cosa vedere a Lanzarote - i parchi naturali

Cosa vedere a Lanzarote: parchi e paesaggi naturali

Cosa fare e cosa vedere a Lanzarote anche in inverno? Ecco un itinerario tra i paesaggi naturali dell’isola: Timanfaya, Ajaches, La Geria e molti altri.


I parchi e i paesaggi naturali sono quanto di più stupefacente può offrire l’isola e rappresentano inoltre un valido motivo per visitare Lanzarote anche in inverno, grazie alle miti temperature che la caratterizzano.

Non aspettatevi però distese verdi e  lussureggianti, fiori dai colori vibranti e lievi colline.
Qui i paesaggi sono stati disegnati dal fuoco e dalla lava: la natura è arida, aspra, poco ospitale, persino violenta.
I colori predominanti sono il grigio delle rocce laviche, il rosso e il giallo della terra bruciata dal sole e il verde pallido dell’ispida vegetazione. Ma questi colori smorti e un po’ cupi risplendono nello sfondo blu dell’oceano che circonda l’isola.
Percorrendo Lanzarote incontrerete dei paesaggi inconsueti, a tratti monotoni, ma che riusciranno a stupirvi ad ogni chilometro e proprio tra queste rocce puntute incontrerete le sue meraviglie.

A dispetto dell’apparenza questi ambienti sono molto delicati e richiedono di essere protetti; per questo l’isola è un susseguirsi di luoghi di interesse scientifico, paesaggi protetti, parchi, riserve e monumenti naturali di cui è difficile cogliere i reali confini.

Oggi voglio raccontarvi di alcuni questi paesaggi, lungo un itinerario – in auto o in moto – che da sud a nord vi farà scoprire alcuni dei parchi naturali più noti dell’isola.

 

MONUMENTO NATURALE DE LOS AJACHES

Nell’estremo sud si trova il massiccio vulcanico de Los Ajaches, probabilmente tra le prime terre emerse di Lanzarote, risalenti a ben 13/15 milioni di anni fa!
È stata la nostra prima escursione e la prima sorpresa dell’isola.
La zona è caratterizzata da rilievi di media altezza, circa 600m, che, grazie a un millenario processo di erosione, presentano un aspetto morbido e levigato per quanto arido e brullo.

Il parco de Los Ajaches a Lanzarote

Qui si trovano alcune delle più belle spiagge dell’isola, mete ambitissime dai turisti.
Playa de Papagayo, una mezzaluna di sabbia incorniciata tra alte pareti di roccia, è tra le più famose e fotografate; bellissime anche Playa del Pozo e Playa Mujeres, lunghe strisce di sabbia bianca lambite da un mare azzurrissimo.
Proporzionale alla bellezza è il numero di turisti: in settembre la quantità di gente è sopportabile, in agosto non oso nemmeno immaginare, mentre in inverno potreste godere di un panorama spettacolare e quasi deserto, anche se probabilmente non farete il bagno!

Lanzarote playa papagayo

Playa Papagayo

Le spiagge non sono attrezzate quindi munitevi di ombrelloni, cibo e tanta acqua perché il sole è cocente e non ci sono zone d’ombra.
Regalatevi un pranzo o un aperitivo in uno dei due chiringuiti che si trovano sul promontorio che sovrasta Playa Papagayo.
Essendo pomeriggio noi ci siamo limitati a due squisiti frullati di frutta ma ho visto portare piatti di pesce davvero ricchi e invitanti, accompagnati da gridolini di gioia dei commensali.
La vista è strepitosa ma questo è scontato.

Playa de la Cera Lanzarote

Playa de la Cera

COME RAGGIUNGERE IL PARCO DE LOS AJACHES 
L’accesso a questa zona è consentito previo pagamento di un simbolico biglietto da 3€ all’ingresso del parco; in auto è possibile attraversare l’intera zona percorrendo una lunga strada sterrata e arrivare fino alle spiagge, tutte dotate di ampio parcheggio.
I più sportivi possono invece dedicarsi alle passeggiate partendo dal villaggio di Femes o dai promontori vicini alle spiagge.
A breve distanza da qui potrete trascorrere la serata in uno dei tanti locali e ristoranti di Playa Blanca, la zona più meridionale di Lanzarote.

