I vigneti terrazzati di Lavaux in Svizzera

Tramonto sui vigneti terrazzati di Lavaux

I vigneti terrazzati di Lavaux in Svizzera

Il Lavaux, con le sue terrazze ricoperte di vigneti, è una delle regioni vitivinicole più note e affascinanti della Svizzera. I suoi vini e l’idilliaco paesaggio, riconosciuto come Patrimonio UNESCO, faranno innamorare gli amanti del vino e anche gli astemi!


Pensando ai prodotti più tipici dell’enogastronomia svizzera, cioccolato e formaggio sono sicuramente i primi che vengono in mente, essendo due grandi eccellenze – e ghiottonerie – per cui è famosa in tutto il mondo.
Ma a quanti di voi verrebbe in mente il vino? A me no di sicuro! Almeno fino a prima di conoscere i meravigliosi vigneti terrazzati di Lavaux, quella sottile lingua di terra che costeggia il Lago di Ginevra tra Losanna e Montreux.
Questo viaggio nel Cantone di Vaud è stata l’occasione per scoprire un volto della Svizzera che non conoscevo affatto e che mi ha incredibilmente affascinato e che, anche solo guardando le immagini, sono certa incanterà anche voi!

Bene, se vi ho un po’ incuriositi proseguite nella lettura per scoprire un po’ della storia e delle peculiarità che rendono il Lavaux e i suoi vigneti terrazzati un piccolo angolo di paradiso per gli amanti del vino e per chiunque sia in cerca di paesaggi mozzafiato.

 

*** Ringrazio di cuore l’Office du Tourisme du Canton de Vaud che ha supportato il mio viaggio. Questo articolo è frutto di una collaborazione, ma le mie opinioni e i miei suggerimenti per voi sono, come sempre, onesti e sinceri. 

 

Il vino in Svizzera

Lo stereotipo secondo cui la Svizzera sia solo una grande distesa di pascoli verdi è del tutto errata: il vino, infatti, viene prodotto in tutti i 26 cantoni e vi basterà muovervi all’interno dei suoi confini per accorgevi che ci sono vigneti quasi ovunque!
Le zone maggiormente votate alla viticultura sono quelle della Svizzera Romanda: Vallese e Vaud sono rispettivamente il primo e secondo produttore, seguite dalla Svizzera tedesca, dalla regione di Ginevra, dal Ticino e dalla zona dei tre laghi.
Il Cantone di Vaud è a sua volta diviso in quattro sottoregioni: la Côte, che si estende sul Lago di Ginevra (o Lemano) da Morges a Nyon; il Lavaux, compreso tra Losanna e Vevey-Montreux; il Chablais tra Villeneuve e Bex; e infine, sulle rive del lago di Murten, più a nord, si trovano le denominazioni Bonvillars, Côtes de l’Orbe e Vully.

Insomma, il vino in Svizzera è una cosa seria e ha una tradizione davvero lunga. Il motivo per cui forse è poco conosciuto all’estero è che la produzione totale nazionale è relativamente bassa (si aggira intorno al milione di ettolitri) ed è in grado di soddisfare solo il 40% dalla richiesta interna, lasciando solo il 2% all’esportazione. Il vino svizzero è quindi un prodotto difficile da reperire oltre confine ed è per questo che vi consiglio di approfittare di questo viaggio per farne una bella scorta!

 

