Transilvania on the road: itinerario di 11 giorni

Transilvania on the road

Transilvania on the road: itinerario di 11 giorni

Transilvania on the road: itinerario day by day di 11 giorni tra castelli, villaggi sassoni, chiese fortificate e città affascinanti.


Vi ho già detto tutto su come organizzare un road trip in Romania quindi vado diritta la punto raccontandovi il mio itinerario di viaggio, la parte più succosa.

Ma prima di cominciare, solo qualche breve premessa.
Il viaggio è durato 10 giorni durante i quali ho scelto di concentrarmi sulla regione della Transilvania con una tappa a Bucarest, in Valacchia, e a Timisoara, in Batan.
Seconda nota importante è il periodo di viaggio, l’inverno durante le vacanze di Natale, che ha influenzato in parte l’itinerario e anche alcune mie impressioni su qualche destinazione che probabilmente avrei visto con altri occhi in estate. A tal proposito vi indicherò anche le date esatte perché essendo un periodo festivo alcune giornate sono “turisticamente difficili”.
Infine, in questo post troverete indicazioni e dritte che riguardano prevalentemente l’itinerario di viaggio che ho seguito. Per maggiori informazioni sulle varie tappe ho in cantiere degli approfondimenti.

E ora partiamo per questo on the road in Transilvania!

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Itinerario di viaggio in Transilvania

1° giorno: Timișoara

2° giorno: Timișoara

3° giorno: Timișoara => Hunedoara (castello Corvino) => Sibiu

4° giorno: Sibiu

5° giorno: Sibiu =>Brașov

6° giorno: Brașov  => Bran (castello di Bran) => Râșnov  =>Brașov

7° giorno: Brașov  => Viscri => Sighișoara

8° giorno: Sighișoara => Biertan =>Brașov

9° giorno: Brașov => Sinaia (castello di Peleș) => Bucarest

10° giorno: Bucarest

11° giorno: Bucarest

Timișoara, la città della rivoluzione romena

1° e 2° giorno (26 e 27 dicembre)

La nostra prima tappa è stata Timișoara, la città in cui siamo atterrati.
Capitale del Banat, una regione storica della Transilvania, è una città che a mio parere non può mancare in un itinerario in Romania per il suo valore storico: Timisoara è infatti la città che ha dato il via alla rivoluzione romena del 1989 e a questo evento è anche dedicato un piccolo museo.
Per il resto, in termini “turistico-estetici” non è una città così memorabile.
Il centro storico è carino e pieno di locali, ci sono delle belle piazze circondate da eleganti ma spesso decadenti palazzi, diversi parchi (in cui non siamo stati dato il periodo invernale), un museo d’arte a quanto pare molto interessante (era chiuso) e una chiesa ortodossa che mi ha lasciata senza fiato; per il resto non abbiamo trovato molto altro!

Sono abbastanza convinta che Timișoara dia il meglio di sé nella bella stagione; tra l’altro, essendo una città universitaria, sa essere molto vivace e frizzante, ma in inverno può risultare un po’ cupa.
Noi le abbiamo dedicato due giorni ma uno sarebbe stato sufficiente e ci avrebbe permesso di fare il resto con più calma.

Dove dormire
Io amo gli hotel in pieno centro storico per fare tutto a piedi e l’Hotel de Savoya ha soddisfatto le mie aspettative.  Tanto centrale da essere in zona pedonale, è circondato da negozi, ristoranti e locali di ogni genere. Gli interni sono nuovissimi e arredati con gusto, le camere sono semplici ma molto confortevoli e il personale è sempre molto gentile e sorridente.

 

Castello di Corvino, IL castello della Transilvania

3° giorno (28 dicembre)

Sulla strada che da Timișoara conduce a Sibiu abbiamo fatto una sosta a Hunedoara per visitare il castello di Corvino.
Eretto nel XIV è uno dei castelli più spettacolari della Transilvania e una visita qui è d’obbligo.
L’esterno è massiccio e maestoso, esattamente come ci si aspetta dai castelli della Transilvania: un lungo ponte sorretto da enormi piloni, solide mura in pietra, torri e bastioni, tetti appuntiti e un fossato a bagnarne le radici. È il castello delle favole, di quelle che fanno paura ovviamente!