Parco de Los Ajaches a Lanzarote

 

LE SALINE DEL JANUBIO

Seguendo la LZ-2 da Playa Blanca incontrerete le Saline del Janubio. Questa zona, incastonata tra il Parco de Los Ajaches e il Parco Naturale Los Volcanes, è stata dichiarata Luogo di Interesse Scientifico per proteggere la tradizionale attività di estrazione del sale oltre al particolare habitat naturale.

Saline Janubio Lanzarote

Saline Janubio LanzaroteLe saline, ancora attive, sono un’impressionante testimonianza dell’attività umana sull’isola.
Il territorio è suddiviso in porzioni squadrate i cui colori vanno dal bianco al rosa e vi si trovano ancora mulini, forni e altre costruzioni utilizzate per l’estrazione e produzione del sale.
Grazie alla sua conformazione quest’ampia laguna era un tempo un porto naturale di Lanzarote ma le eruzioni vulcaniche l’hanno completamente ricoperta lasciando una lunga barriera di sabbia nera che ne blocca l’accesso al mare. Il paesaggio è davvero suggestivo e passeggiare sulla desolata spiaggia è stata un’esperienza inconsueta.

Gli amanti della fotografia potranno sbizzarrirsi fermandosi con l’auto in uno dei tanti punti panoramici sulla strada che circonda la laguna fino a raggiungere il negozio Bodega de Janubio dove è possibile acquistare l’originale sale di Lanzarote.

Saline Janubio Lanzarote

 

PARCO NATURALE LOS VOLCANES

Alle spalle delle saline si apre il Parco Naturale Los Volcanes, un’ampia zona vulcanica protetta dal 1987 per circondare ed estendere il Parco del Timanfaya.
È uno dei paesaggi più aspri e primordiali dell’isola, la cui superficie nera e incalpestabile è definita malpaís.

In questa zona si incontrano alcuni dei luoghi più affascinanti da vedere a Lanzarote.

Los Hervideros

Superate le saline e dirigetevi verso la costa, sulla LZ-703. Guardando l’oceano vedrete delle scogliere nere come la pece, originatesi dal raffreddamento della lava a contatto con l’acqua del mare.
Non sono particolarmente alte ma il fascino di queste pareti rocciose sta nella violenza con cui l’acqua vi si infrange. Nei giorni di alta marea la schiuma e gli spruzzi devono essere impressionati tanto da ricordare l’ebollizione dell’acqua da cui deriva il nome (hervir significa bollire in spagnolo).

Noi ci siamo stati in un momento di mare piatto, nonostante il vento fosse fortissimo, e non abbiamo assistito a questo fenomeno ma il contrasto tra l’acqua blu, il nero delle scogliere e il rosso delle cime dei vulcani sullo sfondo crea un paesaggio meraviglioso.

L’accesso è libero e in macchina è possibile fermarsi in numerose aree panoramiche.

Los Hervideros a Lanzarote

Charco de los Clicos

Qui lava e acqua nuovamente si incontrano per creare un luogo magico.
Continuate sulla strada e seguite le indicazioni per El Golfo; lasciate la macchina nel parcheggio e imboccate il sentiero, subito evidente.
Ai vostri piedi troverete un’ampia spiaggia nera, alla vostra sinistra la parete nera del vulcano e davanti a voi un lago verdissimo che sembra quasi denso.
Senza accorgervene vi ritroverete a camminare all’interno di un cratere. Un ohhh di meraviglia è garantito.

Charco de los clicos Lanzarote3

El Golfo LanzaroteCharco de los clicos lanzarote2

La Montaña di El Golfo, tra i pochi vulcani di Lanzarote interessato da un’eruzione esplosiva, è infatti in parte crollata a causa dei processi di erosione lasciando il posto a una laguna, una pozza d’acqua dal caratteristico colore verde, dovuto alla presenza di un’alga.

Il lago, essendo area protetta, non è balneabile mentre il bagno in mare è sconsigliato a causa delle onde e del vento qui sempre fortissimo (quando ci siamo stati noi è arrivato a 50 nodi e si faticava a stare in piedi).

