Itinerario tra i passi svizzeri

Itinerario passi Svizzeri - Nufenenpass

Itinerario tra i passi svizzeri

Uno spettacolare itinerario tra i passi svizzeri: dal Simplonpass, passando dal Grimselpass e il Furkapass, per arrivare fino alle cascate del Lauterbrunnen e tornare fino al Nufenenpass.


In questa pandemica estate viaggiare mi è mancato come l’aria, e la voglia di un viaggio, anche piccolo, comincia a farsi pressante. E così, qualche sera fa, prima di prendere sonno, ho iniziato a rimuginare. Pensa e ripensa, mi è venuta in mente la Svizzera che, dalla Valle Vigezzo in cui sono ora, è a un tiro di schioppo.
Si dice che la notte porti consiglio e infatti, l’indomani mattina, in 3 ore di orologio, ho messo in piedi un mini road trip tra i passi svizzeri che mi ha regalato delle emozioni intense e inaspettate, che ora voglio condividere con voi!

Abbiamo percorso alcune delle strade panoramiche più belle d’Europa, circondati da paesaggi che commuovono per la loro bellezza, immersi in una natura che mostra ancora tutta la sua potenza e, a tratti, anche la sua fragilità. L’acqua è l’elemento che mi ha guidata nella pianificazione dell’itinerario: il Rodano che scorre nella valle, impressionanti ghiacciai a fare da sfondo, bacini artificiali cinti da mastodontiche dighe, laghi glaciali, fragorose cascate e gole profonde scavate nella montagna.

Curiosi? Allora allacciate le cinture, prendetevi una Xamamina (le curve saranno tante) e partiamo insieme per questo itinerario tra i passi svizzeri che si dipanerà tra il Canton Vallese e quello Bernese.

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Il nostro itinerario tra i passi svizzeri

 

Il Simplonpass

La prima tappa del nostro road trip tra i passi svizzeri è il Passo del Sempione, che si incontra poco dopo il confine di Stato.
Si trova nel Canton Vallese, a 2005 m. s.l.m. e segna il confine tra le Alpi Pennine e le Alpi Lepontine, collegando la Val d’Ossola (da cui proveniamo) con la Valle del Rodano.
Ci passiamo senza fermarci, perché ci aspetta molta strada, ma è un punto molto affascinante da cui si diramano diversi percorsi escursionistici.

La grande aquila in granito e l’Ospizio del Sempione sono i due punti più iconici.
L’aquila, alta ben 8 metri, fu realizzata durante la seconda guerra mondiale dalla 11ª brigata alpina dell’esercito svizzero come simbolo della fierezza e indipendenza del popolo svizzero. L’ospizio risale, invece, agli inizi dell’Ottocento, e fu costruito dai canonici del Gran San Bernardo.
Anticamente il passo era battuto solo da mercenari e contrabbandieri, a causa della difficoltà di passaggio. Nel XVII secolo, grazie al mercante von Stockalper, fu approntata una strada per consentire il trasporto delle merci dal Mediterraneo. La “Via Stockalper”, lunga 35 km. è ancora esistente ed è un interessante itinerario escursionistico da fare, però, in più giorni.
Poi arrivò Napoleone che, per questioni strategico-militari, fece costruire la Kaiserstrasse, la prima strada di valico percorribile per i veicoli: un’opera incredibile per l’epoca!

Oggi, quella del Sempione, è una strada panoramica di grande fascino, che attraversa paesaggi molto suggestivi.
Durante il primo tratto, partendo dall’Italia, sarete circondati da alte e ripide pareti di roccia tra le quali si snoda la strada: è la parte vicina a Trasquera e alle gole di Gondo. Poi il paesaggio si aprirà e incontrerete i primi paesi, come Gabi e Simplon Dorf, caratterizzati da edifici bianchi con i tetti in lastre di pietra che ricordano lo stile italiano. Proseguendo attraverserete anche il ponte di Ganter, poco prima di Briga, che vanta la più grande campata della Svizzera.

 

La valle del Rodano

Una volta superata la città di Briga, vi ritroverete nella splendida valle del Rodano.
Chissà perché, lo immaginavo un fiume colossale e invece mi sbagliavo! Però ha un bellissimo colore azzurro, dovuto alla sua origine glaciale.

