Umbria: itinerario on the road di 12 giorni

Umbria: itinerario on the road di 12 giorni

Viaggio in Umbria: itinerario di 12 giorni alla scoperta di borghi, eremi, paesaggi e gastronomia di una delle regioni più affascinati d’Italia. Consigli su cosa vedere in Umbria, dove dormire, dove mangiare e bere ottimo vino!


Cosa aspettarsi da un viaggio in Umbria? Campagne punteggiate di ulivi e filari di vite, suggestivi borghi arroccati, abbazie ed eremi nascosti tra i boschi, misteriose città sotterrane, cibo delizioso, profumatissimi tartufi e importanti vini.
L’Umbria è tra le più piccole regioni d’Italia, ma è anche una delle più belle e affascinanti.
Io l’ho sognata per una vita, 40 anni per essere precisi. Ma come spesso accade, sempre attratta dai viaggi più lontani, ho continuato a rimandare dicendomi che “tanto l’Umbria non scappa”. Ci è voluta la pandemia per farmi realizzare questo sogno ed è stato proprio come lo aspettavo.

Ho raccolto qui tutti i luoghi che ho visitato, le cose che ho fatto, i posti in cui ho mangiato e dormito durante questo magnifico road trip nel cuore dell’Italia.
Preparatevi ad un articolo molto lungo e dettagliato (cui seguiranno mano a mano altri articoli di approfondimento), che vi sarà molto utile per organizzare il vostro viaggio in Umbria.
Questa è una breve legenda dei simboli che troverete nei vari paragrafi.

Hotel/B&B in cui abbiamo soggiornato
Ristoranti in cui abbiamo pranzato/cenato
Cose che farei diversamente

Buona lettura e buon viaggio!

 

Precisazione post-pubblicazione.
Una lettrice mi ha chiesto perché non avessi visitato la zona del lago Trasimeno, pensando che forse non valesse la pena. Ovviamente non è questo il motivo e, per evitare fraintendimenti, voglio precisare le ragioni della mia scelta che ho erroneamente sottinteso!
Non andarci è stato un sacrificio, ma purtroppo 12 giorni non sono sufficienti per visitare un’intera regione, per quanto piccola sia, e ho dovuto rinunciare ad alcune parti. Ho scelto di tralasciare il Trasimeno perché, essendo più a nord, è quello che potrei più facilmente raggiungere in un weekend o viaggio breve, e Castelluccio, che credo dia il suo meglio nella stagione della fioritura e non a settembre, periodo del mio viaggio.
Quindi, se ne avrete la possibilità, dedicate qualche giorno anche queste zone perchè non hanno nulla da inviare al resto dell’Umbria!


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Viaggio in Umbria. Giorno 1

 

Città di Castello

Il primo giorno per noi è praticamente dedicato al viaggio. Città di Castello è la prima tappa del nostro viaggio in Umbria e per oggi anche l’unica!
È diversa dallo stereotipo dei borghi umbri, più rinascimentale che medievale, ma molto carina.
Riusciamo a dedicarle solo due orette, sufficienti a darci un’idea del luogo.
Passeggiamo qua e là per scoprire i suoi monumenti più importanti come il Duomo, il Palazzo dei Priori e quello del Podestà. Poi saliamo sul Campanile Cilindrico: è una delle architetture più rappresentative della città e da quassù si vedono i tetti di tegole rosse che ricoprono i palazzi cittadini.
Città di Castello è anche una città d’arte. Se amate l’arte contemporanea non perdetevi la Fondazione Burri che raccoglie le opere dell’artista tifernate Alberto Burri, oggi suddivise tra Palazzo Albizzini e gli Ex Seccatoi del Tabacco. Imperdibile anche Palazzo Vitelli: è l’edificio più importante della città e uno dei cinque palazzi che la famiglia Vitelli costruì a Città di Castello tra il ‘400 e il ‘500. Oggi ospita la Pinacoteca Comunale che custodisce una delle collezioni d’arte più importanti della regione. Lo troviamo chiuso, ma vale la pena andarci anche solo per ammirare la splendida facciata decorata con dei graffiti realizzati da Cristofano Gherardi su disegno di Giorgio Vasari.

Abbazia di San Faustino, Pietralunga.
È una dimora storica immersa nella meravigliosa natura che caratterizza l’Alta Valle del Tevere ed è uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti in cui abbiamo soggiornato.
La struttura è molto isolata quindi cenare in hotel è la soluzione migliore. Ambiente molto piacevole e buona anche la cucina.

