Cosa vedere a Milano: Il Museo Bagatti Valsecchi

Tra le molte cose da vedere a Milano c’è sicuramente il Museo Bagatti Valsecchi, un palazzo che racconta la storia di una casa, di due fratelli e un pezzo di storia della città


Settimana scorsa grazie all’invito di Caterina, mente e anima di The Art Post Blog, ho scoperto un magnifico luogo di Milano: il Museo Bagatti Valsecchi.
Ammetto, con un po’ di vergogna, che il nome non mi era del tutto nuovo ma non avrei saputo a cosa associarlo.
Nell’ottica di imparare a conoscere meglio la mia città ho colto al volo l’occasione e sono andata.

Il tempo era incerto, la prima giornata di vero grigio milanese della stagione, e io non sono un’appassionata di musei, preferisco l’architettura, quindi non avevo grandi aspettative.
Poi ho dato un’occhiata veloce al sito del museo e mi è sembrato interessante così ho sconfitto la pigrizia, sono uscita e mi sono infilata in metropolitana.
Bene, al termine della visita ero piena di entusiasmo, di quello che ti fa venire voglia di raccontare a tutti cosa hai fatto; e infatti quando la sera ho visto Marco gliel’ho descritto per filo e per segno e ora lo racconto anche a voi!

Il Museo Bagatti Valsecchi è stata una vera scoperta, merita di essere condiviso e senza ombra di dubbio lo consiglierò a chiunque mi chieda suggerimenti su cosa vedere a Milano.

Ingresso del Museo Bagatti Valsecchi

 

IL PALAZZO BAGATTI VALSECCHI

Mimetizzato tra i negozi dell’alta moda, il Museo Bagatti Valsecchi si trova in via Gesù 5, in una delle zone più note di Milano: il cosiddetto Quadrilatero, crocevia della moda e del lusso, per le cui strade passeggiano sciure milanesi (e russe) ingioiellate e uomini in completo.
Arrivando da via Monte Napoleone un anonimo cartello marrone ne indica la “funzione turistica”. La facciata si confonde tra quelle degli altri palazzi, salvo per le bandiere blu che sventolano sopra il portone, ma è sufficiente varcarlo per rimanere colpiti dalla meravigliosa pavimentazione in ciottoli e avere un’anticipazione della magnificenza degli interni.

Il palazzo fu adibito a museo nel 1994, vent’anni dopo che Pasino, uno degli eredi della famiglia decise di traslocare, istituire l’omonima fondazione e donarlo alla Regione.
Il piano strada, originariamente adibito agli ambienti di servizio, è ora occupato dai negozi mentre rimane intatto e perfettamente conservato il piano nobile.
E fu proprio in questo spazio che si profusero gli sforzi creativi dei fratelli Bagatti Valsecchi, che in questa abitazione trascorsero la loro vita.

Museo Bagatti Valsecchi

 

I FRATELLI BAGATTI VALSECCHI

Il museo racconta la storia di una casa, certamente, ma soprattutto narra la storia e la vita di due fratelli: i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi.

Nati negli anni ’40 dell’Ottocento da un’agiata famiglia milanese di recente nobiltà, Giuseppe e Fausto rappresentano per certi versi il classico stereotipo del gentiluomo di fine ‘800.
Entrambi laureati in giurisprudenza, non praticarono mai la professione e si dedicarono invece alle tipiche attività dei ricchi uomini dell’epoca: amministrare i propri beni, partecipare alla scena sociale e intellettuale milanese, attività benefiche, viaggi e diversi sport.

Amante della mondanità, Fausto rimase single, come diremmo oggi; Giuseppe invece mise la testa a posto e nel 1882 sposò Carolina Borromeo con cui ebbe cinque figli che diedero continuità al nome di famiglia.
Nel museo è stata anche allestita una sala simile a una cabina armadio, nei cui cassetti e ante sono custoditi i ricordi di famiglia: oggetti personali, abiti e foto che raccontano gli aneddoti privati e la vita quotidiana dei loro proprietari.

 

La camera dei ricordi del Museo Bagatti Valsecchi

Foto di Ruggero Longoni per Museo Bagatti Valsecchi

Nonostante le evidenti differenze caratteriali i due furono sempre molto uniti e soprattutto condivisero una spiccata passione per l’arte e per il Rinascimento in particolare.
Fu proprio grazie a questo comune interesse che nacque casa Bagatti Valsecchi.

 

LA CASA

I fratelli Bagatti Valsecchi dedicarono gran parte della vita e delle loro risorse al collezionismo di oggetti, mobili, opere d’arte del periodo rinascimentale.
Di collezioni del genere ne esistono varie e di grande valore ma ciò che caratterizza questa  è l’essere stata inserita in un progetto di vita reale.

