Gli azulejos di Lisbona

3 giorni per le strade di Lisbona

Un itinerario di 3 giorni a Lisbona, su e giù tra le ripide strade della capitale portoghese, alla scoperta delle meraviglie di questa città: cultura, architettura, panorami da favola e buona cucina.


Lisbona è stato il mio regalo per i miei 35 anni.

È stata una scelta un po’ casuale; ne avevo sentito parlare con giudizi spesso contrastanti ma i prezzi dei voli erano buoni e quindi… bem-vindo a Lisboa!

Siamo partiti in maggio, facendo 4 giorni, dal venerdì al lunedì, dedicandone uno alla visita di Sintra.

Abbiamo volato con Ryan Air e purtroppo gli orari dei voli per il weekend sono pessimi: ci è toccata una levataccia il venerdì mattina e una partenza nel primo pomeriggio della domenica, sprecando mezza giornata.
L’aeroporto è molto vicino al centro cittadino; Cais do Sodrè, una delle stazioni cittadine e diametralmente opposta all’aeroporto, dista solo una decina di chilometri quindi a mio giudizio vale la pena prendere un taxi, per circa 15€, piuttosto che i mezzi pubblici.

Grazie al fidato Booking abbiamo soggiornato in un meraviglioso b&b, La Casa do Mercado Lisboa, con camere molto spaziose e accoglienti, a 5 minuti a piedi da Cais do Sodrè. Noi ci siamo trovati così bene da meritarsi un articolo dedicato.

COME MUOVERSI A LISBONA

Preparatevi a faticare perché Lisbona ha 7 colli come Roma. Ma le salite sono molto più ripide e “sgarruppate”!
Noi abbiamo girato molto a piedi, guardandoci in giro e fermandoci dove e quando volevamo, però è davvero dura e a peggiorare le cose si aggiunge la scarsa manutenzione delle strade.

I mezzi pubblici ci sono ma… ci sono parecchi ma.
Prima di tutto costano una fortuna: il biglietto acquistato in tram costa 2.85€.
Ai turisti conviene fare la carta Viva Viagem che consente di caricare un credito che viene scalato sui vari mezzi pubblici e il prezzo della corsa in questo modo è molto più basso, mi pare circa 1.20€.
Avevo poi letto della possibilità di chiedere il rimborso in caso avanzi del credito. Peccato che in metropolitana mi abbiano risposto picche perché avevo fatto la carta alla stazione dei treni.
La cosa non mi è chiara: se la card vale per tutti i mezzi, treno, metro, autobus, tram e persino per l’Elevador de Santa Justa perché il rimborso non è comune? Mistero.

I taxi sono economici e ci è capitato spesso di prenderli la sera quando le nostre gambe non riuscivano a sopportare ulteriori ripide salite. Dal centro al nostro hotel abbiamo speso mediamente dai 3€ ai 5€, e sono stati ben spesi!

Tram28 a Lisbona

Il mitico tram 28!

Il mitico tram 28

Vale sicuramente la pena farci un giro perché è un classico e consente di vedere le zone più tipiche di Lisbona; salirci però è un’impresa. Tra l’altro considerate che quando arriverete alla fermata dovrete mettervi diligentemente in fila, come per entrare in un museo: io ho fatto una figuraccia credendo di poter salire liberamente come su ogni mezzo pubblico ma sono stata redarguita dalle altre persone in attesa. Spero che gli abitanti di Lisbona non lo usino per andare in ufficio al mattino perché è veramente un delirio.

IL MIO ITINERARIO DI 3 GIORNI

Premetto che 3 giorni (per la precisione 2 e 1/2 perché una giornata l’abbiamo dedicata a Sintra) consentono solo un assaggio della città; noi, ad esempio, abbiamo rinunciato completamente a tutta la parte più moderna della città che penso meriti una visita.

1° GIORNO – IL CASTELLO DI SAN GIORGIO

Uscendo dal nostro albergo ci muoviamo verso Praça do Comércio, un’imponente piazza affacciata sul Tago, dominata da un grande arco attraversando il quale ci si trova sulla Rua Augusta, una delle vie dello shopping di Lisbona.

Saliamo a fatica sul 28 che ci lascia alla Igreja e Convento da Graça, davanti a cui c’è un belvedere o miradouro con tanto di tavolini e chioschetti.

Dopo esserci rifocillati con una bifana, il tipico panino imbottito con bistecca di maialeci dirigiamo a piedi fino al Castelo de São Jorge.

