Le migliori fermate del Treno del Bernina

Le migliori fermate del Treno del Bernina

State organizzando un viaggio sul trenino rosso ma non sapete quali fermate scegliere? Ecco una selezione delle migliori fermate del Treno del Bernina in base alla mia esperienza e una panoramica su tutte le tappe!


La principale difficoltà che ho incontrato durante l’organizzazione del viaggio  sul Trenino Rosso è stata proprio la scelta delle fermate da non perdere assolutamente; oggi voglio quindi parlarvi di quelle che secondo me sono le migliori fermate del Treno del Bernina. 

La linea del Bernina conta infatti ben 16 fermate, impossibili da fare nell’arco di una sola giornata ed è per questo che vi suggerisco di prendervi almeno un weekend per godere al meglio delle meraviglie che questo treno offre ai suoi passeggeri.
Se l’idea vi stuzzica potete dare un’occhiata al precedente post dove troverete informazioni utili per organizzare un viaggio sul Treno del Bernina.

In ogni caso è fondamentale programmare prima della partenza le fermate che vi interessano maggiormente, cercando di far coincidere le vostre soste con gli orari del treno: considerate infatti che i treni passano con frequenza oraria quindi il minimo ritardo sulla vostra tabella di marcia vi farà perdere almeno un’ora di tempo.

Ma veniamo al sodo e vediamo quali sono le migliori fermate del Treno del Bernina!

Legenda: indicherò con => le fermate a cui sono scesa e con ** quelle che a mio giudizio sono le fermate migliori del treno del Bernina.

LE MIGLIORI FERMATE DEL TRENO DEL BERNINA

Scegliere solo alcune fermate è una vera frustrazione ma come sempre bisogna fare i conti con il tempo.

Dopo lunghe riflessioni e ricerche mi sono fatta un’idea di quelle che più mi interessavano e ho cercato di attenermi al piano; in particolare ho preferito fare il maggior numero possibile di soste il sabato così da poter trascorrere una domenica di relax sul Diavolezza, una delle fermate più belle della linea!
Non conosco direttamente tutte le fermate ma vi riporto comunque quello che ho appreso durante le mie ricerche per facilitarvi il compito.

 

Tirano

Tirano è la stazione di partenza per chi intraprende il viaggio sul Bernina Express partendo dall’Italia.
Noi abbiamo trascorso qui due sere, il venerdì e il sabato notte, ma purtroppo, complice anche il freddo e le brevi giornate invernali, non abbiamo avuto modo di visitarla.

Se però ne avrete l’occasione vi suggerisco di dedicare almeno mezza giornata alla visita di questa cittadina che ci ha fatto un’ottima impressione, soffermandovi in particolare sulla Basilica della Madonna di Tirano e sul centro storico.
Gli amanti del vino potranno inoltre visitare alcune delle cantine vinicole locali per degustare qualche buon bicchiere di vino della Valtellina.
Noi abbiamo particolarmente apprezzato lo Sforzato!

 

Campocologno e Campascio

Sono le prime fermate del Treno del Bernina in territorio svizzero.
Non abbiamo avuto modo di visitare i due paesi ma credo che tra tutte le fermate siano quelle a cui si può più facilmente rinunciare: se il vostro interesse è la montagna vi consiglio infatti di prediligere le stazioni in quota per godervi i paesaggi meravigliosi che avrete modo di incontrare sul percorso.

 

Brusio

Fermata a richiesta

Brusio è la prima fermata del Trenino del Bernina in cui vi renderete conto che affrontare questo viaggio è stata una grande idea!
Potrete scendere dal treno, visitare la piccola cittadina e magari fare un salto alla Casa Besta, un’antica residenza signorile diventata Museo del Contrabbando, attività un tempo largamente praticata in questa terra di confine.
Per questioni di tempo vi suggerisco però di rimanere sul treno e di limitarvi ad ammirare il meraviglioso viadotto diventato il simbolo della linea del Bernina che sorprende per la sua forma circolare e per le sue nove campate in pietra di diverse altezze.
In questo tratto infatti la ferrovia compie un percorso a spirale che consente al treno di superare un dislivello con una pendenza del 70 × 1000 in uno spazio ristretto.