Verso il 1880 Fausto e Giuseppe decisero infatti di ristrutturare la dimora di famiglia ispirandosi allo stile del 500 lombardo; dire ispirarsi è forse riduttivo perché la loro passione e il loro entusiasmo li portarono a ricreare in tutto e per tutto una residenza del quell’epoca.
La loro disponibilità economica gli consentì di viaggiare in Italia e all’estero alla ricerca di ogni genere di pezzo che contribuisse a ricreare quel particolare stile nella propria abitazione; e ciò che non trovarono fecero costruire e riprodurre da abili artigiani traendo ispirazione da dipinti e libri del tempo.
Una ricerca compulsiva, forse un po’ folle, in grado però di produrre un risultato davvero sorprendente.

Lo scrittoio

Foto di Ruggero Longoni per Museo Bagatti Valsecchi

Ma ad essere unico è l’intento e lo spirito di questa collezione: non una semplice raccolta di preziosi e ricercati oggetti da esporre bensì da vivere ogni giorno.
La casa stessa è una collezione museale e gli oggetti che ne fanno parte acquistano un sapore del tutto particolare perché non vengono “messi in mostra” ma vengono vissuti e inseriti nella realtà quotidiana di una famiglia dell’ottocento.

All’interno delle 20 stanze che compongono il piano nobile di palazzo Bagatti Valsecchi troverete dunque un numero impressionante di oggetti e opere d’arte ma pochissimi sono chiusi dentro una fredda vetrina o ordinatamente allineati su uno scaffale.
Questi oggetti sono gli arredi e i complementi della loro casa e, in quanto tali, utilizzati come oggetti d’uso comune.

I magnifici camini, le tappezzerie (disegnate e realizzate a mano per adattarsi alle pareti della casa), i lampadari, i dipinti e gli affreschi, le sedute, i letti, i mobili: tutto è stato appositamente reperito, scelto o creato per arredare un punto specifico della casa.

Il grande camino del salone di Museo Bagatti Valsecchi

Foto di Ruggero Longoni per Museo Bagatti Valsecchi

E i due fratelli, oltre a voler vivere in un’opera d’arte, desideravano anche usufruire delle comodità e delle tecnologie del tempo, quali acqua corrente ed elettricità, e per questo federo modificare e personalizzare alcuni elementi per adattarli al loro tempo, creando così una perfetta sintesi tra arte e praticità, tra storia e modernità.

Non voglio raccontarvi troppo  per lasciarvi il piacere della scoperta. Solo un’anticipazione: nel bagno troverete alcune di queste opere d’ingegno!

 

VISITARE IL MUSEO BAGATTI VALSECCHI

Il museo è visitabile dal martedì alla domenica solo in orario pomeridiano (dalle 13.00 alle 17.45).
Sono disponibili visite guidate di gruppo e visite individuali.
In questo caso viene offerta gratuitamente un’audioguida e accompagnati dalla voce di Pietro Fausto Bagatti, erede di famiglia, gli “ospiti” saranno guidati nella scoperta della casa e dei suoi proprietari.

Essendo un’appassionata di tecnologia vi segnalo anche l’app del museo attraverso cui potrete fare un piacevole e dettagliato tour virtuale nella dimora storica.
L’ho appena scaricata e l’ho trovata davvero ben fatta.

L’ingresso al museo costa 9€ con una riduzione a 6€ per studenti universitari e over 65; il mercoledì l’ingresso è ridotto per tutti i visitatori.
È possibile acquistare i biglietti al museo o sul sito istituzionale con una maggiorazione di prevendita di 1,5€.

L'ingresso al piano nobile del Museo Bagatti Valsecchi

Foto di Ruggero Longoni per Museo Bagatti Valsecchi

 

IL CIRCUITO DELLE CASE MUSEO MILANESI

Il Museo Bagatti Valsecchi fa parte del Circuito delle Case Museo Milanesi.
Nato nel 2008, il circuito riunisce altre tre case, Casa Boschi di Stefano, Villa Necchi Campiglio e il Museo Poldi Pezzoli, con la finalità di far conoscere al pubblico il patrimonio culturale cittadino attraverso i suoi protagonisti.

È possibile acquistare un biglietto cumulativo che comprende la visita alle quattro case museo al prezzo speciale di 20€ a persona. Tranquilli, non dovrete correre: il biglietto ha un anno di validità!