Storia breve di Lavaux

Il Lavaux è un territorio di circa 800 ettari, che si sviluppa tra Losanna e Montreux su dolci colline che si tuffano nelle brillanti e azzurre acque del lago di Ginevra. Questo idilliaco paesaggio si è formato a causa dello scioglimento del ghiacciaio del Rodano che, ritirandosi, ha lasciato dietro di sé uno dei laghi più grandi d’Europa e dei depositi morenici che costituiscono il terreno su cui vengono coltivate le viti. Fino a 2.000 anni fa, arbusti e boschi incolti ricoprivano questi pendii che i Romani per primi provarono ad addomesticare, coltivandoli a vigne. Un’impresa ardua e ambiziosa, soprattutto considerando la difficile morfologia del territorio e le tecniche a loro a disposizione!
Ebbero maggiore successo i monaci benedettini e cistercensi che ebbero l’intuizione di costruire delle terrazze sorrette da muretti in pietra per mitigare la pendenza del terreno e rendere più agevole la coltivazione e la raccolta delle uve.
Un lavoro immane, che fece la fortuna dei principi-vescovi di Losanna, che ricavavano dalla produzione dei vini di Lavaux un quarto delle entrate dell’intera regione.

L’iscrizione al Patrimonio UNESCO

Nel 2007 i vigneti terrazzati di Lavaux sono entrati a far parte della lista dei siti Patrimonio mondiale UNESCO in qualità di paesaggio di valenza culturale, essendo una chiara e mirabile testimonianza dell’interazione positiva e costruttiva tra uomo e ambiente.
Lo scenario che oggi incanta e sorprende chi visita il Lavaux, il mosaico di terrazze e filari che incornicia questa sponda del lago di Ginevra è, infatti, il frutto del lavoro e della maestria di uomini che nei secoli passati hanno saputo modellare questo territorio, rendendolo fertile e produttivo. Lavoro e impegno che, ancora oggi, i contadini e vignaioli moderni profondono per preservare l’unicità di questi luoghi, tutelandone la storia, l’aspetto e quella produttività che ha in larga parte contribuito allo sviluppo sociale ed economico dell’area di Losanna.
I tempi sono cambiati e sono state introdotte nuove tecniche di coltivazione, ma il rapporto simbiotico tra uomo e ambiente qui rimane immutato.

 

Lavaux: le caratteristiche uniche del territorio

Il Lavaux viene definito “terra dei tre soli”, una definizione di reminiscenza startrekkiana che ben descrive la peculiare posizione di questo territorio: il sole è, ovviamente, quello che splende in cielo, la cui azione è qui amplificata dalla presenza del lago che lo riflette e dei muretti in pietra che corrono tra le vigne irraggiando ulteriore calore.
Una condizione unica, che crea un microclima inimitabile, a cui si aggiunge anche la varietà del suolo: la sua composizione prevalentemente argillosa e calcarea cambia, infatti, nello spazio di poche decine di metri, influenzata dalla vicinanza all’acqua e dalle diverse altitudini.
Sole, acqua, suolo, altitudine, temperature, originano un terroir estremamente variegato, da cui deriva la definizione di ben 7 denominazioni in un territorio sorprendentemente piccolo che costituisce l’appellazione Lavaux AOC.

 

Il vitigno principe di Lavaux e dell’intera Svizzera è lo Chasselas, un vitigno a bacca bianca spesso definito “neutro” a causa della sua scarsa personalità e aromaticità. Fatta questa premessa ci si potrebbe aspettare un vino “insipido” e invece no! Sono proprio la delicatezza e la neutralità dello Chasselas a permettergli di restituire al naso e alla bocca i sentori tipici dello specifico suolo in cui è coltivato, dando vita a vini completamente diversi in base al terreno in cui crescono le sue uve.
Tutta teoria – direte voi – ma per averne la prova vi basterà assaggiarne qualche calice: uve della stessa annata, lavorate con le stesse identiche tecniche, ma raccolte in porzioni diverse del terreno originano vini di una sorprendente varietà.
E in fase di assaggio non perdetevi anche i vini rossi: Gamay e Pinot Noir sono i vitigni principali e, nonostante siano meno coltivati, regalano ottimi vini.

E dopo avervi brevemente presentato la storia e le caratteristiche dei vigneti terrazzati di Lavaux e dei suoi vini, è giunto il momento di passare all’azione, scoprendo nel dettaglio come visitare questa zona e dove degustare i suoi preziosi frutti! Ci vediamo nel prossimo post.


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