Cosa vedere a Mantova: il panorama dalla Torre dell'Orologio

Cosa vedere a Mantova? Itinerario di due giorni

Cosa vedere a Mantova in due giorni? Ecco il mio itinerario a piedi nella città dei Gonzaga, girovagando tra strade e palazzi antichi che ci raccontano la storia del nostro Paese.


Noi milanesi siamo un po’ Milano-centrici e talvolta dimentichiamo che la nostra non è la sola città della Lombardia, una regione che invece ha molto da offrire e da scoprire.
Con questo spirito partiamo alla volta di Mantova, la prima tappa del nostro ideale tour alla scoperta dei borghi e delle città d’Italia, che ci accoglie il venerdì sera con un magico tramonto da cui spicca il profilo del Castello di San Giorgio.

Cosa vedere a Mantova: il panorama dalla Torre dell'Orologio

Panorama su Mantova dalla Torre dell’Orologio

Situata nella Bassa Padana, Mantova sorge sul fiume Mincio, le cui acque furono “regolate” nel XII secolo dall’incredibile opera dell’ingegnere Alberto Pitentino, che rese la città un’isola impenetrabile circondata da 4 laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore e Paiolo.
L’aspetto attuale di Mantova, affacciata su 3 soli laghi, risale al XVII quando il lago Paiolo fu prosciugato perchè diventato una malsana palude.

La storia di Mantova è molto antica; gli etruschi furono i primi abitanti della città, a cui seguirono i romani, tra cui il celebre Virgilio che deve i suoi natali proprio a questa città.
A partire dall’anno 1.000 si susseguirono numerose grandi dinastie: i Canossa, di cui ricordo aver studiato da piccola le gesta della celebre Matilde contro l’imperatore Enrico IV, i Banacolsi e infine i Gonzaga, che dominarono sulla città fino ai primi del 1700.
Seguirono poi le dominazioni francese e austriaca fino all’integrazione di Mantova nello stato italiano.

L’intensa storia della città e soprattutto la dominazione dei Gonzaga hanno reso Mantova uno dei principali centri del rinascimento italiano di cui rimane ancora oggi un ricco patrimonio grazie al quale si è guadagnata il titolo di città Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 2008.
Andiamo a scoprire qualche traccia di questa lunga e nobile storia.

INFORMAZIONI PRATICHE PER VISITARE MANTOVA

Le cose da vedere a Mantova sono davvero numerose ma grazie alle sue ridotte dimensioni due giorni possono essere sufficienti (noi ci siamo stati solo un giorno e mezzo, perchè domenica pomeriggio ci siamo spostati a Sabbioneta). Questo breve lasso temporale è stato sufficiente per visitare i luoghi principali della città; mezza giornata in più sarebbe stata l’ideale per concederci qualche passeggiata alla ricerca di scorci suggestivi.

Piazza delle Erbe mantova

Piazza delle Erbe

Mantova è abbastanza piccola ed è facilmente visitabile a piedi.
Per intenderci: la zona in cui sorge Palazzo Te è la più distante dal centro, ma si tratta di 1,5km che, con il bel tempo, è piacevole percorrere a piedi.
Il centro è tutto ZTL quindi le macchine sono bandite e questo può essere un problema per raggiungere il proprio hotel.
Noi abbiamo lasciato la macchina in strada, nell’enorme Piazza Virgiliana, molto vicina al centro.
Il parcheggio è incustodito ma economico: la tariffa è di 5€ per l’intera giornata (dalle 8.00 alle 19.00) e la domenica è gratuito.

Se cercate un posticino carino e in posizione centrale per dormire vi consiglio vivamente la Guest House La Mainolda, a 5 minuti a piedi da Piazza Virgiliana e a due da Piazza delle Erbe; una soluzione ottimale per visitare la città. Trovate la recensione della struttura tra i biglietti da visita.