 

Viaggio in Umbria. Giorno 2

 

Montone

Lasciamo a malincuore l’Abbazia di San Faustino e ci rimettiamo in marcia.
Prima tappa della giornata è Montone, un piccolo borgo cinto da mura in cui si respira un’atmosfera d’altri tempi. Non ci sono particolari attrazioni a parte il Complesso Museale di San Francesco, ma è della sua semplicità che ci si innamora.
Passeggiando senza meta rimaniamo incantati dalle opere di Alberto Alunni che ci accoglie cordiale nella sua bottega dove lavora il ferro. Una signora ci ringrazia, orgogliosa, per aver fotografato le sue coloratissime piante che lei chiama “verdure”. Un cagnolino abbaia dalla finestra sopra l’ufficio postale che affaccia sulla piazza Fortebraccio, dove giovani e anziani chiacchierano insieme al bar mentre la città si prepara ai festeggiamenti per i 100 anni “della Maria”.
Montone è un paese in cui si vive l’incanto delle piccole cose e per questo vi suggerisco di inserirlo assolutamente al vostro itinerario in Umbria.

 

Umbertide

Proseguiamo per la vicina Umbertide, ma ci sembra affollata e caotica e decidiamo di saltarla a piè pari. Passandoci in auto riusciamo a vedere la Rocca e la Collegiata di Santa Maria della Reggia che sono i principali luoghi di interesse della città.

Sulla strada ci incuriosisce Civitella Ranieri, un’antica fortezza medievale ora trasformata in residenza per artisti e studiosi. Purtroppo non è visitabile (eccetto che per eventi o gruppi particolari), ma, anche a distanza, è un ottimo soggetto fotografico.

Abbazia di San Salvatore di Monte Corona

Facciamo una sosta anche all’Abbazia di San Salvatore di Monte Corona, un antico monastero benedettino ubicato a circa 4 km da Umbertide, di cui visitiamo la chiesa superiore e la cripta. È un luogo molto conosciuto e “consigliato”, ma è sede di un grande ristorante e questo, a mio parere, lo priva di gran parte del suo fascino.
Da qui, proviamo a raggiungere l’omonimo eremo sulla cima del Monte Corona, ma la lunga strada sterrata ci fa desistere.

 

Gubbio

Dedichiamo il pomeriggio a una prima visita di Gubbio, una città spettacolare che non può assolutamente mancare in un viaggio in Umbria.
A Gubbio dedicate come minimo una giornata o, come del nostro caso, due mezze giornate fermandovi qui per la notte.
Per vedere tutte le sue meraviglie non basterebbe una settimana e, nel caso abbiate poco tempo, vi consiglio di evitare musei o attrazioni varie e di limitarvi a passeggiare per le sue strade e vicoli: basteranno i suoi palazzi in pietra grigia a farvi emozionare!
Un’esperienza da fare è prendere la Funivia Colle Eletto che vi condurrà alla Basilica di Sant’Ubaldo: la vista su Gubbio da quassù è impagabile.

Bosone Palace, Gubbio.
È una struttura di medio livello, ubicata in un palazzo storico a due passi dalla meravigliosa piazza dei Consoli, cuore pulsante di Gubbio. Nulla di eccezionale, ma valida.
Officina dei Sapori. Un ristorante che offre carni pregiate e un’ottima carta dei vini. Uovo pochè da buttar via la testa e ottimo anche il piccione. Qui abbiamo stappato la prima bottiglia di Sagrantino di Montefalco della vacanza!
Locanda del Tartufo. Ideale per un pranzo veloce, ma ricco e gustoso ovviamente a base di tartufo. Ottimi i taglieri e la caciotta al tartufo. Noi ci siamo stati addirittura due volte!

 

Viaggio in Umbria. Giorno 3

Dopo aver trascorso una magnifica mattinata Gubbio, avremmo dovuto trascorrere il pomeriggio alla Grotta di Montecucco. Ci aspettava un percorso spettacolare tra stalattiti e stalagmiti, gallerie, labirinti e cunicoli, peccato che l’escursione ci sia stata annullata a causa maltempo.
Ci rimettiamo in macchina alla volta di Perugia, ma sulla strada vale la pena fare almeno due deviazioni.

