Il castello di Chaumont sur Loire, tra arte e giardini

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Il castello di Chaumont sur Loire, tra arte e giardini

Visitare il castello di Chaumont è un’esperienza indimenticabile, grazie alle sue sale eleganti, agli incredibili giardini e alle opere d’arte che si celano tra il verde paesaggio.


In questo post troverete un approfondimento sulla visita al castello di Chaumont di cui vi avevo accennato nel precedente post che raccoglie la “collezione” dei 10+1 castelli della Loira che ho visitato durante il mio itinerario.
Di seguito trovate altri post che potranno esservi utili per organizzare il vostro viaggio nella fiabesca Valle della Loira.

Cenni storici

Originariamente appartenuto alla famiglia d’Amboise, la sua proprietaria più celebre rimane però Caterina de’ Medici che lo acquistò nel 1550; si occupò della tenuta per una decina di anni senza però soggiornarci molto a causa della vicinanza di Diana di Poitiers, prediletta del marito Enrico II, che risiedeva nel vicino castello di Chenonceau. Alla morte del re, Caterina riuscì finalmente a vendicarsi della sua rivale privandola di Chenonceau e dandole in cambio proprio il castello di Chaumont.
Io mi offrirei volentieri di subire una vendetta del genere ma per Diana non fu così. Non apprezzò affatto lo scambio e, pur rimanendo nel castello e apportandovi molti cambiamenti che ne determinarono l’attuale aspetto, pare che non vi si affezionò mai a causa delle forti tracce della presenza di Caterina.
Nel 1750 la tenuta divenne proprietà di Jacques-Donatien Le Ray, uomo di grande spicco, consigliere di Luigi XVI e governatore degli Invalides di Parigi.
Grande sostenitore dell’indipendenza americana, operò come intermediario tra il re francese e Benjamin Franklin con cui strinse un forte rapporto; ci sono voci contrastanti sul fatto che quest’ultimo sia stato ospitato proprio a Chaumont.
Nessun dubbio invece sulla presenza a Chaumont della celebre Madame de Staël, che approfittò della partenza del figlio di Le Ray per l’America per rifugiarsi qui qualche mese durante il suo esilio.
La crisi economica pre-rivoluzione costrinse Le Ray a vendere il castello che venne acquistato nel 1875 dall’ereditiera Marie-Charlotte-Constance Say. La giovane sposò poco dopo il Principe de Broglie e insieme trasformarono il castello in una dimora sfarzosa e alla moda dove ospitarono eventi e grandi feste. Ma la mondanità ha i suoi costi, si sa… e fu così che nel 1938 la Principessa, rimasta senza un soldo nonostante l’immane patrimonio ereditato, fu costretta a cedere la tenuta allo stato rendendola in tal modo accessibile anche a noi comuni mortali!

 

Visitare il castello di Chaumont

Inizialmente in dubbio se visitarlo o meno (ho rinunciato al castello di Blois) Chaumont è forse il castello che ho preferito.
Come vi avevo detto nel precedente post, i castelli della Loira sono tutti belli ma ognuno spicca per un motivo particolare che può essere l’architettura, i giardini o gli arredi ma, a mio parere, Chaumont riesce a eccellere in tutti questi aspetti. Non so dirvi se sia “il castello più bello” ma è sicuramente quello che mi ha dato più emozioni, in cui tornerei in tutte le stagioni (capirete poi il motivo) e da cui non sarei mai andata via.
La dimora, con le sue torri tozze, la pietra bianca e i tetti blu di ardesia, sembra uscire da un libro di favole; le scuderie ricordano un bucolico soggetto ad acquerello, i giardini sono una galleria d’arte naturale, e i fiori sono di un azzurro celestiale. Insomma, è uno di quei posti che lasciano a bocca aperta.