COSA VEDERE A MANTOVA

Essendo la nostra prima volta a Mantova abbiamo preferito concentrarci sui luoghi più iconici e per questo motivo abbiamo acquistato la Mantova Card.
La tessera, al modico prezzo di 20€ a persona, dà accesso alle principali attrazioni e il risparmio è davvero notevole considerando che il solo biglietto per Palazzo Te costa 12€.
L’unica attrazione non compresa è la camera degli Sposi per cui è prevista una maggiorazione di 5,50€.
Inoltre è valida anche per i monumenti di Sabbioneta.
Tra tutte le card che ho preso in altre città questa è sicuramente la più conveniente quindi la consiglio vivamente.

Ecco, in estrema sintesi, cosa vedere a Mantova in due giorni.

COSA VEDERE A MANTOVA? ITINERARIO DI VISITA

1° giorno – Sabato

Ci svegliamo con calma e andiamo a fare a colazione al bar convenzionato con il nostro B&B. Siamo praticamente in piazza delle Erbe quindi il nostro giro comincia proprio da qui.
Piazza delle Erbe è una piazza di grande fascino e in essa si concentrano, una accanto all’altra, le principali attrazioni di Mantova, risalenti principalmente al periodo Comunale.

Il Palazzo della Ragione è il primo che visitiamo e in cui acquistiamo la Mantova Card.
Sorto intorno al XI-XII secolo per assolvere alle funzioni civili pubbliche e all’amministrazione della giustizia, oggi l’interno del palazzo è vuoto e nel grande salone adibito a mostre temporanee rimangono solo alcuni antichi affreschi sulle pareti.

La torre dellOrologio a Mantova

La torre dellOrologio in Piazza delle Erbe

Ci spostiamo nell’adiacente Torre dell’Orologio edificata nel 1.472 e caratterizzata dalla presenza di un grande orologio, opera di Bartolomeo Manfredi.
L’orologio offriva numerose informazioni utili ai cittadini: le fasi lunari, le posizioni dei pianeti e i segni zodiacali, i giorni utili per seminare, fare viaggi e per fare i salassi!
Tra tutte le utili informazioni ne mancava una: l’indicazione dei minuti.
Come mai? Perché non erano importanti, era sufficiente sapere l’ora per organizzare le proprie giornate.
Se penso alle corse contro il tempo che faccio la mattina per arrivare in ufficio puntuale, aggrappandomi persino ai secondi, mi rendo conto di essere nata nell’epoca sbagliata…

meccanismo orologio astronomico a mantova

Il gigantesco meccanismo dell’orologio

La torre ospita il Museo del Tempo che espone oggetti e ingranaggi che raccontano e mostrano la storia e il funzionamento dell’orologio.
La visita si articola in 5 livelli.
La Sala del Meccanismo contiene l’enorme ingranaggio che ancora oggi consente all’orologio di funzionare.
All’improvviso, allo scoccare delle 11.00 – perché adesso l’orologio segna anche i minuti – l’intera torre si anima, gli ingranaggi si muovono e il pavimento vibra sotto i nostri piedi.
Tutto per far muovere di qualche centimetro una lancetta!
Raccontarlo non rende l’idea ma se si ha l’occasione di capitare nella torre all’ora giusta vale proprio la pena vedere cosa succede.
É una macchina grandiosa, soprattutto considerando che è stata progettata e costruita alla fine del ‘400 e che ancora oggi richiede l’intervento di più persone che ne garantiscano il corretto funzionamento.
Dall’ultimo piano, la Sala del Panorama, è possibile aprire le finestrelle e godere di una splendida vista sulla città.

Cosa vedere a Mantova: la Rotonda di San Lorenzo

5 minuti di sole sulla Rotonda di San Lorenzo

Terminata la visita entriamo nell’adiacente Rotonda di San Lorenzo, costruita tra l’XI e il XII secolo per volere di Matilde di Canossa.
Chiusa al culto da Guglielmo Gonzaga alla fine del ‘500 la chiesa è stata adibita ad altri scopi che ne hanno cambiato la struttura; nei primi del ‘900 è stata restaurata e riaperta al culto.
Rimangono oggi solo alcuni frammenti degli antichi affreschi che la decoravano interamente e il matroneo.
L’ingresso è a offerta libera e la visita è piuttosto veloce.

