Itinerario sulla Côte d’Emeraude

Itinerario sulla Côte d’Emeraude: da Moncontour a l’Île De Bréhat

Itinerario sulla Côte d’Emeraude, alla scoperta di due Petite Cité de Caractère, Moncontour e Quintin, e di luoghi in cui la natura domina incontrastata, l’Île De Bréhat e le Sillon de Talbert.


Itinerario sulla Côte d’Emeraude

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7° GIORNO –  11 AGOSTO

Prosegue il nostro itinerario in auto sulla Côte d’Emeraude che oggi ci riporterà nell’entroterra, alla volta di Moncontour e Quintin per tornare poi sulla costa e visitare la paradisiaca Île De Bréhat.

Per la prima volta dall’inizio della vacanza il nostro piano subirà un intoppo dovuto alla grande quantità di turisti che affollano la Bretagna in agosto. Nulla di grave comunque, sarà comunque un’altra splendida giornata!

 

MONCONTOUR

Moncontour è un piccolo borgo medievale arroccato su una collina e circondato da mura. Il fulcro della città è la Place de Penthièvre, su cui domina l’église Saint-Mathurin di cui vale la pena dare un’occhiata alle belle vetrate cinquecentesche.

piazza di Moncontour

La piazza di Moncontour

L’idea era di fare colazione in un ambiente suggestivo ma purtroppo non ci sono molte caffetterie quindi ci accontentiamo di due succulenti croissant presi una boulangerie del paese che mangiamo passeggiando qua e là.
Qui non ci sono particolari “attrazioni” ma è piacevole passeggiare tra le stradine di Moncontour per ammirare le belle case seicentesche e le caratteristiche insegne in ferro battuto dei negozi che rappresentano l’attività commerciale.

Tempo di visita consigliato: 1 ora

Le insegne dei negozi di Moncontour

Le insegne dei negozi

 

QUINTIN

Annoverata tra le Petite Cité de Caractère, Quintin è una cittadina medievale che deve la sua fortuna all’industria e al commercio del lino, che qui veniva lavorato con tale maestria da essere esportato fin nelle Americhe.

La piazza del municipio di Quintin

La piazza del municipio di Quintin

Per le strade di Quintin si incontrano delle belle residenze d’epoca in granito con le tipiche finestre dalle persiane colorate e ornate da cascate di fiori; fate un salto anche nel tranquillo parco a pochi passi dal municipio e alla basilica Notre Dame che custodisce una reliquia della cintura della Vergine.

Ma la vera attrazione di questa cittadina è il suo antico castello, ancora oggi abitato dalla famiglia Bagneux, proprietaria sin dal 13° secolo. È possibile partecipare alla visita guidata dei giardini e degli interni, ancora arredati, e visitare la mostra sulle “Arti della tavola” al prezzo di 6€.
Purtroppo la nostra prossima tappa ci attende ma voi non perdetevi la visita!

Tempo di visita consigliato: 2 o 3 ore

ÎLE DE BRÉHAT

Questo arcipelago di piccoli isolotti è un piccolo pezzo di paradiso in cui la natura regna sovrana.

Sull’isola la presenza dell’uomo è davvero marginale: i suoi abitanti sono pochissimi e sono vietate persino le automobili.
Le uniche tracce di “civiltà” sono la piccola cittadina di Bréhat, i due fari, la cappella di Saint Michel, un piccolo porto e la Goareva, un antico forte.
I veri abitanti dell’isola sono gli uccelli marini e i fiori che crescono rigogliosi grazie al microclima creato dalle correnti del Golfo.
Proprio per l’incredibile quantità di fiori che colorano l’isola, tra cui anche l’agapanto – una pianta originaria dell’Africa meridionale – l’arcipelago è anche conosciuto come “l’isola dei fiori”.

Ile de Bréhat

Vista sull’Ile de Bréhat. Foto di Emmanuel Berthler

Purtroppo la pace e la bellezza di questo luogo idilliaco sono disturbate dalle migliaia di turisti che la prendono d’assalto o che perlomeno ci provano, come noi!

L’isola si raggiunge facilmente in traghetto, in partenza circa ogni mezz’ora da Point de l’Arcouest, a pochi km da Paimpol, e la corsa dura circa 10 minuti; il problema è dove lasciare la macchina. Ci sono diversi parcheggi molto grandi ma trovare un posto non è un’impresa semplice: ci sono macchine abbarbicate, più che parcheggiate, nei modi più impensati già 3 km prima dell’imbarcadero.
Scoraggiati dalla moltitudine di turisti decidiamo a malincuore di rinunciare a visitare l’isola; non vedevo l’ora di arrivare su quest’isola ma, come spesso accade, quando si hanno grandi aspettative si rischiano delusioni altrettanto grandi!