Il nome della zona si deve all’abbondanza di “clicos”, le patelle, che vi consiglio di mangiare in uno dei ristorantini nel vicinissimo paese di El Golfo. Concedetevi anche una passeggiata sulla lunga spiaggia nera e ammirate le meravigliose casette bianche sulla spiaggia.

le case bianche sulla spiaggia di El Golfo Lanzarote
le case bianche sulla spiaggia di El Golfo Lanzarote

 

piatto di clicos a El Golfo Lanzarote

La Caldera Blanca

La Caldera Blanca è uno dei vulcani più grandi di Lanzarote, con un cratere di 1.200m di diametro, e una meta molto apprezzata dagli escursionisti.
Non ci siamo stati ma la segnalo per gli appassionati.

Fa parte del Parco Naturale Los Volcanes ma trovandosi a nord del Timanfaya, vicino al paese di Mancha Blanca, consiglio di visitarlo in abbinamento a una visita del centro dell’isola.

 

PARCO NAZIONALE TIMANFAYA

Circondato dal Parco Los Volcanes è sicuramente uno degli ambienti più straordinari e di maggior valore dal punto di vista naturalistico, tanto da essere stato dichiarato Parco Nazionale nel 1974.
Amichevolmente detto “Montaña del Fuego”, da qui sono scaturite le eruzioni vulcaniche che tra il 1730 e 1736 cambiarono irrimediabilmente l’aspetto morfologico dell’isola.
Le eruzioni dei vulcani di Lanzarote sono infatti state prevalentemente di tipo effusivo cioè caratterizzate da abbondanti colate laviche che hanno seppellito più di un quarto del territorio dell’isola.
Il magma, raffreddando e solidificandosi, ha poi originato il cosiddetto malpaís, una zona impraticabile e molto irta, o le lavas cordadas, caratterizzate da una superficie più liscia, i due tipici paesaggi di Lanzarote.

Nel Parco del TimanfayaNel Parco del TimanfayaIn questo parco, in cui 25 crateri si concentrano in soli 50 km, sono state girate alcune scene di “2001: Odissea nello spazio”.
Non serve dire che una visita al parco del Timanfaya è imprescindibile durante un soggiorno su quest’isola.

COME RAGGIUNGERE IL PARCO DEL TIMANFAYA
Il parco si raggiunge attraverso la LZ-67 e, percorrendola da Sud dell’isola, da Yaiza per intenderci, incontrerete tre ingressi e tre tipologie di visita.
Eccole nell’ordine.

Echadero de los camellos

Da qui potrete visitare il Parco a dorso di cammello.
È stato il primo ingresso che abbiamo incontrato e siamo stati tentati ma quei poveri cammelli ci hanno fatto una gran pena e ci siamo accontentati del tour in autobus.

Il percorso dura circa 45 minuti e si fa in coppia, sedendo su un tradizionale sedile doppio fissato sul dorso del cammello. Il prezzo è di € 12 a cammello, quindi 6€ a persona.

 In cammello nel parco del Timanfaya

 

Punto di Controllo del Taro

Proseguendo sulla LZ-67 incontrerete il famoso diavoletto che dà il benvenuto ai visitatori del Parco del Timanfaya.
Dopo aver pagato l’ingresso seguite la strada con la vostra auto fino a giungere all’Islote de Hilario dove troverete il parcheggio del centro turistico e i pullman su quali è possibile percorrere la cosiddetta Ruta de los Volcanes, un percorso di 14 km all’interno del parco.

La visita si svolge infatti a bordo degli autobus e non è consentito scendere. Non è certo il massimo ma questa modalità è necessaria per la tutela dell’ambiente.
Vi consiglio di andarci al mattino presto per evitare interminabili code ma, se capitaste qui verso l’ora di pranzo mangiate al ristorante El Diablo, opera dell’artista César Manrique, godetevi la magnifica vista sul parco e assaggiate i polletti cotti naturalmente grazie al calore della terra!
Las Montañas del Fuego fanno parte dei Centri turistici gestiti dal CACT di Lanzarote e il prezzo del biglietto, comprensivo di tour in pullman, costa 10€. È possibile acquistare anche i Bonos, biglietti cumulativi che comprendono anche altri centri turistici di cui vi parlerò in seguito.