Treno del Bernina: il viadotto di BrusioPensate che all’epoca dei treni a vapore si calcolava che per superare pendenze superiori al 50 × 1000 fosse necessaria una cremagliera, i binari dentati per intenderci, mentre grazie alla particolare forma del viadotto e all’alimentazione elettrica che caratterizza il treno del Bernina fu possibile superare una pendenza del 20 × 1000 superiore.
Furono proprio queste astuzie ingegneristiche a valere nel 2008 l’inserimento di questa ferrovia nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

 

Miralago e Le Prese

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Fermata a richiesta (solo Miralago)

Miralago è stata la nostra prima sosta: la stazione è costituita da una banchina e non c’è quasi nulla intorno ma vale la pena scendere dal treno per ammirare il lago di Poschiavo, di una bellezza che lascia senza fiato.

La soluzione migliore è quella di scendere alla fermata di Miralago e raggiungere la successiva stazione di Le Prese facendo una passeggiata a piedi sul lungolago (o viceversa).
È possibile costeggiare il percorso della ferrovia oppure percorrere la sponda opposta a ridosso della montagna.
La passeggiata dura circa 40 minuti ed è meravigliosa poiché le montagne si riflettono come in uno specchio sulle acque del lago, in inverno quasi completamente ghiacciato, offrendo uno spettacolo davvero incredibile.

Treno del Bernina: il lago di Poschiavo

Il percorso pedonale che costeggia la ferrovia

In inverno dovrete però tenere conto del ghiaccio: noi abbiamo trovato la strada che costeggia la ferrovia completamente ghiacciata rendendo pericolosa la camminata (sembrava di pattinare).
Nel caso vi sia impossibile arrivare a piedi all’altra stazione potrebbe quindi essere meglio saltare queste fermate per evitare di rimanere un’ora al freddo a guardare il lago… La visuale dal treno è comunque ottima.

Il lago di Poschiavo

Quando si dice “camminare sulle uova”!

 

Poschiavo

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Da questo piccolo borgo svizzero prende il nome l’intera Val Poschiavo, di cui è capoluogo.
Per noi è stata la seconda fermata ma sicuramente non è tra quelle imperdibili: lambita dal fiume Poschiavino la cittadina si sviluppa attorno alla piazza centrale, che in inverno ospita i mercatini natalizi, su cui affacciano delle antiche case signorili e la chiesa.
Oltre a ciò rimane ben poco da vedere.

Poschiavo vista dal fiume Poschiavino

Poschiavo vista dal fiume Poschiavino

Un angolo della piazza principale di Poschiavo

Un angolo della piazza principale di Poschiavo

Nel caso capitiate qui all’ora di pranzo potreste però gustare qualche piatto tipico della zona realizzato con ingredienti rigorosamente coltivati e prodotti in questa valle grazie ad un progetto denominato “100% Val Poschiavo” che mira proprio a valorizzare i prodotti locali del territorio grazie al coinvolgimento di diversi produttori e ristoranti.
D’altronde per mangiare il tempo si trova sempre o no?

 

Cavaglia

Fermata a richiesta

La fermata di Cavaglia si associa principalmente al “Giardino dei ghiacciai”, una zona caratterizzata dalle cosiddette “marmitte dei giganti” ovvero buche nel terreno formatesi a seguito delle glaciazioni.
L’ingresso dei giardini si raggiunge in circa 10 minuti a piedi dalla stazione e l’accesso, vietato in caso di neve, è gratuito mentre da maggio a ottobre è anche possibile prenotare delle visite guidate.
Credo sia una fermata interessante durante la bella stagione.