 

Per prima cosa ci siamo dedicati agli interni del castello. Nella prima parte sono stati ricreati gli appartamenti storici che richiamano la vita dei proprietari che si sono succeduti alla guida della tenuta come Caterina de’ Medici e Diana. Seguono poi gli appartamenti privati, i più ricchi, ricostruiti con arredi del XIX secolo per mostrare la vita lussuosa e mondana dei principi de Broglie.
La scala d’onore conduce all’ultimo piano del castelli, che comprende una serie di stanze, non arredate, che ospitano opere di artisti contemporanei coinvolti dal centro d’arte del castello, di cui parlerò breve. Sono opere particolari, di non immediata comprensione, che si inseriscono negli ambienti quasi abbandonati di questo piano.
L’insieme è molto suggestivo, armonioso e al contempo decadente.

 

Centro d’Arte e Natura di Chaumont

Si prosegue poi verso la fattoria – gli edifici che circondano la grande vasca – e le scuderie, fatte costruire dai principi de Broglie e al tempo considerate le più moderne d’Europa.
Oggi questi spazi accolgono le opere e le installazioni di artisti internazionali che collaborano con il Centro d’Arte e Natura di Chaumont, una vera fucina di eventi che si susseguono durante tutte le stagioni dell’anno. Qui trovate il calendario annuale.
Le opere sono disseminate in tutta la tenuta, anche nei giardini e nel castello quindi trovarle tutte sarà una vera caccia al tesoro e per questo vi consiglio di tenere ben strette le brochure che vengono consegnate all’ingresso, disponibili anche in italiano. Vi aiuteranno a scovare le opere e anche a comprenderle!
Vi lascio qualche immagine delle opere della stagione 2019.

 

I giardini di Chaumont

Il vero fiore all’occhiello di Chaumont sono però i giardini che in estate ospitano il Festival Internazionale dei Giardini (giunto quest’anno alla 28° edizione) che raccoglie paesaggisti e progettisti di fama mondiale.
“Jardins de paradis” è il tema dell’edizione 2019 e vi lascio immaginare le meraviglie che gli artisti hanno messo in scena.
Anche in questo caso la ricerca delle opere vi condurrà in una caccia al tesoro tra i giardini della tenuta, suddivisi in Parco storico, Prati del Goualoup e giardini del Festival, che somigliano a un labirinto di opere d’arte naturali.

 

Quanto tempo dedicare alla visita

Come avrete capito Chaumont più che un castello da visitare è un’esperienza da vivere con calma anche se tutto dipende dai giusti personali: io ne sono rimasta incantata, Marco invece, che non ama l’arte moderna, non ha così apprezzato la vena artistica del castello!
Noi abbiamo trascorso qui circa tre ore e mezza, comprensive anche di una rapida pausa pranzo, e in questo tempo siamo riusciti a vedere (senza fretta) a stento la metà delle cose che il castello offre.
Tempo permettendo, il mio consiglio è quindi di dedicare alla tenuta di Chaumont un’intera giornata, munendovi di mappa per scovare le varie installazioni che si celano nei labirintici giardini.
E poi, opere a parte, a Chaumont è bello anche solo sedersi su una panchina ad osservare incantati il movimento dei fiori al vento e i giardinieri all’opera!

 

Mangiare al castello di Chaumont

Il castello offre diversi punti che spaziano dal bar per una pausa veloce, al ristorante chic.
Le Grand Velum è un ristorante gastronomico, i piatti sembrano molto invitanti e il menù assolutamente abbordabile anche se non proprio da pranzo veloce.
Noi – stupidamente non ho guardato la mappa – ci siamo fermati  al Cafè du Parc credendo che fosse l’unico punto ristoro. Offre dei piatti freddi tipo insalate servite in ciotoline di plastica da asporto. Qualitativamente non è male ma la sua posizione, con i tavoli nascosti tra le siepi, è decisamente infelice rispetto al contesto in cui si trova.
Una buona via di mezzo potrebbe essere il Comptoir Méditerranéen, il ristorante self service che si trova all’inizio dei giardini del Festival.

Informazioni pratiche

Chambord o Cheverny
Blois
  Info e prezzi aggiornati sul Castello di Chaumont


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