Nocera Umbra

Adagiata lungo la valle del Topino, alle pendici del Monte Pennino, Nocera Umbra colpisce per la sua posizione arroccata e per le mura castellane che la cingono completamente ricordandoci il suo passato di struttura difensiva.
Famosa per le sue acque minerali, provenienti dalla Sorgente Angelica, vale una visita per il suo centro storico che pare essere molto suggestivo e curato. Purtroppo noi ci accontentiamo di guardarla da lontano perché la pioggia non ci permette neppure di scendere dall’auto.
Nei pressi di Nocera Umbra si trova anche il bellissimo Borgo Castello Panicaglia, un hotel in cui speravo di soggiornare e a cui, invece, ho rinunciato per questioni di itinerario.

Spello

Proseguiamo verso Spello dove, al nostro arrivo, il sole torna a splendere.
Incluso tra i “Borghi più belli d’Italia” e Bandiera Arancione del Touring Club, Spello è un borgo delizioso. Conserva alcune vestigia di epoca romana come l’anfiteatro, la villa dei Mosaici, le mura Augustee e le imponenti porte cittadine. Il nucleo centrale è medievale, fatto di strade strette e pittoresche abitazioni in pietra.
Spello è noto soprattutto come il “borgo dei fiori” per le infiorate che si tengono in occasione del Corpus Domini e per i suoi vicoli fioriti che in primavera ed estate sono spettacolari!
Spello è una tappa imperdibile durante un viaggio in Umbria e meriterebbe una visita o un soggiorno più lungo rispetto a quanto ho fatto io. Tenete in mente, però, che in alta stagione è preso d’assalto dai turisti, quindi attenzione al periodo in cui lo visiterete perché potrebbe mettere a dura prova la vostra pazienza!
A fine giornata raggiungiamo Perugia, dove soggiorniamo per la notte.

Residenza il Punto, Perugia. Piccolo B&B molto carino e accogliente, anche se poco “tipico”. Da qui si gode di una splendida vista sulla verdissima valle che circonda la città e la sua posizione immediatamente fuori dalle mura consente di vistare la città a piedi senza l’incubo del parcheggio dell’auto.
 Radice – Dining and drinking, Perugia. Indirizzo perfetto per una cena particolare, è un ristorante inaspettato, in cui Umbria e Australia si incontrano nel piatto. Noi ne siamo rimasti entusiasti!

 

Viaggio in Umbria. Giorno 4

 

Perugia

Capoluogo umbro, nota per essere la Città del Jazz, del Giornalismo, del Cioccolato oltre che sede di due grandi università, Perugia non può mancare durante un itinerario in Umbria.
Adagiata su un colle da cui domina una sconfinata campagna, il suo centro storico sembra essere strizzato dalle antiche mura che la cingono.
Strade strette e buie si alternano ai corsi ottocenteschi. Ripide salite e discese, scalinate di ciottoli e gallerie coperte nascondono le moderne scale mobili e i vagoni sospesi del Minimetrò. Gli antichi palazzi colorati, ormai scoloriti e ingrigiti dalla patina del tempo, sembrano sorreggersi l’un l’altro, mentre il Palazzo dei Priori e la Cattedrale, abbaglianti alla luce del mattino, accolgono sulle loro gradinate i passanti che attraversano il salotto cittadino di piazza IV Novembre. Da qui, dalla Fontana Maggiore, cominciate l’esplorazione di Perugia, dei suoi rioni, dei suoi numerosi monumenti e palazzi, ammirate i campanili che spiccano sui tetti cittadini, fino a scendere nelle profondità del Pozzo Etrusco.
A Perugia dedicate almeno una giornata, ma sappiate che è un’ottima meta anche per due o tre giorni.
Verso sera ci spostiamo ad Assisi, dove rimaniamo per due notti.

Asisium Boutique Hotel, Assisi. Delizioso Boutique Hotel nel cuore del centro storico. Camere moderne, molto spaziose e arredate con grande gusto. Personale gentilissimo e sempre disponibile a dare consigli sulla città e non solo. Consigliatissimo!
 Osteria del Corso, Assisi. È il ristorante dell’hotel, ma è aperto a tutti. L’ambiente è davvero carino e si mangia anche molto bene.

 

Viaggio in Umbria. Giorno 5

 

Assisi

Ricorda lo scafo di una nave e la sua sagoma dalla strada è la prima emozione che Assisi regala a chi la visita.
Assisi è una un museo a cielo aperto, una città meravigliosa che racchiude altre meraviglie, ma una giornata può essere sufficiente per esplorare i luoghi principali del centro storico e per spostarsi in altri affascinanti siti nei dintorni.
Da non perdere la Basilica di San Francesco, di cui è difficile descriverne la bellezza a parole, la Chiesa Nuova, che sorge nel luogo in cui si pensa Francesco sia nato e cresciuto, la Basilica di Santa Chiara, con la sua facciata austera e i poderosi archi rampanti che sembrano sostenerla, la cattedrale di San Rufino, con la sua splendida facciata in stile romanico in cui sono incastonati ben tre rosoni e il tempio di Minerva, che spicca nella piazza del Comune per il suo colonnato. E, infine, raggiungete la Rocca Maggiore, da cui avrete una vista incredibile su Assisi!

