affrontato la salita in tutta calma, fermandomi a fare foto qua e là, cercando di non stancarmi subito e, in meno di un’ora, sono arrivata fresca e per nulla affannata alla seconda tappa del percorso, Crampiolo.

 

Crampiolo

Crampiolo è un piccolissimo villaggio di una bellezza disarmante.
Si tratta di una manciata di baite, anche queste in pietra e legno come tutti i paesi di queste valli. Una chiesetta alta e stretta, un torrentello che corre su un lato e le montagne tutt’intorno completano il quadro. È un posto di pace (turisti permettendo, che comunque si disperdono), di quelli dove passare qualche ora, ma anche qualche giorno per staccare la spina e disintossicarsi dalla vita quotidiana.
A Crampiolo ci sono degli agriturismi dove fermarsi a pranzo e un caseificio dove acquistare qualche formaggio d’alpeggio, come il prelibatissimo Bettelmatt. In questa occasione ci sono passata un po’ velocemente, ma il mio consiglio è di fermarvi nel villaggio di Crampiolo almeno per un’oretta, godendovi il paesaggio e la quiete.

L’idea in più!
Superando il paese di Crampiolo potrete proseguire verso la Diga di Codelago che cinge il Lago Devero. Sono abbastanza vicini (i cartelli indicano 20 minuti di cammino), ma la pendenza credo sia notevole; per questa volta io mi sono fermata, ma ho in mente di tornarci presto e concludere il giro!
Una volta giunti al Lago Devero potrete seguire un percorso ad anello intorno al lago, oppure proseguire verso altri laghi alpini. Il percorso si allunga di molto, quindi siate preparati!

 

Il lago delle Streghe

Come dicevo, noi abbiamo preferito tornare indietro, fermandoci prima all’incantevole Lago delle Streghe.
Da Crampiolo il lago si raggiunge in 10 minuti. Attraversate il ponticello sul torrente che scorre accanto al paese e poi un’altra passerella e vi ritroverete di fronte ad un vero spettacolo della natura.
Il lago è poco più di una pozza d’acqua, ma il suo colore è incredibile. Le acque azzurre sono così trasparenti che dall’alto riuscirete a vederne il fondo chiaro e sabbioso su cui giacciono rami e tronchi che ricordano misteriosi relitti alpini.
Questo è il posto ideale per fermarsi a mangiare un pranzo al sacco: un’idea così geniale che, infatti, viene in mente a tutti  durante la bella stagione rendendo le rive fin troppo affollate per i miei gusti!
Come potrete intuire, il nome Lago delle Streghe è legato ad una leggenda che narra di due giovani innamorati, di magia e di streghe. Non sto a raccontarvelo perché è lunghetta ma, se siete curiosi di conoscerla, la trovate qui.

 

Da qui avrete diverse alternative per il ritorno.
La più semplice è quella di tornare a Crampiolo e rifare a ritroso la strada dell’andata: è una soluzione che consiglio a chi ha carrozzine o bimbi molto piccoli al seguito, ma è un po’ ripetitiva.
Noi abbiamo preferito arrampicarci sulla sponda destra del laghetto per raggiungere l’altra estremità: non c’è un vero e proprio sentiero, si cammina in mezzo alle pietre e bisogna quasi aggrapparsi. È un tratto impervio, ma è breve, e se ci sono riuscita io può farlo chiunque!
Ho scoperto solo dopo che, sul lato opposto del lago, c’è un altro percorso più agevole che vi porterà nello stesso punto.

Da qui inizia un sentiero stretto e in discesa, indicato come “Sentiero natura”, completamente immerso nel verde, che si ricongiunge ad una strada più larga e comoda, sempre in discesa. È un percorso quasi parallelo a quello fatto all’andata (ricordate il bivio di cui vi parlavo all’inizio) che vi porterà nel cuore dell’alpe, tra boschi di larici e rododendri, pareti di roccia e pascoli verdi in cui sorge qualche sparuta baita, inspiegabilmente abitata.

 

Cantone

Proseguendo vi ritroverete nel paese di Cantone, un altro villaggino carinissimo. Qui si trova il rifugio CAI Castiglioni, dove è possibile fermarsi per mangiare, dormire e anche noleggiare l’attrezzatura per le passeggiate invernali. Se avete in mente di fermarvi per più giorni date un’occhiata anche alla Casa Vacanze La Rossa, un’antica casa di pastori ristrutturata che offre degli appartamentini in affitto: l’ho vista solo da fuori, ma mi è sembrata molto curata.
Una volta qui avrete quasi terminato il percorso ad anello, ritrovandovi nuovamente alla piana del Devero.

 

Dove si trova l’Alpe Devero

Siamo in Piemonte, nella provincia del Verbano Cusio Ossola, e la Svizzera é sempre ad una manciata di chilometri, caratteristica che accomuna tutta l’Ossola.
L’Alpe Devero fa parte del grande Parco Naturale “Alpe Veglia e Alpe Devero”, i due alpeggi più vasti del territorio ossolano, riuniti in un unico parco a partire dal 1995, per tutelarne le caratteristiche ambientali e naturali.
Per raggiungerla in auto dovrete seguire le indicazioni per Baceno/Val Formazza e, una volta giunti nel centro di Baceno, proseguire sulla strada comunale verso il Devero.
Sono stati predisposti dei parcheggi a pagamento che incontrerete sulla strada, ma non fermatevi al primo, dove vedrete lo sbarramento: nei periodi di grande affluenza potrebbe essere l’unica soluzione, ma arrivando di buon ora, vi suggerisco di risparmiarvi una lunga strada a piedi e di proseguire fino al silos che si trova proprio a due passi dall’Oratorio di San Bartolomeo, da cui iniziano le passeggiate.
Il costo è di 6€ per l’intera giornata, più 2€ nel caso parcheggiaste nel silos.

Informazioni pratiche sull’Alpe Devero

  • Il percorso che vi ho appena illustrato si percorre in circa due o tre ore, prendendosela con calma. Per darvi un’idea: noi siamo partiti alle 10.30 dall’Oratorio e alle 13.30 eravamo già seduti a tavola in un ristorante alle sue spalle.
  • I sentieri sono prevalentemente sterrati, alcuni addirittura lastricati, e con scarsa pendenza: è una passeggiata davvero adatta a tutti!
  • Non è necessario indossare abbigliamento tecnico o attrezzature particolari: io l’ho percorso in pantaloncini corti e scarpe da ginnastica non tecniche.
  • I sentieri descritti sono adatti a tutti i tipi di cane, anche quelli più piccoli. L’unico pezzo da evitare con cani dotati di zampette corte (come la mia Leila 🐩 ) è il breve tratto che costeggia il lago delle Streghe: prendete quello sulla riva opposta e non avrete problemi!

 


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