L’interno purtroppo è privo di arredi dell’epoca ma la visita è comunque piacevole perché ci si rende conto di quanto quei castelli fossero freddi e labirintici, pieni di passaggi e cavedi in pietra come siamo soliti vedere nei film.
In inverno è quasi deserto e i negozi e i locali per mangiare nei paraggi sono tutti chiusi quindi munitevi di schiscetta o farete la fame come noi.
Raccapricciante la situazione fuori dal castello: fabbriche e casermoni in costruzione abbandonati che deturpano irrimediabilmente il paesaggio. Ma d’altronde la Romania è anche questo.
Ci si arriva comodamente in auto ed è disponibile un ampio parcheggio a pagamento (pochi lei).

Sulla strada
La strada che collega Timișoara a Sibiu si snoda in quella che ho soprannominato la “steppa romena”, una distesa di appezzamenti di terreno in cui sorgono piccole cittadine e un’impressionante numero di siti industriali abbandonati e fatiscenti, probabilmente rimasugli della corsa all’industrializzazione promossa da Ceaușescu. Non posso dire che sia un bel paesaggio ma sicuramente affascinate.

 

Sibiu, dove i tetti hanno gli occhi

3° e 4° giorno (28 e 29 dicembre)

È stata la seconda tappa del nostro viaggio ed è una città che ci ha scaldato il cuore nonostante il freddo e la neve!
Fondata dai sassoni nel 1190, Sibiu è un vero gioiellino in cui trascorrere piacevolmente uno o due giorni.
La città è divisa in due parti, Città Alta e Città bassa, ed è caratterizzata da un centro storico raccolto e molto suggestivo, pieno di stradine e ripide scalinate (i pasajul), eleganti edifici colorati e tetti spioventi da cui spuntano sornioni centinaia di occhietti.
In inverno le due piazze principali, Piața Mare, o Piazza Grande, e Piața Mică, o Piazza Piccola, ospitano i mercatini di Natale che sono un incanto.
Tappa immancabile è il Ponte delle Bugie che collega la parte alta con la bassa, meravigliosamente illuminato in inverno e fioritissimo in estate. Per avere una vista dall’alto salite sulla torre del Municipio da cui avrete una bellissima sull’intera città.

Dove dormire:
La Città Alta è la parte più suggestiva ma anche la più scomoda per chi ha un’auto al seguito.
Noi abbiamo soggiornato all’Hotel Teatro, un hotel molto comodo ed essenziale, con camere enormi, pulite e moderne ma con poca personalità in termini stilistici.
Comunque un’ottima soluzione, comoda anche per il ristorante che ci ha salvato la vita perché i ristoranti erano strapieni e non sempre vicini (e con la neve girare la sera a piedi non è il massimo!)

 

Transfăgărăşan, una delle strade più spettacolari al mondo

Sibiu è il punto migliore per raggiungere la mitica Transfăgărăşan, la folle strada voluta da Ceauşescu per collegare la Transilvania con la Valacchia che attraversa i monti Fagaras, tra i più alti della Romania.
Eletta dai creatori di Top Gear una delle strade più spettacolari al mondo, si dipana come una serpentina tra le montagne e seguendo le sue curve a gomito si incontrano paesaggi naturali molto suggestivi tra cui spiccano una cascata e il Balea Lac, dove sorge anche l’Ice Hotel romeno.
Per ovvie ragioni climatiche la Transfăgărăşan è aperta solo nei mesi estivi (controllate qui la situazione) ma è possibile raggiungere il lago prendendo una funivia.

Il nostro secondo giorno a Sibiu prevedeva una gita qui ma la neve che è scesa incessante per l’intera giornata e l’auto che non brillava per tenuta di strada ci hanno fatti desistere.
È un mio grande rimpianto e a voi auguro di riuscire nell’impresa. Siate però preparati a fare lunghe code perché la funivia è vecchissima e scatena molte critiche e lamentele!

 

Brașov, la città più vivace della Transilvania

5°, 6° e 8° giorno (30 dicembre – 2 gennaio)

Brașov è la città in cui abbiamo soggiornato più a lungo (anche se con molti andirivieni) e a cui ci siamo particolarmente affezionati.
Prima di partire avevo molti dubbi e temevo fosse troppo turistica, ma mi sono ricreduta nel preciso istante in cui sono scesa dalla macchina. Brașov è bellissima: è piena di vita, elegante e solare e mi ha dato l’impressione di essere l’equivalente romeno delle nostre Cortina o Courmayeur (è infatti una zona sciistica).