Percorrendo la strada che attraversa la valle del Rodano sarete circondati da dolci pendii e da prati e pascoli di un verde così intenso da sembrare finti. Ora che la natura comincia a entrare in letargo, qui è ancora incredibilmente rigogliosa, merito forse degli impianti di irrigazione che spruzzano acqua anche sulle cime dei bricchi!
Oltre al verde e alle mucche, a farvi capire che siete in Svizzera saranno i paesini che incontrerete lungo la strada. Sono un vero incanto: baite in legno scurissimo, persiane colorate alle finestre e un’esplosione di gerani! Gli svizzeri hanno decisamente il pollice verde.
Tempo permettendo, fermatevi a visitarne qualcuno perché incarnano alla perfezione lo stereotipo (in senso positivo) della Svizzera.

 

Il Grimselpass e i suoi laghi

Una volta superata la cittadina di Obergroms, il paesaggio cambia nuovamente e inizia il vero divertimento.
L’ampia vallata e le verdi distese lasciano il posto a pareti di roccia e boschi di conifere, la strada si stringe e si inizia a salire in quota.
Il tratto più emozionante è il passaggio sotto una brevissima galleria scavata nella roccia, superata la quale avrete una vista meravigliosa sul colle e sulla strada che conduce al passo del Grimsel.
Definire questo percorso “panoramico” è riduttivo: lascia letteralmente a bocca aperta!
La strada forma una lunga serpentina che, da lontano, ricorda i muretti a secco. Avvicinandosi si notano meglio le curve, che creano delle terrazze sulla montagna.

Oltre il guardrail la meraviglia. Ai vostri piedi la valle del Rodano, solcata dalle sue acque azzurre e circondata dalle montagne. Davanti, lo sguardo spazia su un’altra altura, anch’essa ricamata da un nastro di asfalto grigio che conduce al passo della Furka e al ghiacciaio del Rodano.
La carreggiata è ampia e in perfette condizioni (d’altronde siamo in Svizzera!) e sono presenti numerosi aree per la sosta delle auto e delle moto che consentono di fermarsi in sicurezza per ammirare il paesaggio circostante.

 

Alla fine dei tornanti, proprio sul confine tra il Cantone Vallese e quello Bernese, si incontra il Totensee, il lago dei Morti, su cui affaccia un candido edificio dalle persiane azzurre (è il Grimselpass Hotel, l’albergo in cui avrei voluto dormire io! Ve ne parlerò dopo.)
Ma il vero spettacolo arriva qualche curva dopo, superato il valico a 2.165 m. s.l.m., quando i vostri occhi incontreranno il Greemselsee e il Räterichsbodensee, due bacini artificiali di un azzurro smunto, denso e lattiginoso, incorniciato nella roccia chiara e rugosa delle montagne.
Tra i due laghi, spunta solitario uno sperone di roccia, chiamato Nollen (1.980 m.), su cui si trova il Grimsel Hospiz, uno storico hotel dove un tempo si incontravano i commercianti svizzeri e piemontesi per scambiarsi formaggi e altri beni.
Per quanto mi riguarda questo spettacolo, da solo, vale il viaggio!

Anche qui c’è un’ampia area di sosta dove potrete lasciare la vostra auto e gustarvi un pranzo al sacco con vista.
Lo spettacolo continua proseguendo sulla strada che ricomincia a scendere: giratevi a osservare i mastodontici coronamenti delle dighe!

 

Iseltwald, l’incantevole cittadina sul lago di Brienz

Lasciamo i passi svizzeri, per inoltrarci nell’Oberland Bernese fino al lago di Brienz, che si distende accanto alla cittadina di Interlaken.
La nostra meta è Iseltwald, uno di quei paesini svizzeri che rimangono impressi nella mente.
Si affaccia direttamente sull’acqua e il suo simbolo è il castello di Seeburg, una residenza privata da mille e una notte, ubicato su una lingua di terra che forma una piccola penisola.
Non ci sono particolari attrazioni da visitare, ma Iseltwald è un vero incanto e vale la pena fermarsi qui anche solo per passeggiare sul lungolago, ammirando gli chalet in legno e i giardini fioriti.

Noi ci fermiamo solo per il pranzo, concedendoci una breve passeggiata subito dopo. Se il tempo ve lo consente, regalatevi una crociera sul Lötscherg, un battello a vapore del 1914 che vi farà fare il giro del lago (ci si imbarca nella vicina città di Brienz o di Interlaken)

 

Le cascate del Lauterbrunnen

Dopo questa veloce, ma suggestiva sosta, proseguiamo verso la valle di Lauterbrunnen, a sud di Interlaken, nella spettacolare regione dello Jungfrau.
Questa zona è famosa per le sue cascate, che sono ben 72. Ne visitiamo una molto particolare, la Trümmelbachfälle, l’unica cascata di origine glaciale d’Europa.