 

Nei dintorni di Assisi

A breve distanza dalla città visitate anche la Basilica di Santa Maria degli Angeli, la mastodontica chiesa che ingloba la Porziuncola, la minuscola chiesetta in cui Francesco visse e dando inizio all’ordine dei Frati Minori.
Se il tempo ve lo consente raggiungete anche il vicino Santuario dell’Eremo delle Carceri: arroccato sul Monte Subasio, è un luogo di pace e silenzio, in cui ancora oggi vivono i monaci. E per godere appieno della sua atmosfera passeggiate lungo i silenziosi sentieri dei monaci nel Bosco sacro.

Asisium Boutique Hotel, Assisi.
 Sushi Umbro, Assisi. Si trova proprio sotto l’hotel e ci ha conquistato per l’originalità dei piatti che propone. Divertente e da provare.
 Enoteca Mazzini, Assisi. Un’ottima enoteca che propone anche piatti semplici, ma molto gustosi. Personale competente e felice di raccontare i vini serviti per poterli apprezzare al meglio. Andateci fuori dall’orario di punta così avranno più tempo per seguirvi e consigliarvi.

 

Viaggio in Umbria. Giorno 6

 

Rasiglia

Da Assisi partiamo alla volta di Rasiglia, uno dei borghi più osannati dell’Umbria sui social media. Famosa per le sue sorgenti e i numerosi ruscelli che attraversano il piccolo abitato formando cascatelle e vasche d’acqua limpidissima, la “Venezia d’Umbria” è stato il luogo che ci ha deluso in questo viaggio.
Il borgo ha origini molto antiche e durante la dominazione dei Trinci su Foligno Rasiglia ebbe un ruolo prevalentemente strategico e militare, come testimonia il rudere del Castello dei Trinci. La sua fortuna si è, però, sempre fondata sull’acqua che consentiva di azionare i macchinari per la lavorazione di lane e pellami, tanto da diventare un fiorente centro mercantile. Il dopoguerra segna la sua decadenza, a cui seguì nel 1997 un terremoto che lo trasformò in un paese fantasma.
Grazie a i suoi abitanti Rasiglia rinasce oggi in ambito turistico ed è proprio questa vocazione turistica a renderla – a mio parere – poco attraente. Il borgo è costituito da un gruzzolo di case e bastano pochi minuti per attraversarlo. Molti edifici sono aperti ai visitatori; ospitano antichi strumenti di lavoro e ricostruzioni di vecchie botteghe in cui si “celano” veri negozi in cui quasi ci si imbarazza entrare. E ovviamente turisti e visitatori ovunque. Non dico di non andarci, ma non vale la lunga deviazione che abbiamo fatto noi.

 

Foligno

Proseguiamo il nostro viaggio in direzione Foligno, nota per aver dato alle stampe il primo libro in lingua italiana: la Divina Commedia di Dante Alighieri.
Gironzoliamo un po’ per la città fino a raggiungere la bella Piazza della Repubblica. Qui sorgono gli edifici più importanti e belli della città come il duecentesco Palazzo Comunale, Palazzo Trinci, il Palazzo del Podestà, Palazzo Orfini e il Duomo di San Feliciano. Peccato che stessero allestendo un evento e la piazza fosse quasi impraticabile.
A Foligno ero molto curiosa di visitare la Calamita Cosmica, un gigantesco scheletro umano, opera dell’Artista Gino De Dominicis, ospitato nell’ex Chiesa della Ss. Trinità in Annunziata. Ma indovinate un po’… è visitabile solo nel weekend 😫
Foligno non ci ha entusiasmati, quindi ci rimettiamo in macchina per raggiungere la prossima tappa del viaggio: Montefalco, la patria del Sagrantino!

 Macelleria e Fantasia, Foligno. Una macelleria con cucina che offre piatti ruspanti e gustosissimi, che raccontano i sapori autentici dell’Umbria. Sandro, il proprietario, vi racconterà anche un sacco di curiosità e aneddoti culinari. La sua macelleria vale una sosta a Foligno.