Il resto della piazza purtroppo è poco visibile perché la facciata esterna del Palazzo della Ragione e di Palazzo Podestà sono in ristrutturazione a seguito degli eventi sismici del 2012 e ancora chiusi al pubblico.

In Piazza Mantegna, accanto a Piazza delle Erbe troviamo la splendida Basilica di Sant’Andrea, costruita dall’architetto Fancelli sui disegni di Leon battista Alberti, morto proprio all’inizio dei lavori di costruzione nel 1472.
La facciata rinascimentale si caratterizza per il grande arco su cui poggia un timpano classico.
A mio avviso l’esterno, sicuramente maestoso, non lascia però presagire lo spettacolo che si apre agli occhi del visitatore una volta varcato l’arco.

L'interno della Basilica di Sant'Andrea a Mantova

L’interno della Basilica

La basilica è enorme, costituita da un’unica navata sormontata da una volta a botte, decorata a finti cassettoni, e dalle cappelle laterali, in una delle quali riposa il Mantegna.
La cripta della basilica custodisce la reliquia del Preziosissimo Sangue di Gesù a cui si deve tanta parte della fortuna di Mantova nella storia.
Il retro dalle basilica affaccia su Piazza Leon Battista Alberti; l’impianto architettonico è il medesimo della facciata ma completamente grezzo, con i mattoni rossi a vista. Sembra quasi costruita in un’altra epoca.

Usciti dalla basilica si rimane colpiti dalla particolare facciata di Palazzo del mercante Boniforte da Concorezzo.

Imbocchiamo Via dei Giustiziati da cui si gode una splendida visuale del retro del Palazzo della Ragione e della Rotonda e scorgiamo un palazzo molto particolare, il Palazzo del Commercio, che ci colpisce per la particolarità delle sue decorazioni.
Proprio qui davanti c’è un mercatino in cui naturalmente mi fermo per comprare una sciarpa che mi ripari un po’ dall’umidità mantovana.

Riprendiamo Via dei Giustiziati e giriamo in Via Roberto d’Ardito dove incontriamo una marea di ragazzi che escono da scuola con gli zaini in spalla.
Accanto alla scuola si trova anche la Biblioteca  Teresiana, parte del complesso del Palazzo degli studi.
Purtroppo arriviamo proprio alle 13.00, orario di chiusura della biblioteca di cui avremmo voluto visitare le Sale Teresiane. Essendo chiusa la biblioteca non ho capito se l’ingresso sia libero o a pagamento.

Di fronte alla biblioteca si trova l’ultima tappa della mattina: il Teatro Scientifico Bibiena, di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza e che ho scoperto leggendo qualche opuscolo su Mantova.

Interno del Teatro Scientifico Bibiena

Il palco del Teatro Scientifico Bibiena

Decisamente una splendida scoperta:  un piccolo teatro che sorprende per la sua pianta a campana e per i palchi che creano come delle nicchie completamente affrescate.

Superaffamati ci fermiamo a pranzo da Libenter, un delizioso locale incastonato tra Palazzo della Ragione e la Rotonda di san Lorenzo. Si mangiano tanti piattini molto stuzzicanti, un sorta di bar di tapas in stile mantovano.

Nonostante l’abbiocco dovuto all’ottima birra bevuta a pranzo ci dirigiamo nella vicinissima Piazza Sordello per l’immancabile visita al Palazzo Ducale e al Castello.

