Dove dormire alle Lofoten: il fascino antico degli Svinøya Rorbuer

Dove dormire alle Lofoten: il fascino antico degli Svinøya Rorbuer

Soggiornare agli Svinøya Rorbuer, in uno degli antichi rorbuer o negli altri edifici storici, è una delle esperienze da non perdere alle Lofoten e saranno la base ideale per andare alla scoperte dell’intero arcipelago norvegese.


Se state organizzando un viaggio alle Lofoten, vi capiterà sicuramente di chiedere a Google suggerimenti su “Dove dormire alle Lofoten” o su “Quali sono i migliori hotel delle Lofoten”.
In meno di un secondo vi snocciolerà centinaia di risultati, tra portali di prenotazioni, tour operator, recensioni o articoli di blog come il mio, e in ciascuno ricorrerà sempre lo stesso nome: Svinøya Rorbuer. Spesso sarà affiancato al nome di altri ottimi hotel, ma lui ci sarà sempre. Provare per credere!
Ed è proprio così che, anche io, ho scovato questa struttura, una delle più conosciute e apprezzate delle Lofoten (ma sappiate che ce ne sono molte altre!) grazie allo loro posizione privilegiata nella capitale Svolvær e ai bellissimi e pittoreschi rorbuer di cui dispone.

Chi mi legge regolarmente sa che tendo a evitare i posti troppo conosciuti, ma in questo caso ho voluto fare un’eccezione e ne è indubbiamente valsa la pena. Gli Svinøya Rorbuer entrano, dunque, con il massimo dei voti nella mia collezione di #bigliettidavisita e di posti del cuore che mi fa piacere consigliarvi.

 

*Questo articolo contiene dei link affiliati. Ciò significa che prenotando un servizio tramite uno di essi mi verrà riconosciuta una piccola percentuale che non inciderà sulla vostra tariffa, ma mi aiuterà a sostenere i costi del blog tenendolo libero dalle fastidiose pubblicità!

L’isola di Svinøya: come tutto iniziò

Svinøya è il nome di una piccola isola che si trova proprio di fronte a Svolvær, la città principale delle Lofoten, a cui è collegata tramite un ponte.
Qui sorge un antico villaggio di pescatori fondato da Gunnar Berg nel 1828, anno in cui acquistò dal cognato Lars Thodal Walnum la proprietà di mezza Svolvær che a quel tempo, con i suoi 60 abitanti, era il più grande villaggio dell’arcipelago.
Gunnar costruì qui la sua casa, un molo e anche il primo negozio della città, il Krambua. Nel 1831 ottenne, infatti, la licenza di oste e commerciante e nel 1850 anche quella di vendere alcolici durante la stagione della pesca. Fu così che molta gente decise di stabilirsi nei dintorni del Krambua e che Svinøya divenne il nuovo centro cittadino. Il villaggio si ampliò sempre più, tanto che nel 1860 Gunnar Berg arrivò a possedere ben 81 rorbuer in grado di ospitare fino a 1200 pescatori.
Nei decenni successivi l’attività della pesca iniziò a diminuire e a cambiare: la seconda guerra mondiale portò a un grande calo della pesca e l’avvento di barche moderne e cabinate rese superfluo l’affitto dei rorbuer che caddero così in stato di abbandono.
Nel 1993 il discendente John Berg decise di ristrutturare alcuni di questi cottage e affittarli ai turisti e con lui nacquero gli Svinøya Rorbuer che conosciamo ora.

 

Soggiornare agli Svinoya Rorbuer per rivivere la storia delle Lofoten

Se nei vostri viaggi amate scegliere strutture particolari e autentiche, capaci di trasmettere lo spirito e le atmosfere tipiche del luogo in cui siete, adorerete soggiornare agli Svinøya Rorbuer.
La famiglia Berg ha cercato di mantenere il più possibile intatta l’atmosfera originale del villaggio fondato dal vecchio Gunnar e l’intera isola custodisce l’essenza della storia e della cultura che contraddistinguono le Lofoten.
Sull’isola di Svinøya si svolgono, infatti, molte attività legate al mondo della pesca: dai porticcioli dove attraccano le barche dei pescatori, alle tradizionali “hjell”, le gigantesche grate in legno su cui viene appeso il pesce per l’essiccazione, fino alle più recenti fabbriche per la lavorazione del pesce, qui tutto parla di mare, di pesce e di pesca.

 

Il vostro viaggio nel tempo inizierà nel Krambua, l’antico emporio che ospita oggi la reception dell’hotel. Dall’arredo agli oggetti e manifesti dell’epoca, poco è cambiato rispetto agli anni in cui Gunnar serviva bicchieri di liquore in cambio di un pesce come pagamento.
Accanto al Krambua, il vecchio molo commerciale è oggi sede del ristorante Børsen Spiseri, uno dei locali più apprezzati delle Lofoten, che serve piatti e prodotti tipici della cucina locale. Anche qui è stata conservata la struttura originaria e il “total wood” di pareti, pavimenti, soffitti e arredi dona all’ambiente un’atmosfera calda e accogliente. Purtroppo non ho avuto modo di provare personalmente la cucina perché era “fully booked” in entrambe le serate trascorse a Svolvær, ma fortunatamente qui viene anche servita la colazione del mattino.