Informazioni pratiche: Come tutti i luoghi molto turistici i prezzi sono abbastanza alti: spenderete 6€ per il parcheggio, 10€ per il traghetto e circa 13€ per il noleggio delle biciclette sull’isola, unico mezzo di locomozione consentito sull’isola.

Tempo di visita consigliato: minino mezza giornata, meglio una intera.

PAIMPOL

Un po’ delusi ma in anticipo sulla tabella di marcia ci dirigiamo a Paimpol, dove  abbiamo prenotato un hotel per la notte.

Paimpol è una piccola cittadina affacciata sul mare, il cui fulcro è il porto su cui si affacciano numerosi ristoranti; è carina ma non è una tappa fondamentale del viaggio. È però un’ottima base di partenza se si desidera visitare l’Île de Bréhat e altri due luoghi di grande fascino che visitiamo approfittando del pomeriggio libero.

Sillon de Talbert
Situata a 15km da Paimpol, è una sottile lingua di sabbia lunga circa 3 km creata dalle correnti opposte dei fiumi Trieux e Jaudy.

Le Sillon de Talbert

I due versanti della lingua di sabbia con la bassa marea

Con l’alta marea passeggiare qui deve essere davvero suggestivo perché si ha la sensazione di camminare a pelo d’acqua ma anche  con la bassa marea l’effetto è molto affascinate anche se meno forte. Qui si respira un’atmosfera quasi surreale in cui domina il silenzio interrotto solo dal soffio del vento e dal fruscio dell’erba. Questo luogo incute un senso di rispetto e credo che la stessa sensazione l’abbiano avuta anche le poche persone che abbiamo incontrato e che camminavano silenziosi e ssorti come noi.
Sulla sinistra troverete il mare punteggiato di rocce, che con la bassa marea sono completamente scoperte, mentre sulla destra si crea un’insenatura paludosa che oggi era un rigoglioso campo verde.
Un forte vento sferza costantemente la vegetazione, composta prevalentemente da lunghi steli d’erba, cardi blu e cavoli.

Le Sillon de Talbert

Eccomi imbacuccata per ripararmi dal vento

Abbaye Maritime de Beauport
Questa abbazia del 1200 è uno dei luoghi più romantici che ho trovato qui in Bretagna. Di questo grande centro religioso oggi rimangono solo le vestigia e forse è proprio il suo aspetto decadente a renderla così affascinate.

Abbazia de Beauport

Le vestigia dell’abbazia

Posizionata su un’altura, l’abbazia domina sul mare e sui campi che la circondano.
È possibile partecipare a una visita guidata che vi condurrà in ciò che resta della sala capitolare, dei chiostri e del refettorio. Noi ci siamo limitati ad ammirarla dall’esterno ma vi assicuro che anche così è davvero un luogo incantevole.

Informazioni pratiche: il biglietto di ingresso costa 6€

Tempo di visita consigliato: 1 ora per godersi un po’ della pace che si respira in questo luogo.

Interni Abbazia de Beauport

Una sbirciatina dell’interno

DOVE DORMIRE A PAIMPOL

Nonostante abbia prenotato con grande anticipo gli hotel rimasti liberi in questa cittadina erano pochi e soprattutto un po’ squallidini.
Alla fine ho optato per l’Hotel de la Marne, non centralissimo ma comodo perché offre anche il parcheggio privato.
Le camere sono arredate con semplicità ma sono molto spaziose così come il bagno; uniche pecche il letto alla francese e la vasca da bagno invece della doccia.
Il personale, gentile e disponibile, gestisce anche il ristorante al pian terreno, di cui ho letto ottime recensioni ma che non abbiamo provato.

hotel de la marne paimpol

Per cena ci siamo spostati nel centro, vicino al porto, dove abbiamo scovato La Vieille Tour, un ristorantino molto carino.
È un locale abbastanza elegante e per niente turistico tanto che ci hanno fatto festa perchè non vedono mai italiani!
Abbiamo ordinato piatti a base di pesce: un hamburger di granchio e una tartare di tonno al mango, due secondi (due pesci di cui non ricordo il nome) e due dolci.
Offerti dal ristorante anche delle amouse bouche e una piccola degustazione di dolci. La carta dei vini è un po’ costosa e per questo ci siamo limitati a una mezza bottiglia di vino bianco in due. Il tutto per 44€ a testa. È stata la cena più cara di tutto il viaggio ma se avete voglia di regalarvi una cena particolare ve lo consiglio!

 

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