La galleria di Palazzo Ducale a Mantova

La galleria di Palazzo Ducale

Il palazzo è splendido e riccamente decorato da incredibili affreschi e soffitti in legno ma è vuoto e privo degli arredi d’epoca che aiuterebbero molto a immaginare la vita di quanti lo hanno abitato e vissuto. Personalmente la visita non mi ha così entusiasmato.

affresco di Palazzo Ducale a Mantova

Un particolare di un affresco di Palazzo Ducale

Alle 16.30 ci spostiamo al Castello di San Giorgio in cui abbiamo prenotato la visita alla Camera Picta del Mantegna. Come per il palazzo Ducale il castello è vuoto e il tour si incentra sugli affreschi, di cui i principali sono appunto quelli della Camera degli Sposi.
Per gli amanti del genere consiglio di “studiarseli” nella sala antecedente in cui ci sono spiegazioni e dettagli oppure su questo sito; noi, con l’intento di goderci la sorpresa generale, abbiamo preferito entrare, ammirare gli affreschi e poi leggere le istruzioni ma abbiamo poi scoperto che non è possibile tornare alla sala precedente. Ci siamo persi un’occasione di apprendimento!

Concludiamo il tour al castello con un veloce giro alla mostra temporanea di Dhurer, compresa nel biglietto, molto piacevole.

Il cortile interno del castello di San Giorgio

Il cortile interno del castello

Fuori dal castello ci si imbatte nella Casa del Rigoletto, di cui sbirciamo solo il cortile con la statua del celebre buffone, e nel Duomo di Mantova.

Il Duomo, o Cattedrale di San Pietro, è molto antico e ha attraversato diversi secoli di storia che ne hanno influenzato lo stile che è un vero mix&match: la facciata barocca sembra quasi appoggiata alla fiancata gotica che termina con un campanile romanico. L’interno a 5 navate ha un magnifico soffitto a cassettoni.

Verso le 6 di sera il cielo si rasserena un po’ e vorrei fare un giro sul lago per vedere la città dall’acqua. Marco è un po’ stanco e la schiena di entrambi comincia farsi sentire ma come sempre io quando sono in “gita” sembro caricata a molla e non mi fermo mai.
Accanto al castello troviamo la sede della compagnia Andes, specializzata nelle gite in battello, a cui chiediamo informazioni per un tour. Ci accoglie una signora scorbutica che risponde a denti stretti alle mie domande e ci informa che alcuni tour sono riservati – evidentemente a persone molto più importanti di noi – e che a seconda del tour si visitano posti diversi. Grati di questa esaustiva spiegazione decidiamo di andarcene e rinunciare per una questione di puntiglio e anche per il freddo!

Torniamo in hotel per scaldarci un po’ con un the caldo e delle mini sbrisoline e verso le 8 usciamo per andare a cena al Trovatore.
Il locale è molto grande e ben arredato, con dei bei soffitti a botte in pietra e il personale è molto gentile e cordiale. Purtroppo però sono in pochi e quando si riempie un po’ faticano a seguire i clienti. Vi dico che la mia carta di credito è rimasta mezz’ora incustodita in cassa.

2° giorno – Domenica

Dopo un’altra piacevole notte al B&B la mattina comincia alla grande con la visita di Palazzo d’Arco, a mio giudizio la visita che più mi è rimasta nel cuore.

La Sala dello Zodiaco di Villa d'Arco Mantova

La Sala dello Zodiaco di Villa d’Arco

Il palazzo è visitabile solo con i tour guidati compresi nel prezzo del biglietto. Noi arriviamo appena in tempo per il primo alle 10.00 e c’è ancora poca gente quindi la visita è piacevole e tranquilla, senza le tradizionali e odiose sovrapposizioni dei gruppi.
La guida è una bella e soprattutto molto brava ragazza che ci racconta con passione la storia del palazzo e delle famiglie che lo hanno abitato: i Chieppo prima e i d’Arco poi.
Finalmente riusciamo a respirare un po’ della vita dei suoi abitanti: grazie ai suoi racconti e alle sale ancora perfettamente arredate è molto più facile farsi trasportare dall’immaginazione.