Se cercate leggerezza e divertimento lasciatevi inebriare dal profumo speziato del vin fiert tra le bancarelle natalizie della meravigliosa Piața Sfatului, gironzolate tra le vie del centro storico e gli eleganti e colorati palazzi, regalatevi qualche ora di shopping lungo la Strada Republicii (la via delle struscio di Brașov) e cercate qualche gustoso ristorantino dove cenare (ce ne sono davvero tanti!).
Per godervi il panorama raggiungete la Cetățuia de pe Strajă (la cittadella fortificata) oppure prendete la funivia che conduce al monte Tampa dove potrete “toccare” l’hollywoodiana scritta che domina la città.
Con la neve non perdetevi un giro a Poiana Brașov, il comprensorio sciistico a soli 15 km dal centro di Brașov; se, invece, volete conoscere un po’ della storia della città affidatevi alle competenti e appassionate guide di Walkabout Free Tour: noi abbiamo trascorso un bellissimo pomeriggio!

Come Sibiu, anche Brașov è un’ottima base per fare delle escursioni in giornata. Di seguito trovate quelle che abbiamo fatto noi.

Dove dormire
Brașov è stata la più cara e la più affollata di tutte le nostre tappe romene. Per dormire abbiamo quindi scelto una camera da Wood House Republicii, un affittacamere in cui ci siamo trovati molto bene. La stanza era piccolina ma le travi in legno e gli arredi romantici la rendono un piccolo nido perfetto per due persone!
La posizione in Strada Republicii è comodissima per muoversi in città ma essendo pedonale un po’ meno comoda per parcheggiare.
Il parcheggio a Brașov è una rottura e ci ha ricordato l’incubo che viviamo quotidianamente a Milano ma, tutto sommato, è sufficiente fare qualche giro per trovare un parcheggio abbastanza vicino a casa.

 

 

Il castello di Bran e il mito di Dracula

6° giorno (31 dicembre)

A circa 45 minuti di auto da Brașov si trova il mitico castello di Bran, ubicato nell’omonimo paese.
La sua fama è indissolubilmente legata alla spaventosa figura del Conte Dracula, il primo vampiro della storia, nato dall’immaginazione dello scrittore irlandese Bram Stocker.
Un legame che funziona poco a livello storico ma benissimo a livello turistico ed economico (qui i denti aguzzi del vampiro si trovano su tutti gli oggetti venduti nelle bancarelle nei pressi del castello) tanto da renderlo uno dei castelli più visitati della Transilvania.
Vi consiglio quindi di arrivare al mattino presto per accaparrarvi un posto in uno dei parcheggi che si trovano ai piedi del castello ed evitare i pullman di turisti che renderanno lunga e noiosa la coda in biglietteria e poco piacevole la visita stessa.
La nostra visita è durata due ore esatte ma, tempo e clima permettendo, provate a fare anche un giretto nel villaggio di Bran.

 

 

Râșnov, la fortezza della Transilvania

6° giorno (31 dicembre)

Sulla strada che collega Brașov a Bran si incontra anche la fortezza di Râșnov, una cittadella fortificata che sorge su un promontorio roccioso.
La fortezza risale all’epoca dei Daci (I secolo) e fu ricostruita dai cavalieri teutonici per proteggersi dagli attacchi dei Tartari e dei Turchi ma fu abbandonata verso il XVIII secolo.
Ciò che ne rimane oggi sono le mura difensive e alcune torri di guardia. È sicuramente interessante dedicarle un’oretta, abbinando la sua visita a quella del castello di Bran. Trovandosi i una posizione rialzata è anche molto piacevole godersi il panorama sulla pianura circostante e sulle montagne innevate.
Come sempre il materiale informativo disponibile per scoprirne la storia è nullo mentre le bancarelle di souvenir non mancano mai, nemmeno a 10° sotto zero!
La fortezza può essere raggiunta a piedi dalla città di Râșnov o con l’ascensore che si trova nella piazza centrale della cittadina.

 

Viscri e la Transilvania del passato

7° giorno (1 gennaio)

Lasciamo temporaneamente Brașov per fare rotta verso Sighișoara ma durante il tragitto ci prendiamo il tempo visitare due tappe interessanti: Viscri e Cetatea Rupea.