In macchina nel parco del TimanfayaPolli al Ristorante El Diablo nel Parco del Timanfaya

 

Centro de Visitantes e Interpretación de Mancha Blanca

Il modo forse più bello per scoprire il parco è a piedi.
Io ne sono venuta a conoscenza troppo tardi ma grazie alle Rutas Interpretativas è possibile fare delle escursioni guidate a piedi nel parco che consentono un maggior contatto con la natura circostante rispetto al pullman.

Non conosco il prezzo ma potete mandare una mail per informazioni. Il centro visitatori si trova proseguendo sulla LZ-67 fino quasi a Mancha Blanca.

 

PAESAGGIO PROTETTO DE LA GERIA

Alle pendici del Parco Los Volcanes, nel centro di Lanzarote, si trova la zona vinicola: La Geria. Questo territorio fu completamente sommerso dalla lava privando gli abitanti di una grande porzione di terreno fertile.
Oltre ad essere molto affascinante da un punto di vista geologico e paesaggistico, ciò che sorprende di questa zona è l’unione indissolubile tra uomo e natura che è venuta a crearsi su quest’isola.

Se volete scoprire di più sulla strada dei vini di Lanzarote e sulle sue cantine potete leggere i relativi articoli.

La Geria si raggiunge percorrendo la LZ-30.

La Geria Lanzarote

 

MONUMENTO NATURALE LA CORONA

Proseguendo sulla LZ-30 (dopo il villaggio di Teguise la strada diventa LZ-10) si apre un’area protetta che copre la parte più settentrionale dell’isola, la cui conformazione si deve all’eruzione del vulcano La Corona, così chiamato per la sua forma.
Qui le colate laviche si sono distribuite in varie direzioni originando paesaggi diversi e spettacolari; in quest’area si concentrano alcune tra le più note attrazioni di Lanzarote.

Il Mirador de Rio

La Graciosa di fronte, la Playa del Risco e le saline del Rio a sinistra e la punta estrema di Lanzarote sulla destra. Siete mai rimasti senza fiato? Qui vi accadrà.
La vista dal Mirador davvero toglie il respiro e si rimane per un momento sospesi, mentre ci si guarda intorno tentando di elaborare la magnificenza del paesaggio che si ha davanti agli occhi.
Se poi vi capitasse di trovare una giornata di sole vi sembrerà di essere dentro un filtro di Instagram.

Lanzarote vista dal Mirador del RioLanzarote vista dal Mirador del RioIl Mirador è un luogo essenziale.
Tre colori: blu, marrone bruciato e bianco, declinati in mille sfumature.
Tre elementi: terra, acqua, vento.
La presenza umana è di troppo e forse per questo tutti rimangono in silenzio guardandosi intorno. Ci si sente quasi fuori luogo in tanta bellezza e si ha paura di rovinarla.

L’intervento umano però c’è, ma quasi non si vede perché è di un uomo particolare, César Manrique, un artista che ha fatto dell’arte e della sua integrazione con la natura e il paesaggio una filosofia di vita.

Lanzarote Mirador del RioINFORMAZIONI PRATICHE
L’ingresso al Mirador del Rio costa 4,75€ e fa parte delle attrazioni gestite dal CACT. È possibile anche fermarsi a mangiare nel suggestivo bar scavato all’interno del promontorio, le cui finestre affacciano sul Rio e sulla Graciosa.

Lanzarote bar Mirador del Rio

Malpaís de La Corona

Sul versante orientale del Monte de la Corona si estende un’ampia zona, definita Malpaís de la Corona, caratterizzata da un terreno roccioso venutosi a creare in seguito alle eruzioni vulcaniche.
È un paesaggio particolare, desolato e poco ospitale ma paradossalmente piuttosto chiaro e ricco di vegetazione poiché la lava solidificata è ricoperta di licheni ed euforbia.