Il palazzo offre sale riccamente arredate e dipinte, tra cui la splendida Sala dello Zodiaco, la seconda Camera Picta di Mantova, una ricca e affascinante biblioteca piena zeppa di antichi testi, una collezione naturalistica di uno dei Conti d’Arco e una caratteristica cucina.

La biblioteca di Villa d'Arco Mantova

La biblioteca di Villa d’Arco

L’ultima parte della visita è dedicata alle stanze di Giovanna d’Arco, ultima erede della famiglia, a cui si deve l’apertura del palazzo.
Giovanne è la figlia illegittima ma molto amata dell’ultimo discendente degli Arco, che la riconosce in età adulta; una volta rimasta vedova e senza eredi decide di donare il Palazzo e i suoi beni alla città di Mantova rendendoli pubblici.
Ancora oggi è proprio la Fondazione d’Arco, da lei istituita, a occuparsi del mantenimento del palazzo.

Ci spostiamo, in macchina, oltre il rio di Mantova per andare a visitare Palazzo Te, forse il più importante edificio monumentale cittadino e capolavoro dell’architetto Giulio Romano.

Il palazzo, definito “villa degli ozi e degli svaghi”, fu progettato per Federico II Gonzaga con l’obiettivo di impressionare gli ospiti del Duca e l’imperatore Carlo V in particolare.

Cosa vedere a Mantova: la Camera dei Giganti

Il soffitto della Camera dei Giganti

Riesce perfettamente nell’intento la Camera dei Giganti – terza Camera Picta di Mantova – che lascia senza fiato.
L’intera camera è stata progettata per colpire il visitatore, regalandogli la sensazione di essere completamente immerso nella scena dipinta sulle pareti sul soffitto senza interruzione, tanto che sono stati smussati gli angoli proprio per dare senso di continuità.
La visita però è stata tutt’altro che piacevole.
Il palazzo non offre visite guidate, solo audioguide; in compenso però ci sono decine di gruppi che entrano contemporaneamente con guida privata che rendono molto faticosa e difficile la visita e la lettura dei totem descrittivi presenti in ogni sala.

Per non parlare della Sala Dei Giganti. L’accesso sala è regolato dal personale che lascia entrare a gruppi. Due sale prima rimaniamo completamente imbottigliati in attesa di entrare in quella dei giganti. Riusciamo a infilarci insieme ad altri gruppi e una volta dentro ci ritroviamo in metà di mille, con 3 guide che parlano contemporaneamente ai propri 3 gruppi e noi nel mezzo. Un delirio.
A parte questa pessima organizzazione la sala è veramente spettacolare e vale la fatica!

In zona si trovano la Casa del Mantegna, che saltiamo perché a parte il famoso cortile ospita delle mostre che non ci interessano particolarmente, il Palazzo Sebastiano e il Tempio di Sebastiano.

Il Palazzo Sebastiano ospita oggi il Museo della Città; degli antichi splendori è rimasto quasi nulla a causa delle diverse e impietose destinazioni d’uso che lo hanno reso deposito e caserma prima,  lazzaretto poi.

La cripta del tempio di San Sebastiano Mantova

La cripta del tempio che accoglie il Famedio dei Caduti per la Patria

Il Tempio è anch’esso uno spazio vuoto al cui interno sono ospitati i modelli in scala di celebri opere architettoniche del Mantegna e di altri architetti; interessante invece la cripta che ospita il Famedio dei Caduti per la Patria e un’urna contenente i resti di alcuni dei Martiri di Belfiore.

La nostra visita di Mantova non è sicuramente completa e siamo molto combattuti tra il rimanere per fare qualche altro giro in città alla ricerca di scorci e stradine ma, complice il freddo e il grigio che non invogliano a stare all’aperto, decidiamo di spostarci a Sabbioneta.

Qui trovate il post dedicato. Seguiteci!

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