Viscri è un antico villaggio sassone che vi consiglio di visitare perché è unico nel suo genere e vi sembrerà di aver viaggiato nel tempo. Il villaggio sorge attorno alla bianca chiesa fortificata, sito Patrimonio UNESCO, un gruzzolo di case basse in stile sassone che vi colpiranno per i tenui colori pastello tra cui spicca l’azzurro e le scritte in lingua tedesca. Le strade sono ancora sterrate e gli animali pascolano davanti ai portoni.
Il villaggio è stato a lungo abbandonato ma ora è in corso un progetto di riqualificazione grazie al quale le antiche abitazioni vengono restaurate e vengono valorizzati gli antichi mestieri tipici della zona.
Viscri è davvero un luogo suggestivo che cambia volto al variare delle stagioni: se in estate somiglia ai villaggi delle favole in inverno sembra la scenografia di un film horror! Il primo gennaio era così desolato da incutere persino un po’ di timore.

Sulla strada si incontra anche Cetatea Rupea, uno dei siti archeologici più antichi della Romania che svetta sul paesaggio circostante.

Sulla strada
Per raggiungere Viscri si percorre una strada che vi porterà nella campagna rumena, dove si incontrano greggi di pecore, cavalli, villaggi rurali fatti di piccole e un po’ sgarruppate casette in legno che costituiscono la vera essenza della Transilvania. A mio parere uno dei tratti di strada più suggestivi che abbiamo percorso.

 

Sighișoara, la cittadella medievale della Transilvania

7° giorno (1 gennaio)

Arriviamo a Sighișoara per pranzo e vi trascorriamo il pomeriggio.
Oltre ad aver dato i natali al famigerato Vlad Țepeș (o l’Impalatore, alias conte Dracula), Sighișoara è un piccolo e accogliente gioiellino medievale, uno dei villaggi Sassoni meglio conservati della Transilvania e per questo dichiarato Patrimonio UNESCO.
Le sue case colorate, le numerose torri di vedetta, il ponte coperto e il cimitero sulla collina sono solo alcune delle cose da non perdere qui a Sighișoara.

Tutti i blog che ho letto consigliano di trascorrerci una giornata intera e di fermarsi anche a dormire per godersela la sera, quando i turisti che arrivano qui grazie alle escursioni organizzate lasciano il borgo nella sua naturale tranquillità. Un consiglio che ho seguito ma valido forse per il periodo estivo: in inverno Sighișoara è decisamente solitaria e, senza gli accattivanti locali con i tavolini all’aperto (tutti chiusi e i pochi aperti lo sono solo durante il periodo festivo), il borgo sembra quasi abbandonato e dopo un giretto tra le strade cittadine rimane ben poco da fare. Per quanto mi riguarda avrei preferito tornare alla vita di Brașov!

Dove dormire
Noi abbiamo soggiornato a Casa Kuhn, un piccolo hotel nella piazza centrale di Sighișoara in cui ci siamo trovati molto bene. Camera molto spaziosa, comodissimo il bagno con una grande doccia e il personale gentile e disponibile. Unica pecca: non offrono la colazione e non c’è ascensore.
La facciata addobbata con gli orsi di peluche è degna delle meravigliose decorazioni di Colmar o Strasburgo!

 

Biertan, la chiesa fortificata più spettacolare della Transilvania

8° giorno (2 gennaio)

Non avendo molto da fare a Sighișoara decidiamo di fare un piccola deviazione prima di tornare a Brașov per visitare Biertan, la più grande chiesa fortificata della Transilvania.
È un luogo che vi invito a visitare perché l’ho trovato semplicemente incantevole: sarà stata la sua posizione sopraelevata che domina sul paesaggio, la luce del sole che brillava sulla neve, il surreale silenzio dovuto all’assenza di turisti o la dolcezza della signora che puliva la chiesa fatto sta che io l’ho trovato un luogo di pace assoluta, quasi mistico. Figuratevi che Marco, che chiamo amichevolmente “l’eretico”, ha addirittura lasciato un’offerta in chiesa!

 

Castello di Peles, il castello reale della Transilvania

9° giorno (3 gennaio)

Dopo aver trascorso due settimane tra i favolosi castelli della Loira mi sento di dire che Peleș riesce a superarli per bellezza e particolarità.
Residenza estiva dei Re di Romania, Peleș è straordinario sotto diversi aspetti quali la sua posizione immersa nei boschi della Transilvania, l’originalità della sua architettura caratterizzata dall’uso di pietra e legno, e la raffinatezza degli interni.
È indubbiamente la cosa più straordinaria che abbiamo visto durante l’intero viaggio e una tappa imprescindibile durante un viaggio in Transilvania; non voglio esagerare, ma secondo me da solo vale il viaggio.