Percorrendo la LZ-203 fino al paese di Orzola (da dove partono i traghetti per la Graciosa) attraverserete questa zona e avrete modo di godere di questo surreale panorama.
Da qui potrete tornare verso sud imboccando la LZ-1, la strada costiera, dove incontrerete le magnifiche spiagge del Caleton Blanco fino a giungere ad Arieta e Punta Mujeres, due caratteristici villaggi di pescatori.

Spiaggia Caleton Blanco LanzarotePunta Mujeres Lanzarote

Cueva de los Verdes e Jameo del Agua

La lava, scivolando lungo il pendio del vulcano, ha creato dei canali nel terreno che si sono solidificati dando origine a una rete di tunnel di oltre 7 kilometri, tra i più lunghi al mondo.
La volta di questo lungo tunnel in alcuni punti ha ceduto, soprattutto in prossimità della costa a causa della  gassificazione dell’acqua salata che ha provocato delle vere esplosioni.
Questi cedimenti sono chiamati jameos.
Queste formazioni naturali sono oggi due tra le più celebri attrazioni turistiche di Lanzarote: la Cueva de Los Verdes e il jameos del Agua.

La Cueva de Los Verdes costituisce un tratto di questo tunnel e, grazie all’intervento dell’artista Jesus Soto, è diventata un centro turistico inaugurato nel 1964. L’intervento umano è davvero minimo: sono state installate unicamente delle luci per esaltare le volte di lava e alcuni suoni ambientali.
L’interno del tunnel è lungo circa 1 km e in alcuni punti raggiunge un’altezza di ben 50 metri. Vi si trovano anche delle ampie sale naturali un tempo utilizzate dagli abitanti di Lanzarote come rifugio durante il periodo delle invasioni e delle razzie dei pirati africani; oggi vengono invece utilizzate per suggestivi concerti ed eventi.
La Cueva de los Verdes nasconde anche una sorpresa che naturalmente non svelerò per lasciarsi il piacere della sorpresa!

Cueva de los verdes lanzarote

I numerosi jameos di questa zona sono stati dichiarati Luogo di Interesse Scientifico ma il più famoso è il Jameos del Agua, diventato Centro turistico del 1966.
Si trova nella parte di tunnel che si spinge sotto il livello del mare per un chilometro e mezzo, denominata Tunnel dell’Atlantide; qui le infiltrazioni d’acqua hanno originato dei laghi sotterranei diventati habitat di specie molto rare come il Jameito, un minuscolo granchietto bianco e cieco, diventato simbolo di Lanzarote grazie al tratto di César Manrique.

Il Jameito a Jameos del Agua LanzaroteJameos del agua LanzaroteQui l’intervento dell’artista è importante e per ammirare l’opera vi suggerisco di fermarvi a pranzo nel ristorante ubicato in una grotta per mangiare in una cornice davvero unica. Si mangia bene e i prezzi sono decisamente nella media di Lanzarote.
Spingetevi poi all’interno del tunnel fino ad arrivare alla grande piscina; una visita qui è imperdibile.

Il Jameos del Agua

Il ristorante del Jameos del Agua

Informazioni pratiche
Entrambi i centri turistici sono raggiungibili percorrendo la LZ-1 e si trovano a meno di 1km di distanza l’uno dall’altro; potete quindi visitarli anche in una sola giornata.
Il prezzo di ingresso è di 9,50 ciascuno e possono essere compresi nel Bono.

I parchi e i monumenti naturali  non finiscono qua; le cose da vedere a Lanzarote sono molte di più e sapranno sempre sorprendervi.
Purtroppo però il mio tempo sull’isola è finito troppo in fretta e terrò il resto per un prossimo viaggio che spero arrivi presto perché Lanzarote entra sotto la pelle e il pensiero di tornarci diventa un chiodo fisso!

16 Comments
  • Stefania Ciocconi
    Inserito il 15:24h, 01 dicembre Rispondi

    Sono stata una quindicina di anni fa a Lanzarote ma solo per un giorno e mi ero ripromessa di tornare per visitarla con calma ma non l’ho più fatto e mi rammarico perché mi era piaciuta tantissimo per i suoi paesaggi vulcanici ed i tanti siti legati a Manrique.

    • Federica
      Inserito il 19:15h, 01 dicembre Rispondi

      Io ero partita con l’idea di fare vacanza vera, puro relax insomma: poi, una volta lì, non ho potuto fare altro che girarla in lungo e in largo. Ne vale la pena!