 

Di fronte a questi edifici si trova l’incantevole Gammelgården, l’antica casa padronale oggi chiamata “Manor House”.
Proprietà privata fino a pochi anni fa, grazie alle sue nove camere da letto può ospitare fino a 17 persone ed è disponibile per gruppi o eventi aziendali. Io sono riuscita a sbirciare l’interno grazie alle luci della sera (perdonate i riflessi sui vetri nelle foto) e me ne sono innamorata. Gli ambienti, gli arredi e le decorazioni rivelano un’eleganza d’altri tempi che ricorda quella delle case delle bambole.
Infine ci sono i tipici rorbuer e altri pittoreschi edifici storici oggi adibiti ad alloggi di cui vi parlerò nelle prossime righe.

 

Dormire in un rorbu agli Svinøya Rorbuer

Dormire in un rorbu è una delle esperienze da non perdere alle Lofoten e agli Svinøya Rorbuer potrete farlo.
38 dei rorbuer presenti nel villaggio sono originali dell’epoca, completamente ristrutturati e ammodernati per garantire agli ospiti un buon livello di comfort, pur conservando intatta la struttura e gli elementi tipici che caratterizzano questo tipo di abitazioni.
In ognuno troverete un’ampio salotto, una cucina ben attrezzata, bagno con doccia e una o due camere da letto a seconda delle dimensioni.
A questi antichi alloggi si aggiungono le Rorbusuites, di recente costruzione, dotate di 3 o 4 camere da letto che possono ospitare fino a 8 persone. Lo stile architettonico e il colore rosso delle pareti in legno ricorda lo stile dei rorbuer originali, ma questi si sviluppano su due piani e hanno ampie vetrate da cui si gode di una splendida vista sul porto di Svolvær.

 

Dormire in una casa d’epoca agli Svinøya Rorbuer

I rorbuer sono ovviamente le sistemazioni più richieste e, infatti, al momento della mia prenotazione era già tutti presi.
Così, un po’ a malincuore, ho dovuto accontentarmi di un’altra soluzione che poi si è rivelata essere meravigliosa!
Agli Svinøya Rorbuer ci sono, infatti, 11 edifici storici, anch’essi egregiamente ristrutturati, in cui potrete trascorrere un piacevole soggiorno sentendovi a stretto contatto con la storia.
Potrete soggiornare nella carinissima Bell House, una casetta tutta gialla che ricorda una piccola chiesetta, nella Pareli House, quest’ultima dipinta di azzurro, nella Casa del Telegrafo e in tanti altri alloggi che facevano parte dell’antico villaggio di Svinøya.

 

Io ho scelto l’incantevole “Stabburet” (“magazzino” in norvegese), una piccola casa tutta bianca con una campana posta sul tetto sopra l’ingresso. Collegata alla Manor House, da cui dista solo pochi passi, ebbe sempre funzioni di servizio e svolse un ruolo molto importante nella vita degli abitanti di Svinøya: la campana veniva, infatti, fatta suonare all’ora dei pasti, momento in cui il lavoro si fermava per un po’ scandendo la giornata lavorativa.

La casa si sviluppa su due piani e può ospitare fino a tre persone. Al piano terreno si trovano l’ingresso, una camera da letto matrimoniale, una camera più piccola con un letto singolo e il bagno.
La scala conduce al piano superiore, un unico grande ambiente caratterizzato da un tetto spiovente con travi in legno a vista che ospita una cucina da urlo (vorrei averla a casa mia!) e un bel salotto con annessa zona pranzo.
L’arredo è semplice come vuole lo stile nordico, ma c’è tutto ciò che serve per sentirsi a casa.
L’unico neo è il bagno, male organizzato: il lavandino è microscopico, appena sufficiente a lavarsi le mani, e non c’è nemmeno una piccola mensola per appoggiare il beauty case. Considerate le sue dimensioni avrebbe potuto essere un signor bagno e, invece, sembra di stare in campeggio.
Comunque, a parte questo, soggiornare nella Stabburet è stato bellissimo: è un accogliente e romantico nido che ci ha permesso di immergerci nella tipica atmosfera norvegese.

 

I servizi offerti dagli Svinøya Rorbuer

 

Ristorazione

Come accennavo sopra, gli Svinøya Rorbuer dispongono di un rinomato ristorante, il Børsen Spiseri, in cui potrete assaggiare i prodotti e i piatti tipici delle Lofoten come il lefse, un pane simile alle nostre piadine a base di patate, l’agnello, la balena e ovviamente il merluzzo cucinato in molti modi diversi.
Ospitato nel vecchio magazzino lungo la banchina, il ristorante ha mantenuto la struttura e il fascino dell’edificio originale, costruito interamente in legno, con grandi travi a vista.
Al mattino qui viene servita anche una ricca colazione a buffet (a pagamento) a base di prodotti locali, prevalentemente salati come vuole la tradizione norvegese, ma con qualche aggiunta dolce per chi come me non riesce a fare a meno degli zuccheri!

 

Attività ed esperienze

Gli Svinøya Rorbuer offrono anche una grande varietà di attività ed esperienze prenotabili direttamente alla reception e gestiti da partner locali.
Trekking, kayaking, passeggiate a cavallo, ciaspolate, tour fotografici, battute di pesca, visite guidate, safari fotografici o dog sleeding: avrete davvero l’imbarazzo della scelta in ogni stagione dell’anno.

In ultimo, vi suggerisco di fare una passeggiata sull’isola di Svinøya per andare alla scoperta dei suoi angoli e scorci più suggestivi, arrivando magari fino alla fine del molo dove troneggia Fiskerkona (significa “moglie del pescatore”), una grande statua alta ben 4,5 metri che attende il ritorno del marito dal mare.


Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su Pinterest!


 

Nessun commento

Vuoi lasciare un commento?