Veduta dal castello a Lisbona

La spettacolare vista su Lisbona dalle mura del castello

Il castello è una fortificazione nata a scopo difensivo e militare, quindi non aspettatevi una reggia; custodiva al suo interno la cittadella e le residenze dell’elite di cui rimangono alcune tracce nel giardino romantico, un luogo splendido,  molto rilassante, con uno dei migliori belvedere della città. Curiosa e compresa nel prezzo del biglietto la camera oscura, situata in una delle torri, che offre una visuale a 360° sulla città grazie a un sistema ottico di lenti e specchi.

Giardino Romantico al Castello di São Jorge

Uno scorcio del Giardino Romantico

Torniamo verso il nostro hotel girovagando nelle stradine dell’Alfama, perdendo però l’occasione di visitare il Panteão Nacional e Igreja de São Vicente de Fora, che devono essere splendidi, perché purtroppo sono in giro con delle scarpe da ufficio più che da passeggio e i miei piedi gridano vendetta.

2° GIORNO – PER LE STRADE DI LISBONA

Il tempo è grigio e Lisbona senza la luce calda del sole perde molto del suo fascino.

Cominciamo la giornata inerpicandoci nel Bairro Alto, la zona del nostro hotel, incrociando il Museo della Farmacia che è anche un ristorante molto particolare in cui purtroppo non siamo riusciti a trovare posto per la cena. Davanti al museo si apre il Miradouro de Santa Catarinae che al mattino è veramente in condizioni pietose: bottiglie e cartacce disseminate ovunque, un odore di birra e alcol insopportabile prima di aver messo sotto i denti qualcosa da mangiare e le scarpe che si appiccicano al pavimento. Credo sia un luogo piuttosto frequentato la notte; ci sono anche 2 locali che beneficiano del panorama, non tra i migliori, ma la notte tutto acquista un po’ di magia.

Strade ripide a Lisbona

Saliscendi tra le strade di Lisbona

Dopo 20 minuti di passeggiata siamo distrutti dalla fatica. Ci concediamo una breve sosta con colazione a base di pasteis de nata che, nonostante la mia costante dieta, non posso esimermi dall’assaggiare. Divini!

Le strade sono un continuo saliscendi, le case che vi si affacciano hanno un’architettura molto semplice e per la maggior parte sembrano in stato di abbandono. Il fascino decadente di Lisbona immagino derivi proprio da questo ma per quanto mi riguarda è veramente un peccato che sia tutto così poco curato.

In questo contesto di desolazione spiccano le case ricoperte dagli azulejos, di cui mi sono innamorata e che sono il mio miglior ricordo di Lisbona. Colori e trame incredibili su cui si riflettono i raggi del sole (quando c’è).

Azulejos LisbonaAzulejos a Lisbona

Se come me amate questa particolare tecnica decorativa consiglio di visitare il Museu Nacional do Azulejo; noi non abbiamo avuto tempo ma ho letto ottime recensioni.

Proseguiamo verso l’Estrela, fermandoci a fare qualche foto al Palácio de São Bento,  sede del Parlamento portoghese, situato nel quartiere di Madragoa. Un palazzo imponente dalla facciata neoclassica, a cui si accede da un grande scalinata fiancheggiata da statue leonine. Il palazzo è ben tenuto ma nel complesso è molto freddo e austero, quasi fuori luogo a Lisbona.

A poca distanza si trova la Basílica da Estrela, un riuscito esempio di architettura barocca davanti a cui si affaccia il Jardim da Estrela, un polmone verde della città, in cui abbiamo trovato un mercatino delle pulci. Un consiglio: se volete fare qualche foto alle bancarelle chiedete il permesso. Io non l’ho fatto e mi hanno trattata malissimo; se avessi rubato qualche oggetto sarebbero stati forse più clementi.

mercatino delle pulci a Lisbona

Una bancarella al mercatino delle pulci

Ritorniamo verso il Bairro Alto fermandoci a prendere un succulento aperitivo a base di Pata Negra e vinho tinto al Miradouro de São Pedro de Alcântara da cui si gode una magnifica vista sulla città e sul castello, allietati dalle malinconiche note del Fado suonato da un artista di strada.

Pata negra a Lisbona

Pata Negra, che bontà!

Con la palpebra un po’ calante per il vino ci dirigiamo al Convento do Carmo, uno dei monumenti che ho maggiormente apprezzato, un  convento che appartiene all’ordine delle carmelitane la cui chiesa venne distrutta dal terremoto del 1755.