  • Robi -Tre cuori e una valigia
    Inserito il 22:20h, 01 dicembre Rispondi

    Quante splendide foto! Interessante post … Lanzarote è definita una meta baby friendly quindi penso la visiteremo molto presto, ci ricorderemo il post con le utili informazioni! E’ una destinazione piena di attività come piace a noi
    ps: che voglia di partire!

    • Federica
      Inserito il 18:56h, 02 dicembre Rispondi

      Sì è un’isola incredibile ma sai che non sapevo fosse particolarmente adatta ai bambini? Non avendone è un aspetto di cui non mi curo per niente…

  • Silvia - Dritte on the road
    Inserito il 19:45h, 02 dicembre Rispondi

    Che foto stupende!! Adoro il tuo blog.. non sono mai stata a Lanzarote ma il tuo post mi ha fatto incuriosire!

    • Federica
      Inserito il 11:00h, 04 dicembre Rispondi

      Grazie, mi fai davvero felice! Se non ci sei mai stata te la consiglio proprio, non ti deluderà!

  • Elena
    Inserito il 18:37h, 03 dicembre Rispondi

    Lanzarote mi è piaciuta moltissimo,ma se devo esser sincera la visita al parco del Timanfaya, stupendo in sé, mi ha un po’ lasciato l’amaro in bocca per via dell’impossibilità di scendere dell’autobus…. per questo ho cercato delle alternative e fra le esperienze che ricordo con maggior soddisfazione c’è la salita al volcan el cuervo e quella sulla Corona. In totale autonomia sembrava di stare sulla luna! Se vuoi trovi il racconto sul blog!

    • Federica
      Inserito il 10:57h, 04 dicembre Rispondi

      Elena anche io sono rimasta un po’ delusa ma in effetti è necessario per preservare il delicato ambiente naturale. Purtroppo ho scoperta tardi le Rutas Interpretativas, devono essere molto interessanti. Ma vane così, almeno saprò cosa fare nel prossimo viaggio su quest’isola!

  • Monica
    Inserito il 21:01h, 11 dicembre Rispondi

    Mamma mia ho rivissuto il mio viaggio leggendo il tuo itinerario! Solo che nel mio caso era Capodanno 😀 Le tue foto sono spettacolari, giuro!

    • Federica
      Inserito il 09:25h, 12 dicembre Rispondi

      Grazie! Guarda quando ho scritto questo articolo, nonostante fossi rientrata da qualche settimana, mi sembrava di essere ancora lì, in macchina o davanti a quei paesaggi. Lanzarote mi è entrata sotto la pelle!

  • Bruna Athena
    Inserito il 16:19h, 17 dicembre Rispondi

    Dopo aver visto le tue foto sono ancora più indecisa: Tenerife o Lanzarote? Vabbé, facciamo tutte e due!

    • Federica
      Inserito il 19:03h, 19 dicembre Rispondi

      Mi sembra la soluzione ideale! Mi piacerebbe molto anche andare a Tenerife ma l’isola che più mi attraeva era Lanzarote e sono ben felice di esserci stata!

  • Valentina
    Inserito il 01:05h, 18 dicembre Rispondi

    Articolo molto suggestivo!! Lanzarote dev’essere un’isola davvero affascinante, devo andarci prima o poi! 🙂

    • Federica
      Inserito il 18:59h, 19 dicembre Rispondi

      Grazie Valentina! In effetti Lanzarote è un’isola molto particolare e affascinante. Forse non adatta a tutti i gusti ma io l’ho trovata magnifica.

  • Chiara Falsaperla
    Inserito il 13:59h, 23 dicembre Rispondi

    complimenti articolo interessante e ricco di informazioni. Da Siciliana guardando queste foto Lanzarote mi somiglia molto ad alcuni paesaggi sull’Etna!

    • Federica
      Inserito il 19:04h, 25 dicembre Rispondi

      Grazie Chiara! Purtroppo l’Etna è una zona che non conosco ma immagino che ci sia qualche similitudine. Per averne la certezza mi toccherà farci un salto 🙂

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