 

Montefalco

Montefalco e Bevagna sono le tappe più attese di questo viaggio.
Montefalco è un piccolo borgo adagiato su una collina che domina sulla campagna costellata di ulivi argentei. Lo chiamano la “ringhiera dell’Umbria” e affacciandovi da Porta della Rocca ne capirete il motivo.
Montefalco è un’ottima base per visitare questa zona e visitare qualche cantina.
Circondato da mura medievali, il paese è piccolino e si gira in breve tempo e due ore possono essere sufficienti per visitarlo (noi, ad esempio, lo abbiamo girato verso sera prima di tornare in albergo).
Splendida la Piazza del Comune:circondata da eleganti palazzi nobiliari e chiese, è un susseguirsi di invitanti ristoranti con tavoli all’aperto e ombrelloni sotto cui concedersi una pausa ristoratrice.
Fate un salto nelle sue botteghe per acquistare golosi souvenir e, per un po’ di cultura visitate la Chiesa di Sant’Agostino e il complesso museale di San Francesco, la cui chiesa conserva 12 scene della vita di San Francesco affrescate da Benozzo Gozzoli. 

Hotel degli Affreschi, Montefalco. È una struttura a conduzione familiare molto carina e centralissima, ma un po’ trascurata. Se volete una soluzione più chic vi suggerisco Palazzo Bontadosi Hotel & Spa, che però era al completo.
 Locanda del Teatro, Montefalco. L’atmosfera richiama la Belle Époque, con travi a vista, sedute in velluto, lampadari in cristallo e tavoli dorati. Buona e raffinata anche la cucina.

 

 

Viaggio in Umbria. Giorno 7

 

Bevagna

Ci aspetta una giornata di degustazioni e visite in cantina, ma per prima cosa facciamo una passeggiata per Bevagna, tappa imperdibile di un viaggio in Umbria.

Tra le sue mura medievali Bevagna racchiude un patrimonio prezioso che racconta la sua storia antica. Cuore pulsante del borgo è la splendida Piazza Silvestri, con le romaniche Chiese di San Michele e di San Silvestro, il gotico palazzo dei Consoli, oggi sede del Teatro Torti, la Chiesa di San Domenico e Giacomo e al centro, la colonna romana di San Rocco e la bellissima vasca in pietra del XIX secolo, che ricorda un grande calice da cui si abbeverano gli uccelli.
Dalla piazza di diramano le 4 gaite, un sorta di quartieri del borgo, che si sviluppano lungo vicoli e strade su ci affacciano casali medievali, botteghe artigiane e imponenti chiese che ancora oggi danno il nome alle Gaite.
Varrebbe la pena visitare Bevagna in giugno, in occasione della Festa delle Gaite, una sfida tra i quartieri in cui vengono rievocati usi e costumi del medioevo. Un evento a dir poco incredibile.
Interrompiamo la nostra esplorazione (ma torneremo per pranzo) per visitare qualche cantina. Il tempo a nostra disposizione è poco quindi ne ho scelte due che mi intrigano particolarmente.

 

Tenuta di Castelbuono

Acquistata nel 2001 dalla famiglia Lunelli (quelli del Ferrari Trento DOC per capirci), Castelbuono è un nome relativamente giovane nel panorama dello storico vino Sagrantino, ma imperdibile per il suo valore architettonico oltre che per i suoi vini.
Al loro arrivo i Lunelli concentrarono i loro sforzi sulla materia prima: i vigneti. Convertirono al biologico le coltivazioni, valorizzarono i vigneti esistenti selezionandone alcuni cloni e in soli 2 anno diedero vita al Montefalco Sagrantino, cui seguì il Montefalco Rosso. Serviva però anche una nuova cantina e grazie all’intervento dell’amico Arnaldo Pomodoro nacque il Carapace, una cantina di design tra le più particolari al mondo.
La visita qui dura circa due ore e comprende anche una degustazione di 4 vini.

 

Scacciadiavoli

Dopo un gustoso pranzo a Bevagna visitiamo una cantina che vanta una lunghissima storia: Scacciadiavoli.
La cantina fu fondata dal Principe Ugo Boncompagni Ludovisi e il suo nome deriva da una storia di esorcismo: secondo la leggenda un esorcista che viveva nei pressi della tenuta utilizzava il vino locale per i suoi rituali e allontanare il diavolo.
Nel 1954 Amilcare Pambuffetti acquisì la tenuta di Scacciadiavoli e da allora la sua famiglia possiede e gestisce la cantina.
Qui si ritrova ancora la struttura originaria dell’edificio, sviluppato su quattro livelli grazie ai quali l’intera produzione vinicola avviene per gravità. Alla visita segue una lunghissima e abbondantissima degustazione delle 7 etichette della cantina: dallo Spumante, passando per il Montefalco e il Sagrantino fino al delizioso Passito di Sagrantino.