Arcate del Convento do Carmo

Le suggestive arcate del Convento do Carmo

Oggi, a testimonianza della gloria passata, restano i muri perimetrali e le alte arcate a cielo aperto delle navate, mentre il pavimento è ricoperto di erba e ghiaia. Sicuramente un luogo di grande suggestione.

Il convento ospita il Museu Arqueológico do Carmo che espone sarcofagi, frammenti di colonne risalenti al X secolo, pannelli settecenteschi di azulejos e addirittura due mummie di bambini peruviani.

Si visita velocemente e il prezzo del biglietto è di soli 3€.

Una vista splendida vista delle rovine del convento si ha dall’Elevador Santa Justa, un ascensore che collega la Baixa al Chiado, colmando un dislivello davvero notevole.

Il Convento do Carmo a Lisbona

Il Convento do Carmo dall’Elevador de Santa Justa

Fu realizzato nel 1898 da un apprendista di Gustav Eiffel; la struttura è in ferro battuto ed è caratterizzata da numerosi archi che ricordano appunto il disegno della torre parigina.

Noi non siamo saliti, scoraggiati dalla coda, ma è possibile arrivare proprio all’ingresso della cabina godendosi comunque il panorama.

Piazza del Rossio a Lisbona

La Piazza del Rossio da cui si scorge il Convento do Carmo

Una volta scesi andiamo alla Praça do Rossio, all’attigua Praça Da Figueira fino alla grande Praça Restauradores, da cui parte l’Av. da Liberdade, l’equivalente lisboneta degli Champs-Élysées: un viale che pullula di negozi alla moda e super griffes, ampio e lunghissimo, tanto che dopo 100 metri lasciamo perdere optando per un aperitivo a base di tapas alla stazione di Rossio.

La sera, stanchi e affamati, ceniamo vicino all’hotel da A Maria Não Deixa, un locale che offre numerose tipologie di tapas, tutte sfiziose, curate e soprattutto buone. Consiglio il dolce della casa, una crema spettacolare di cui ho fatto persino il bis!

3° GIORNO – SINTRA

Il sole è tornato alto nel cielo e il clima è l’ideale per una gita fuori porta quindi si a va a Sintra, una vera perla che meriterebbe molto più di un giorno per visitarla in lungo e in largo ma si sa che il tempo è tiranno. Farò a breve un articolo dedicato.

4° GIORNO – BELEM

È il nostro ultimo giorno e purtroppo la giornata inizia con il chiodo fisso di dover correre per non perdere nulla delle 100 cose che ancora vorremmo fare, vedere e provare a Lisbona.

Dovendo fare una scelta diamo la priorità al quartiere di Belém che si riesce a visitare in una mattinata, giusto il tempo che abbiamo a disposizione prima del nostro volo.

Da guida turistica provetta quale sono, leggo online della possibilità di fare un biglietto cumulativo che comprende la Torre e il vicino Monastero, peccato però non aver notato che il lunedì è tutto chiuso… Complimenti!

Consapevoli di poter solo “guardare da fuori” prendiamo l’autobus a Cais do Sodrè e via che si va.

Mosaico di piastrelle a Belem

Un mosaico di piastrelle tra le strade del quartiere di Belem

Belém è decentrata: con i mezzi pubblici si impiegano circa 25 minuti a cui bisogna aggiungere altri 20 minuti di attesa dell’autobus, un tempo veramente assurdo e che, come noto, fa infuriare noi milanesi doc ma ci adattiamo con santa pazienza.

L’autobus segue un percorso molto lineare costeggiando il Tago, in una zona piuttosto periferica e sicuramente poco turistica.

Durante il tragitto abbiamo però la possibilità di vedere da vicino il Ponte 25 de Abril che è splendido.

Costruito nel 1960, deve il suo nome attuale alla restaurazione della democrazia in Portogallo, avvenuta appunto il 25 aprile 1974. Lungo ben 2 km e completamente dipinto di rosso  richiama fortemente il Golden Gate  di San Francisco, il fratello maggiore (li accomuna infatti la stessa impresa costruttrice).

Per tutta la vacanza ho sperato di fare la mitica foto del ponte che si staglia coloratissimo sul Tago ma purtroppo non ci sono riuscita… da lontano c’é sempre un’odiosa foschia a rovinare lo scatto.

Torre di Belem a Lisbona

La Torre di Belém

Arriviamo finalmente alla Torre di Belém, Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e, sì, merita tutta la sua fama.

Costruita in stile manuelino, tipicamente portoghese, l’esterno è riccamente decorato da merli a forma di stemma, torrette moresche e cime scolpite nella pietra.