L’adiacente castello di Pelișor, residenza di Ferdinando, figlio di Carlo I, e della consorte Maria, è una versione ridotta e meno affasciante del primo. Io ci tenevo a vederli entrambi ma a mio parere è del tutto evitabile e ho capito perché i tour organizzati lo escludono sempre.

Nell’economia di un viaggio on the road prendetevi una giornata per visitare questi castelli perché, oltre al tempo di visita (considerate circa 3/4 per entrambi), la strada per raggiungerli è un vero incubo di traffico.
I castelli si trovano a Sinaia una cittadina ubicata su un tratto di strada ad una sola corsia per senso di marcia, piena di curve; aggiungeteci che Peleș attira centinaia di auto e pullman turistici e che è anche la sola strada che collega Brașov a Bucarest e l’imbuto stradale è fatto!
Il mio consiglio è quindi di partire al mattino presto e, se avete in programma entrambe le città, di andarci nella giornata di trasferimento: evitare l’imbuto di stradale sarà dura ma almeno non lo affronterete per quattro volte.
Se non avete un’auto a disposizione ci sono molti tour organizzati che comprendono il castello di Bran, Rasnov e Peles: un tour de force da fare in un giorno ma anche un bel risparmio di tempo!

 

Bucarest, l’affascinante capitale della Romania

10° e 11° giorno (4 e 5 gennaio)

Bucarest, ultima tappa del nostro itinerario in Transilvania, mi ha affascinata moltissimo ricordandomi un’elegante e raffinata nobildonna caduta in disgrazia.
Girando per la capitale troverete ad ogni angolo i fasti e i gioielli del passato, ma la rovina e la distruzione che ha portato il periodo comunista ammantano la città di un velo decadenza e malinconia.
La storia di Bucarest è molto affascinante e la si “legge” facilmente gironzolando tra le sue vie e i suoi quartieri ma anche qui noi ci siamo affidati alle guide di Walkabout Free Tour per averne un racconto un po’ più dettagliato.
Bucarest è una città particolare e piena di contrasti, una città che non si può definire bella in senso tradizionale e che infatti in molti mi avevano sconsigliato di visitare, ma io sono zuccona, lo sapete: ho voluto andarci comunque e ne sono rimasta stregata.
Se vi appassiona la storia moderna qui troverete pane per i vostri denti e, magari studiando prima di partire un po’ di storia romena, saprà affascinare anche voi.
Due giorni sono il tempo minimo da dedicare a questa affascinante signora, ma tre o quattro sarebbero ideali per conoscerla meglio e dilettarsi ad ascoltare i suoi ricordi e racconti.

Dove Dormire
Il centro storico di Bucarest è Lipscani, una zona intrigante che oggi somiglia a un quartiere a luci rosse, con tutti i pro e i contro che comporta.
Io mi sono innamorata a prima vista dell’Hotel Lido by Phoenicia, un gioiello Art Deco rimasto chiuso per molti anni e solo recentemente riaperto e ristrutturato. Ci siamo trovati benissimo e credo sia il posto giusto per respirare l’atmosfera della Bucarest pre-comunista.

 

 

Allora cosa ne pensate di questo on the road in Transilvania? Siete pronti a partire?


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2 Comments
  • Silvia The Food Traveler
    Inserito il 10:25h, 17 Gennaio Rispondi

    Proprio in questi giorni ho avuto un’idea folle: partire il venerdì per Bucharest, il mattino successivo noleggiare una macchina e andare fino al castello di Bran, per poi rientrare in serata a Bucharest. Pensavo fosse fattibile ma ora che leggo di tutti questi posti magnifici penso che sicuramente dovrei dedicare più tempo a queste zone!

    • Federica
      Inserito il 17:20h, 19 Gennaio Rispondi

      Ciao Silvia!
      Le idee folli mi piacciono molto però mi permetto di suggerirti un cambio di programma: Peles a mio parere vale da solo un viaggio in Romania, Bran assolutamente no!
      Non fraintendermi, non dico che sia brutto, ma è molto famoso per il mito di Dracula ma il castello in sé non è nulla di straordinario. Fare 180 km – più ritorno – per un castello che giri in un’ora scarsa secondo me non vale la pena. Peles invece è un vero spettacolo, un gioiello di cui è difficile trovare il pari nel mondo. Ed anche un pochino più vicino.
      In alternativa, con soli due giorni, rimani a Bucarest e vedrai che non te ne pentirai: è molto affascinante!

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