 

Hotel degli Affreschi, Montefalco.  suggerisco Palazzo Bontadosi Hotel & Spa, che però era al completo.
 Oleum, Montefalco. Un ristorante accogliente e famigliare, con una buona offerta di piatti locali. Le lumache sono una vera golosità!

 

 

Viaggio in Umbria. Giorno 8

 

Trevi

Lasciamo Montefalco e proseguiamo il nostro viaggio verso il sud dell’Umbria, quasi costeggiando i verdi paesaggi dei Monti Sibillini e della Valnerina.
Trevi è la prima sosta della giornata e, già da lontano, ci colpisce per la sua caratteristica forma a chiocciola. Il borgo arroccato sui pendii del Monte Serano si sviluppa a forma di spirale, in un susseguirsi di eleganti ville nobiliari che affacciano su piazzette e ripide stradine, creando un labirinto in cui ho perso più volte l’orientamento!
Varcate le mura romane e medievali lasciatevi condurre dal movimento sinuoso del borgo: passeggiate per le sue strade, fermatevi per un caffè in Piazza Mazzini, godetevi la vista dai giardini fioriti di Villa Fabri e, se amate l’arte, fate tappa a Palazzo Lucarini, sede del Palazzo Lucarini Contemporary, centro per la promozione dell’arte contemporanea.
Tutt’intorno la campagna è punteggiata di ulivi da cui si estrae il pregiatissimo olio di Trevi, di orti in cui si coltiva il Sedano Nero di Trevi e vigneti di Trebbiano.

 

Vallo di Nera

Poco conosciuto e semplicemente delizioso è Vallo di Nera, un minuscolo borgo medievale ai piedi della Valnerina.
Qui ho trovato l’Umbria che immaginavo da sempre: un luogo sospeso nel tempo, in cui si cammina in punta di piedi per timore di disturbare la quiete che regna tra le sue stradine. L’abitato è circondato da mura e vi si accede attraverso Porta Ranne e Porta Portélla. All’interno vicoli e stretti passaggi si snodano tra le antiche case in pietra addossate l’una all’altra, in un susseguirsi di vasi fioriti, panni stesi e gatti sonnecchianti. Si giunge infine sul punto più alto del borgo dove sorge la chiesa romanica di San Giovanni Battista per poi ridiscendere fino alla chiesa di Santa Maria Assunta di cui abbiamo intravisto gli affreschi di scuola giottesca (purtroppo erano entrambe chiuse). Affacciandosi dall’imponente torre lo sguardo spazia, invece, sulla verde valle circostante.

 

Spoleto

Per pranzo ci spostiamo a Spoleto, dove trascorriamo il pomeriggio.
Vivace e piena di locali, ricca di vestigia antiche e chiese medievali oltre che sede del famoso Festival dei Due Mondi, Spoleto è stata un’inaspettata e piacevole sorpresa. Meriterebbe una visita più lunga, anche di qualche giorno, ma ci accontentiamo di girare per le vie del centro storico, su e giù per le ripidissime e suggestive scalinate che lo caratterizzano. Grazie alla scala mobile che risale il Colle Sant’Elia su cui si adagia la città, raggiungiamo la Rocca Albornoziana che domina sull’abitato e da cui ci godiamo la vista sul Ponte delle Torri, una mastodontica struttura a 10 arcate, lunga 230 m e alta 82m, che unisce la Rocca e il Monteluco ricoperto dalla fitta vegetazione del “Bosco sacro“, luogo ideale per escursioni nella natura.
Tornando verso il centro storico è d’obbligo la visita al Duomo e alla scenografica piazza che, purtroppo, ci è inibita a causa delle riprese di “Don Matteo”.
Il Duomo si caratterizza per la sua forma romanica e per la facciata rivestita di meravigliosi e colorati mosaici bizantineggianti che brillano al sole. È un vero gioiello che custodisce al suo interno opere di Bernini, Pinturicchio e Lippi.
Se vi fermerete più a lungo vi suggerisco di soggiornare all’interno della città per assaporare un po’ della sua vitalità
Noi invece, per avvicinarci alla prossima tappa, scegliamo di soggiornare a Borgo della Marmotta, un farm resort di grande charme completamente immerso nella natura.