 

GLI EVENTI DEL MUSEO BAGATTI VALSECCHI

Il museo è una vera e propria fucina di idee, iniziative ed eventi volti ad animare le stanze della residenza.
Proprio ieri in occasione di Halloween si è tenuta “Visita nelle tenebre”, una visita guidata notturna alla scoperta degli ambienti e delle collezioni più particolari e un po’ macabre dei fratelli.

Vengono poi organizzate visite teatralizzate, aperitivi, brunch, concerti e laboratori.
Per essere sempre aggiornati sulle novità consultate la pagina facebook del museo e quella di Speechati, il ramo giovani dell’Associazione Amici del Museo Bagatti Valsecchi.

Casa Bagatti Valsecchi ospita inoltre diverse mostre i cui pezzi vengono inseriti e integrati negli ambienti domestici.
Attualmente segnalo la splendida mostra di Jacques Henri Lartigue che in 33 scatti fotografici immortala scene di vita quotidiana della Belle Époque francese, per me uno dei periodi più intriganti del ‘900 oltre che un felice parallelo con la vita e l’epoca dei fratelli Bagatti Valsecchi.

Visite teatralizzate al Museo Bagatti Valsecchi

Visite teatralizzate organizzate in collaborazione con l’Associazione culturale Damatrà

 

PERCHÉ MI È PIACIUTO

Appena ho varcato la soglia del museo Benedetta Marchesi, la responsabile comunicazione del museo, ci ha detto che l’intento della Fondazione è quello di continuare a far vivere la casa, nel rispetto dell’intento primario dei due fratelli.

Io credo che ci siano riusciti e ciò che ho davvero apprezzato è proprio l’intima e accogliente atmosfera che si respira tra queste storiche mura.
Certo, ad una prima impressione l’opulenza degli arredi e delle decorazioni mette un po’ in soggezione il visitatore d’oggi abituato ad abitazioni molto semplici o minimal – per essere chic – ma qui ancora si percepisce lo spirito dei proprietari, l’amore e la cura per la propria casa e per i propri ospiti.

È facile immaginare Fausto seduto di fronte al camino, il grande tavolo da pranzo imbandito per gli ospiti, i bambini di Giuseppe correre tra i corridoi e Nicoletta riposare nel suo lussuosissimo letto; dietro alla definizione di museo qui si respira aria di casa.

la camera da letto di Giuseppe Bagatti Valsecchi

Foto di Ruggero Longoni per Museo Bagatti Valsecchi

 

IL CONSIGLIO DI TI CHIAMO QUANDO TORNO

Se dopo questa visita voleste proseguire la vostra esperienza nella Milano bene fate una passeggiata nelle vie del quadrilatero. Accanto alle vetrine dei negozi incontrerete altri edifici storici, molti dei quali aperti al pubblico; sbirciate i magnifici cortili che si celano dietro ai portoni e soffermatevi nelle botteghe storiche della zona, come la Pasticceria Cova o il Salumaio di Monte Napoleone, ospitato proprio nell’elegante contesto di Palazzo Bagatti Valsecchi.

Spero di avervi fatto scoprire un nuova cosa da vedere a Milano, fuori dai soliti circuiti turistici, perché il fascino e la bellezza della città non sono immediatamente evidenti ma vanno scoperte passo dopo passo.

Buon viaggio!

 

 

6 Comments
  • Paola
    Inserito il 10:55h, 01 dicembre Rispondi

    Adoro scoprire musei meno conosciuti dietro l’angolo, specialmente se così interessanti come questo. Mi ha fatto venire in mente la casa di Jim Thompson a Bangkok, un altro periodo e un altro stile, ma nata dalla stessa passione per vivere l’arte nel quotidiano.

    • Federica
      Inserito il 19:20h, 01 dicembre Rispondi

      È vero, di musei ce ne sono tantissimi, ma quelli nati dal ricordo e dalla passione hanno un fascino speciale!

  • Dani
    Inserito il 16:06h, 15 dicembre Rispondi

    Non lo conoscevo. Grazie per la dritta!

    • Federica
      Inserito il 20:05h, 15 dicembre Rispondi

      Figurati, e se ha bambini fanno anche moltissime visite proprio dedicate a loro!

  • Tanja
    Inserito il 21:30h, 17 dicembre Rispondi

    Wow, sono di Milano eppure non lo conoscevo… vergogna!! Ci andrò sicuramente! Grazie

    • Federica
      Inserito il 19:01h, 19 dicembre Rispondi

      Tanja anche io l’ho conosciuto per caso e sono felice di averne avuto l’occasione. E poi adoro quando la mia città mi riserva certe sorprese 🙂

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