 

Alp Grüm

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L’Alp Grüm è, a mio giudizio, una delle fermate migliori del treno del Bernina.
Scendendo dal treno vi ritroverete davanti ad un bell’edificio multifunzione realizzato completamente in pietra su progetto dell’architetto Nicolaus Hartman nel 1923 che funge oggi da stazione, albergo e ristorante.

La stazione-albergo dell'Alp Grüm

La stazione-albergo dell’Alp Grüm

Dalla sua terrazza potrete godere di un’incredibile vista sul ghiacciaio Palü e sulla Val Poschiavo e ammirare un tratto molto particolare della linea del Bernina che proprio in questo punto compie un percorso a serpentina necessario per superare il dislivello di altezza.

Treno del Bernina: Alp Grüm

Il percorso a serpentina che compie il treno per raggiungere l’Alp Grüm

Sulla terrazza dell'Alp Grüm

Un momento di romanticismo sulla terrazza dell’Alp Grüm 🙂

Nel periodo estivo l’Alp Grüm è un ottimo punto di partenza per varie escursioni sia verso Cavaglia che verso l’Ospizio del Bernina.
In inverno invece la neve copre ogni cosa rendendo quasi impossibile muoversi più di qualche passo: figuratevi che a pochi metri sopra la stazione si trova un belvedere che speravo di raggiungere ma la neve era alta come me!

Noi ci siamo fermati qua all’ora il pranzo e abbiamo mangiato degli ottimi pizzoccheri e dei Capuns fatti in casa, resi ancor più gustosi dalla piacevole vista sul ghiacciaio che si gode dal ristorante.

Treno del Bernina: mangiare all'Alp Grüm

Buon appettito dall’Alp Grüm!

 

Ospizio Bernina

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L’Ospizio Bernina è il punto più alto della linea del Trenino Rosso, che qui raggiunge i 2.253 m. di altitudine, e secondo me il tratto più suggestivo del percorso.

L’edificio dell’Ospizio Bernina, che come Alp Grüm funge anche da stazione, albergo e ristorante e che dà il nome alla zona, si affaccia proprio sulle lattiginose acque del Lago Bianco, un lago artificiale creatosi grazie alla diga che riceve acqua dal Piz Cambrena, il ghiacciaio alle sue spalle. Le sue acque chiare contrastano con quelle scure di un piccolo lago adiacente, chiamato appunto Lago Nero.

Lago Bianco e Lago Nero

Ecco i due laghi che prendono il nome dai colori delle acque. Foto tratta da Wikipedia

Io non sono riuscita a vedere queste differenze di colore perchè al mio passaggio i laghi non erano solo ghiacciati, bensì ricoperti da una spessa coltre di neve che rendeva impossibile distinguerli dal resto del paesaggio, tanto da non capire di esserci proprio accanto.

La distesa di neve bianca all'Ospizio Bernina

Trovate il lago!

È stato uno dei luoghi che più mi ha emozionato perché sembra di essere in un deserto bianco e perfetto: pochissimi segni umani, solo un bianco totale e accecante con la luce del mattino che si trasforma, al calare del sole, in un delicato azzurro che contrasta con il cielo rosa del tramonto.
Non so bene come spiegarvelo ma in questi luoghi mi si presenta chiara nella mente l’idea che noi uomini, sempre così convinti della nostra grandezza e superiorità, siamo in realtà solo degli esseri minuscoli al cospetto della vastità della natura che ci circonda.

Vista dal Trenino del Bernina

Il paesaggio azzurro alla luce del tramonto

Voli pindarici a parte, noi non siamo scesi a questa stazione limitandoci ad ammirare il panorama del treno; la domenica però abbiamo visto tantissime persone che sciavano e passeggiavano sul lago ma ovviamente è necessario avere l’attrezzatura adatta!
In estate invece è possibile fare diverse passeggiate tra cui quella che costeggia le sponde del lago.