 

Borgo della Marmotta, frazione Poreta, Spoleto.  Un farm resort di grande charme completamente immerso nella natura, ideale anche per trascorrere un weekend romantico i di relax. Cena e colazione divini.

 Prosciutteria del Corso, Spoleto. Ideale per un pranzo spartano fanno panini, focacce e taglieri golosissimi e con prodotti di qualità. Da leccarsi i baffi la focaccia con Ciauscolo…
 Borgo della Marmotta, frazione Poreta, Spoleto. Vale la pena cenare nel suggestivo ambiente del vecchio ovile che ospita il ristorante, aperto anche a chi non soggiorna qui. Ottima la cucina, il servizio e l’atmosfera.

 

Viaggio in Umbria. Giorno 9

Cascata delle Marmore

Saremmo rimasti a Borgo della Marmotta per una settimana, ma la giornata è molto fitta, quindi partiamo presto verso la meravigliosa Cascata delle Marmore.
Con i suoi scenografici salti è una delle attrazioni naturali più interessanti d’Italia oltre ad essere tra le più alte cascate d’Europa. Durante un viaggio in Umbria questa è una tappa imperdibile.
Ubicata nel cuore della Valnerina, all’interno del Parco Regionale Fluviale del Nera, la cascata origina dal fiume Velino che, scendendo dal Lago di Piediluco, si getta nel fiume Nera.
Il Belvedere Inferiore e il Belvedere Superiore sono i punti di accesso che vi consentiranno di accedere ai 6 sentieri da cui potrete ammirare la cascata da prospettive diverse per godere appieno di tutta la sua magnificenza e bellezza.
Non crediate, però, di fare un’estemporanea passeggiata nella natura (come la sottoscritta) perché per visitare la cascata delle Marmore serve un’attenta pianificazione, soprattutto in caso siate un po’ di corsa. Vi suggerisco di guardare il sito ufficiale per organizzare al meglio la giornata.

 

Narni

Dopo aver mangiato un triste e costosissimo panno in uno dei chioschi alla Cascata rimontiamo in macchina per raggiungere Narni, il borgo più sorprendente di questo viaggio in Umbria.
La nostra visita comincia dalla massiccia Rocca albornoziana, straordinario belvedere da cui osservare i dintorni.
Scendiamo in auto verso il centro che si sviluppa lungo l’antica Via Flaminia. Rimangono ancora oggi diverse tracce del periodo romano, ma l’atmosfera che si respira è più medievale, sopratutto in occasione dell’annuale “Corsa all’anello”.
Il centro storico è piccolo e raccolto, ma Narni custodisce moltissimi luoghi di interesse.
Lasciata l’auto nel parcheggio incontriamo subito la Cattedrale di San Giovenale, imbocchiamo corso Garibaldi e ci ritroviamo in Piazza dei Priori dove sorge il Palazzo dei Priori con la loggia del Gattapone e, di fronte, il Palazzo del Podestà, oggi sede del comune. Proseguendo lungo via Mazzini fate una sosta nella suggestiva Chiesa di Santa Maria Impensole e raggiungete la principale attrazione della città: Narni Sotterranea.
Qui vi attende un percorso incredibilmente affasciante negli ambienti ipogei del convento di San Domenico, passando attraverso cisterne e cripte fino ad arrivare alla Stanza dei tormenti, dove avevano luogo gli interrogatori del Tribunale dell’Inquisizione.
Se avrete tempo non perdete anche le vicine Mole di Narni, delle piscine naturali dall’acqua turchese, il piccolissimo borgo di Stifone e le Gole del Nera, un suggestivo percorso di circa 5 chilometri che si snoda lungo la ex Ferrovia, costeggiando il fiume Nera.
Soddisfatti della giornata andiamo a Orvieto, dove ci fermeremo per due notti.

Misia Country Resort, Rocca Ripesena, Orvieto. La struttura sorge nel borgo medioevale di Rocca Ripesena, ai piedi di una rupe tufacea proprio di fronte a quella di Orvieto. Le camere sono ampie, comode e moderne anche se meno country di quanto mi aspettasi. La posizione è davvero particolare e immersa nella natura anche se molto isolata.
Agriturisimo La Chiusetta, Loc. Laghetto di Sugano, Orvieto. Lo abbiamo scelto perché era a breve distanza dal nostro hotel, ma ci siamo trovato benissimo. Cucina ruspante, genuina e casalinga, personale gentilissimo e simpatico. Si trova in un posto stupendo e completamente immerso nella natura, incredibilmente suggestivo anche la sera grazie alla particolare illuminazione.
L’itinerario originale prevedeva di trascorrere la mattina alla Cascata delle Marmore e il pomeriggio tra Narni e Amelia; programma che si è rivelato poco realistico, costringendoci a fare tutto troppo di corsa, saltando a piè pari Amelia.
Vi suggerisco di dedicare un’intera giornata alla cascata e un altro giorno alla visita dei due borghi.