Le acque della cascata originano da tre ghiacciai – l’Eiger, il Mönch e lo Jungfrau – e scorrono all’interno della montagna, erodendone le pareti e creando delle gole e finestre naturali.
È possibile ammirarle grazie a un ascensore che passa in un tunnel scavato nella roccia e a un sistema di passerelle e ponti da cui si intravede il passaggio dell’acqua. È uno spettacolo per la vista, ma soprattutto per le orecchie. È proprio il rumore assordante dell’acqua a sorprendere maggiormente: pensate che in estate scorrono circa 20.000 litri al secondo!

Lasciata la Trümmelbachfälle, ci infiliamo di corsa in macchina per visitare un’altra meraviglia della natura. Prima, però, ci fermiamo lungo il tragitto a fare una foto al volo alla Staubbachfälle, la terza più alta cascata a caduta libera della Svizzera, le cui acque precipitano da un salto di ben 300 m.
È bellissima e particolare e, se ne avrete la possibilità, ritagliatevi del tempo per percorrere il sentiero ai piedi della parete di roccia e ammirarla da vicino.

Info e prezzi su Trümmelbachfälle

 

Le Gole dell’Aare

A ben due minuti dalla chiusura della biglietteria, riusciamo a visitare un luogo degno del più avvincente film di Indiana Jones.  Si tratta delle Aareschlucht, le Gole dell’Aare, un fiume che scorre nella valle dell’Hasli, le cui acque hanno scavato una lunga gola nella formazione rocciosa che separa l’alta, dalla bassa valle.
Questa impressionante gola, lunga ben 1.400 m. e profonda 200 m., è accessibile da oltre un secolo grazie ad un sistema di passerelle e tunnel che consentono di esplorarla in sicurezza.

È un’esperienza meravigliosa, che mi ha incredibilmente entusiasmata e che vi consiglio di non perdere. Una volta percorsa la passerella potrete fare il percorso a ritroso per tornare alla vostra auto, oppure prendere un trenino gratuito che riporta al punto di accesso iniziale. Noi abbiamo deciso di tornare a piedi perché è troppo bella!

Stanchi e felici ci dirigiamo verso il nostro hotel a Oberwald, ripercorrendo il passo del Grimsel che, al tramonto, è ancora più emozionante che al mattino.

Info e prezzi su Aareschlucht 

 

Oberwald e il Toni’s Ski Museum

Oberwald è un microscopico paese, rientrato nel nostro itinerario solo per questioni logistiche: qui abbiamo trovato l’Hotel Furka, l’unico con camere disponibili in tutta la zona!
Date le sue dimensioni, non ha molto da offrire, ma è comunque molto carino e caratteristico e, soprattutto, nasconde una vera chicca!
Qui si trova, infatti, un piccolo museo che, da solo, vale una sosta a Oberwald: il Toni’s Ski Museum!
Si tratta di una tradizionale baita che ospita una ricchissima collezione di oggetti d’epoca: mobili, vestiti, scarpe, materiale scolastico, giocattoli e utensili da cucina, tutti risalenti al secolo scorso.
Ancor più sorprendente è il piano superiore della baita, che raccoglie una collezione di oltre 1.200 sci!
Tutti gli sci riportano un cartellino con la data di produzione e alcuni risalgono addirittura al 1800! Il più antico paio è del 1896, ed è realizzato in legno di frassino con attacchi in pelle e racchette in legno di bambù.
Questo inestimabile tesoro appartiene a Toni Hischier, uno sciatore nato proprio ad Oberwald, e a sua moglie Katharina, che lo aiuta nella ricerca di questi preziosi oggetti.
Il museo è gratuito e la cura e passione con cui è tenuto scalda il cuore. Fateci un salto e ve ne accorgerete anche voi!

 

Il passo della Furka

Alle 9.00 del mattino rimontiamo in macchina, in direzione del passo della Furka, confine tra il Canton Vallese e quello di Uri.
Passiamo di nuovo dalla piccola galleria di cui vi parlavo all’inizio, dietro cui si staglia il passo del Grimsel, ma questa volta giriamo destra, per imboccare la strada altrettanto panoramica che porta al valico.