 

Bernina Lagalb

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Fermata a richiesta. 

Legalb è una delle più note stazioni sciistiche della zona.
Si scende ad una banchina immersa nel nulla e si prende la funivia che conduce fin sulla vetta, a ben 2.893 m.

Una volta in cima potrete sciare e fare escursioni oppure semplicemente godervi il magico panorama sui laghi Bianco e Nero  dal super panoramico albergo-ristorante.
Pare sia una delle migliori viste sull’Engadina.
Tenete presente che la funivia è attiva solo in inverno.

Il comprensorio sciistico di Diavolezza, Corvatsch e Legalb

Il comprensorio sciistico di Diavolezza, Corvatsch e Legalb

 

Bernina Diavolezza

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Fermata a richiesta. 

Diavolezza è una delle fermate che vi consiglio di non perdere, soprattutto d’inverno.
A pochi passi dalla banchina della ferrovia si trova la stazione di partenza della funivia che porta sulla cima della Diavolezza e che in 10 minuti vi farà salire fino a 2978 m.

Noi abbiamo incontrato solo sciatori, la maggior parte dei quali raggiunge in auto la partenza della funivia, e una volta sospesi in aria li abbiamo invidiati da morire perché le piste che si vedono dall’alto sono di una bellezza inimmaginabile.

Treno del Bernina: la vista dalla funivia di Diavolezza

La vista dalla funivia del Diavolezza

La vista dalla funivia del Diavolezza

Le piste da sci viste dalla funivia

Una volta arrivati in cima le alternative sono varie: potrete sciare, fare passeggiate, oppure rilassarvi come noi al ristorante Berghaus Diavolezza e magari concedervi un goduriosissimo idromassaggio sulla terrazza panoramica.
Non sto a dilungarmi oltre perché vi già parlato della mia esperienza sul Diavolezza in altro post che vi consiglio di leggere.

Questa sosta ci ha preso tutta la giornata di domenica: considerate infatti che il treno impiega un’ora e mezza ad arrivare fino a qui e che dovrete poi aspettare il passaggio della funivia (ogni 20 minuti circa); inoltre noi abbiamo pranzato e fatto l’idromassaggio che dura un’ora.

Diavolezza: idromassaggio a 3000 metri

L’idromassaggio a 3000 metri

La tinozza idromassaggio sulla terrazza del Berghaus Diavolezza

Ecco Marco appena entrato in fase di riscaldamento!

 

Morteratsch

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Fermata a richiesta

Morteratsch è un’altra tappa molto interessante in entrambe le stagioni ma che purtroppo non abbiamo avuto il tempo di fare.
Potrete scendere a questa fermata nel caso desideriate raggiungere a piedi il ghiacciaio Morteratsch, la cui lingua di ghiaccio un tempo arrivava quasi ai piedi della stazione.
Oggi il ghiaccio si è ritirato e per raggiungerlo è necessaria un passeggiata di circa due ore (così ho letto ma non ho esperienza).
Il Morteratsch e il Diavolezza sono legati da una romantica e struggente leggenda d’amore che trovate nel post sul Diavolezza.
I meno sportivi potranno invece rifocillarsi all’Hotel Ristorante Morteratsch e nel periodo estivo fare una tappa al caseificio Schaukäserei per assaggiare i locali formaggi d’alpe.

 

Pontresina

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Pontresina è stata l’ultima fermata del nostro viaggio prima che calasse il buio.

Vista su Pontresina dalla stazione

Vista su Pontresina dalla stazione

È una stazione turistica nata grazie all’intraprendenza di Clara Chris, una giovane donna che iniziò quasi per gioco a dare in affitto le stanze in eccesso della propria casa non tanto con l’obiettivo di crearsi una rendita bensì di trovare marito!
In questo modo la località sciistica divenne sempre più famosa fino a diventare sede di numerosi alberghi piuttosto chic accanto ai quali si incontra ancora qualche casa nel tipico stile dell’Engadina.