 

Viaggio in Umbria. Giorno 10

Orvieto

Dedichiamo l’intera giornata a Orvieto, una città che incanta già in lontananza per la sua posizione, completamente adagiata su una rupe tufacea, e circondata da uno dei paesaggi più belli che abbia incontrato durante questo viaggio in Umbria.
Anche Orvieto custodisce un importante patrimonio culturale e monumentale, ma due sono le attrazioni che non si posso assolutamente perdere: il Duomo e il Pozzo di San Patrizio, due capolavori che vi lasceranno senza parole.
Ovviamente non dimenticate di gironzolare a piedi tra i quartieri della città, avventuratevi tra le strade di Orvieto per scoprirne gli antichi palazzi, raggiungete Piazza del Popolo e Piazza della Repubblica, salite sulla Torre del Moro per vedere la città dall’alto e passeggiate tra le strade del quartiere Olmo, il più antico della città, dove potrete nuovamente scendere sotto terra tra i corridoi e le ampie sale del Pozzo della Cava. E per scoprire altri luoghi nascosti e sotterranei non perdete la visita di Orvieto Underground.

Misia Country Resort, Rocca Ripesena, Orvieto.
Bottega Vera, Orvieto. Un vecchia bottega di alimentari trasformata in un locale giovane e frizzante che offre salumi e formaggi locali di ottima qualità. Perfetto per il pranzo.
Agriturisimo La Chiusetta, Loc. Laghetto di Sugano, Orvieto.

 

 

Viaggio in Umbria. Giorni 11 e 12

Purtroppo queste due giornate sono state cancellate a causa di un grave problema con Leila – la nostra cagnolina che era in dog-sitteraggio dai nonni – che ci ha costretti a partire  con un po’ di anticipo. Vi lascio comunque le tappe dell’itinerario previsto.

La giornata prevedeva di tornare verso Perugia, per iniziare a risalire verso Nord, fermandoci sul percorso al Castello della Sala, una delle tenute vinicole di Antinori e la Scarzuola, l’eccentrica “Citta ideale” di Tommasi Buzzi. Ottimo piano, salvo scoprire che il primo non è aperto al pubblico e che per la seconda i biglietti erano esauriti oltre un mese prima. La Scarzuola è molto famosa e presa d’assalto dai turisti, ma è una tappa molto interessante, che vi consiglio di inserire nel vostro itinerario; organizzatela, però, con larghissimo anticipo.
Come piano alternativo ho inserito nell’itinerario la visita di Todi, tra i borghi più apprezzati dell’Umbria, e Deruta e di chiudere in bellezza trascorrendo il pomeriggio e una notte di relax nel bellissimo Castello di Ramazzano.
Il 12° e ultimo giorno sarebbe stato dedicato al viaggio di rientro con una o due soste nelle cantine nei dintorni di Umbertide e Città di Castello, dove si trova una vera chicca per gli amanti del vino: il Vinosanto da uve affumicate dell’Alta Valle del Tevere. Si tratta di un vino passito molto antico e oggi quasi dimenticato che alcuni produttori, riunitisi in un consorzio di tutela, stanno cercando di riportare in vita e far riconoscere dal disciplinare grazie all’istituzione di un presidio Slow Food.

 


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2 Comments
  • Maria Grazia SACCONI
    Inserito il 13:06h, 04 Aprile Rispondi

    E il LAGO TRASIMENO non era tra le mete da visitare oppure non hai fatto in tempo ?

    • Federica
      Inserito il 09:56h, 05 Aprile Rispondi

      Ciao Maria Grazia! No, figurati, sarebbe assolutamente da visitare!
      Purtroppo per questioni di tempo ho dovuto fare dei tagli e così ho escluso la zona del Trasimeno che, essendo quella più a nord, per me sarebbe la più vicina da raggiungere anche in occasione di un weekend; e quella di Castelluccio che credo valga da sola un viaggio in Umbria, ma nel periodo della fioritura e non a settembre.
      Il tempo è il solito tiranno…

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