Anche qui il percorso è spettacolare e la strada costituisce da sola un’attrazione da visitare almeno una volta nella vita. Vi basti pensare che qui è stato girato un inseguimento del film Goldfinger, con il mitico James bond che, a bordo della sua Aston Martin, sfrecciava su queste sinuose curve.
Noi ci siamo fermati un po’ prima del valico vero e proprio, quindi non so dirvi cosa ci sia sul cocuzzolo della montagna!

 

Il ghiacciaio del Rodano e la grotta di ghiaccio

A farci fermare, e dimenticare di proseguire oltre, è stato il Ghiacciaio del Rodano, un altro luogo che commuove per bellezza e imponenza.

Il Rhonegletscher è ben visibile dalla strada, ma per ammirarlo in tutto il suo splendore vi consiglio di acquistare il biglietto per la Eisgrotte, una grotta scavata nel ghiaccio. In questo modo potrete arrivare ai piedi del ghiacciaio e sarete immersi in un paesaggio lunare.
Le acque disciolte creano un lago immobile, di un verde salvia lattiginoso, circondato da rocce chiare, dalle forme morbide e levigate. Uno stretto passaggio (ricoperto da teli bianchi che ne rallentano lo scioglimento) conduce alla grotta, un tunnel dalle pareti di spesso ghiaccio azzurro. Un percorso breve, ma emozionante.
Il ghiacciaio si è drammaticamente ritirato negli ultimi anni a causa del riscaldamento climatico, ma è comunque spettacolare.
I più sportivi potranno anche organizzare un trekking sul ghiacciaio: dev’essere un’esperienza indimenticabile!

Info e prezzi su Eisgrotte

 

Il Griessese e il ghiacciaio del Gries

La tappa successiva ci porta ad un altro lago, il Griessee, ubicato a breve distanza dal passo della Novena.
Si tratta di un altro bacino artificiale, posto a 2386 m. s.l.m., le cui acque, originate dal ghiacciaio del Gries, vengono raccolte da una diga costruita nel 1965.
Il lago è raggiungibile in auto, percorrendo la strada del Nufenenpass. Dall’area di sosta parte una semplice passeggiata a piedi di circa 2 km che, purtroppo, troviamo boccata a causa di una frana. Molte persone, a piedi o in bicicletta, proseguono comunque in barba ai divieti, ma noi preferiamo fermarci e smentire la fama da italiani furbetti e menefreghisti che ci attribuiscono spesso!

Con la coda tra le gambe, decidiamo di raggiungere il valico per vedere il panorama. Il Passo della Novena segna il confine tra il Canton Vallese e il Canton Ticino e da quassù la vista sulle montagne lascia senza fiato. Riusciamo anche a vedere in lontananza il ghiacciaio del Gries… Si fa quel che si può!

 

Münster e i villaggi vallesi

Da qui ridiscendiamo nella valle del Rodano e riprendiamo la strada di casa fermandoci per una breve sosta a Münster, uno dei paesini di cui mi ero innamorata all’andata.
Qui avrete modo di vedere le Gommer Häuser, le tradizionali abitazioni del vallese. Si caratterizzano per il colore bruno del legno con cui sono costruite (il frassino, che si scurisce al sole) e per la particolare forma a palafitta, ideata per evitare che i topi raggiungessero il piano abitato.
Un altro elemento tipico di questi piccoli villaggi vallesi sono le chiese dalle pareti bianche che spiccano tra il legno scuro delle abitazioni.

 

Il Goms Bridge: il ponte sospeso sul Rodano

Ultimissima tappa del nostro itinerario tra i passi svizzeri è Fürgangen, dove ho scoperto l’esistenza di un ponte sospeso sul Rodano.
Il ponte è stato inaugurato nel 2015 e, con i suoi 280 m. di lunghezza, collega Fürgangen al paesino di Mühlebach.
Incurante delle mie vertigini, lo percorro con le gambe tremolanti ed è molto emozionante. Sotto ai piedi lo strapiombo è di 92 m. e, a causa del vento e del passaggio delle altre persone, il ponte oscilla parecchio, dando la sensazione di essere in barca!
Noi ci fermiamo solo per una manciata di minuti, ma sappiate che da qui parte anche un’interessante escursione ad anello di circa 5 km.

Dopo quest’ultimo momento di brivido rimontiamo in macchina, direzione Italia: è stato un viaggio breve, ma davvero intenso e spettacolare. Spero vi sia piaciuto!


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