La torre sorgeva originariamente nel bel mezzo del Tago; ora è invece molto vicina alla riva del fiume e davanti si apre un grande giardino in cui deve essere molto piacevole rilassarsi e prendere un po’ di sole godendo dalla sua vista.

Un altro incredibile esempio dello stile manuelino è il Monastero dos Jerónimos voluto da Manuel I dopo il ritorno di Vasco de Gama dal suo viaggio, la cui costruzione fu quasi interamente finanziata dal “denaro del pepe”, un’antica tassa su spezie, pietre preziose e oro.

Monastero dos Jeronimos a Lisbona

L’esterno del Monastero dos Jerónimos

Purtroppo non abbiamo avuto occasione di visitare l’interno ma già il portale dà l’idea di quanto possano essere interessanti gli interni.

Dopo una piacevole passeggiata tra i parchi della zona e un tappa obbligatoria alla Antiga Confeitaria de Belém, storica pasticceria in cui si sfornano migliaia di fragranti pastéis, riprendiamo l’autobus diretti al nostro b&b, giusto in tempo per ritirare i bagagli e recarci all’aeroporto.

IN SINTESI 

Il mio giudizio su Lisbona è contrastante o forse non sono ancora riuscita a chiarirlo a me stessa.

Durante il soggiorno la città non mi ha colpito particolarmente.

Non ne ho apprezzato il disordine e il tanto citato fascino decadente della città lo definirei più sciatteria e trasandatezza (non so se la Crusca approverebbe ma rende il concetto).

Architettonicamente Lisbona non spicca rispetto ad altre capitali europee: a parte qualche eccezione l’architettura è semplice e lineare. Degne di nota invece sono le facciate decorate con gli azulejos.

Sospendo il giudizio su musei, gallerie, mostre e arte perché, sempre per questioni di tempo, non ho avuto occasione di visitarne.

Ho apprezzato la cucina, semplice ma gustosa e colorata, oltre che  “facile” per un palato italiano. Un altro fattore che accomuna le nostre tradizioni è il vino (ho trovato più wine bar a Lisbona che in Italia). E come non citare il Porto!

ingresso di un negozio di anguille in scatola

L’ingresso di un negozio di anguille in scatola

Mi sono molto contenuta sul fronte shopping ma d’altronde ormai le grandi catene commerciali e i brand della moda sono ovunque, a discapito della peculiarità e dello stile locale.

Marco invece ha svaligiato Typographia, un negozio di t-shirt disegnate da giovani creativi da tutto il mondo, sulla Rua Augusta; è uscito con ben 15 t-shirt!

Mi ha colpito la quantità di spacciatori che propongono marijuana o cocaina in totale spensieratezza. Immaginavo così Cuba ma Lisbona proprio no!

A distanza di poche settimane però, scrivendo e riguardando alcune foto, ho come la sensazione di essermi persa qualcosa e di non essere stata in grado di cogliere l’atmosfera autentica della città.

Che dire? Ci toccherà tornare?

6 Comments
  • Alessandra
    Inserito il 15:09h, 13 aprile Rispondi

    Ciao, complimenti per l’articolo! Mi ha dato qualche suggerimento utile su come affrontare il viaggio

    • Federica
      Inserito il 07:48h, 04 luglio Rispondi

      Grazie! Sono felice che l’articolo ti sia stato utile 🙂

  • angela
    Inserito il 12:14h, 20 ottobre Rispondi

    Brava, complimenti.. sei precisa ed attenta le descrizioni sono chiare, dai ottimi consigli e spunti e soprattutto ti metti dalla parte del viaggiatore … ti auguro il meglio.

    • Federica
      Inserito il 09:05h, 23 ottobre Rispondi

      Grazie Angela! Non sai che piacere mi fa il tuo commento! Tra l’altro questo è stato il primo articolo del blog e in questi mesi ho cercato di migliorare e trovare il mio stile ma a questo articolo sono molto legata!

  • Anna
    Inserito il 17:32h, 01 marzo Rispondi

    Dovendo andare a Lisbona, ho letto con piacere la tua esperienza. Mi serviranno alcuni indirizzi per potermi girare meglio. Spero di aver in seguito miglior giudizio su Lisbona. Grazie dell articolo.

    • Federica
      Inserito il 19:17h, 02 marzo Rispondi

      Grazie Anna! Lisbona è una città particolare e forse più soggetta di altre ai gusti personali ma in ogni caso non lascia indifferenti.
      Se ti servono altre informazioni mi farà piacere dartele per quanto mi sia possibile!

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