Pontresina: abitazione in stile engadinese

Una delle antiche residenze nel tradizionale stile dell’Engadina

Pontresina è la porta della Val Roseg che è possibile percorrere sulle tipiche carrozze trainate dai cavalli che incontrerete appena fuori dalla stazione; questa attività è di frequente proposta nei pacchetti turistici.
In alternativa è possibile fare delle piacevoli passeggiate nei boschi raggiungibili in pochi minuti a piedi dalla stazione.
Vi suggerisco di tralasciare questa fermata a meno che non intendiate fare questo tipo di escursioni.

Passeggiando tra i boschi di Pontresina

Passeggiando tra i boschi di Pontresina

 

Punt Muragl

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Muottas Muragl è una delle tappe che rimpiango di non essere riuscita a fare perchè credo che da sola valga il viaggio.
Si scende alla fermata a richiesta Punt Muragl e da qui si prende la cremagliera che conduce alla vetta a 2.453 m di altitudine. Da qui si gode un panorama considerato tra i migliori sulla piana dei laghi dell’Engadina.

Arrivare fin quassù solo per fare qualche fotografia e guardare il panorama al volo credo sia un po’ sprecato: meglio fermarsi per pranzo o addirittura soggiornare al Romantik Hotel, una struttura molto chic e superpanoramica, meta ideale per un weekend romantico.
Purtroppo le foto non sono mie ma di proprietà dell’hotel ma le condivido perchè sono meravigliose e capirete perchè rimpiango di non esserci stata…
Questa volta non ci sono riuscita ma ci tornerò sicuramente e se nel frattempo vi capiterà di andarci raccontatemi com’è!

Romantik Hotel Muottas Muragl: terrazza panoramica

Romantik Hotel Muottas Muragl: terrazza panoramica. Foto tratta dal sito www.mountains.ch

Ristorante Romantik Hotel Muottas Muragl

Ristorante Romantik Hotel Muottas Muragl. Foto tratta dal sito www.mountains.ch

Muottas Muragl

Romantik Hotel Muottas Muragl: panoramica. Foto tratta dal sito www.mountains.ch

 

Celerina e St. Moritz

Queste due vicine località sono le ultime fermate del Treno del Bernina che noi non abbiamo raggiunto.

Celerina è nota per il suo centro storico caratterizzato dalle tipiche costruzioni dell’Engadina e per la suggestiva chiesa di San Gian.
St. Moritz invece non ha bisogno di presentazioni: negozi alla moda, ristoranti gourmet, hotel di lusso e prezzi alle stelle: gli ingredienti necessari a renderla il salotto più chic ed elegante delle Alpi.
La proprietaria del B&B in cui abbiamo soggiornato e che ha lavorato anni a St. Moritz mi ha detto che qui tutte le costruzioni tradizionali sono state spazzate via per far posto ai nuovi edifici e ammetto che questo ci ha dissuaso dal visitarla!

Molto bello deve essere invece il grande lago attorno al quale passeggiare e che in inverno, quando ghiacciano le acque, è sede di molte attività sportive quali la St. Moritz Polo World Cup on Snow, una gara di polo, e la White Turf St. Moritz International Horse Races , la corsa a cavallo sul lago ghiacciato.

Vi segnalo anche il museo di Giovanni Segantini, che in Engadina trascorse gli ultimi anni della sua vita, consigliatomi da un’amica che l’ha trovato molto interessante.

 

Spero di avervi dato una panoramica abbastanza completa delle migliori fermate del Treno del Bernina. Se avete ulteriori consigli, soprattutto riguardo alle soste che non ho avuto il piacere di visitare, lasciate un commento!


Le migliori fermate del Treno del Bernina

Una selezione delle migliori fermate del Treno del Bernina e una panoramica su tutte le tappe!

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