Chenonceau, il “castello delle dame”

Il castello di Chenonceau dalla sponda del fiume

Chenonceau, il “castello delle dame”

Il castello di Chenonceau è uno dei più iconici e amati della regione della Loira: romantico e raffinato, fu la dimora di donne affascinanti, intelligenti e potenti.


In questo post troverete un approfondimento sulla visita al castello di Chenonceau di cui vi avevo accennato nel precedente post che raccoglie la “collezione” dei 10+1 castelli della Loira che ho visitato durante il mio itinerario.
Di seguito trovate altri post che potranno esservi utili per organizzare il vostro viaggio nella fiabesca Valle della Loira.

La storia al femminile di Chenonceau

Soprannominato il “castello delle dame”, la storia di Chenonceau è indissolubilmente legata a quella delle affascinanti figure femminili che hanno abitato e “guidato” questa elegante dimora.
A costruire il castello di Chenonceau furono Thomas Bohier – segretario delle finanze di re Francesco I – e sua moglie Katherine Bricconet. La coppia fece demolire l’originaria fortezza appartenuta alla famiglia Marques (di cui rimane solo la torre) facendo erigere un palazzo in stile veneziano. La raffinata e sinuosa fisionomia del castello è quindi merito di Katherine che avviò anche i progetti dei giardini.

La seconda padrona di casa fu Diana di Poitiers, che ricevette il castello di Chenonceau in dono dal re Enrico II di cui era amante.
Diana si dedicò con passione al castello apportandovi molte migliorie; a lei si devono anche i giardini che lo circondano e il ponte sullo Cher, tratto distintivo del castello.

Chenonceau tornò ad essere proprietà della corona con Caterina de’ Medici: alla morte del re allontanò la sua rivale Diana (a cui diede in cambio la tenuta di Chaumont-sur-Loire) per installarsi qui durante il periodo della reggenza, preparando il terreno per il figlio re Enrico III. Caterina portò a Chenoncheau un po’ dello stile italiano da lei tanto amato, intervenne sui giardini e fece coprire il ponte di Diana trasformandolo nella scenografica galleria che conosciamo oggi.

 

I quindici anni di regno di Enrico III furono scossi da continue guerre di religione che culminarono con il suo assassinio nel 1589; morto senza eredi, con lui si estinse la dinastia dei Valois a cui seguì quella dei Borbone. Chenonceau rimase così nelle mani della moglie Luisa di Lorena, che lo aveva ereditato dalla suocera Caterina.
Il loro fu un matrimonio morganatico (una particolare forma di matrimonio che si contraeva tra persone di rango molto diverso come nel loro caso, Enrico re e Luisa semplice nobile di un ramo cadetto dei Guisa) che non prevedeva il trasferimento dei titoli e dei privilegi del marito alla moglie, la povera Luisa quindi, rimasta vedova e senza averi, si ritrovò a trascorrere a Chenonceau ben undici anni della sua vita durante i quali portò il lutto bianco delle regine che le valse il soprannome di Regina Bianca. Non avendo alcuna disponibilità economica non apportò migliorie al castello e, anzi, essendo molto pia, trasformò la soffitta in un convento di monache di clausura. Con lei si concluse la storia reale del castello.

Nel 1706 Chenonceau passò nelle mani di Louise Dupin, figura centrale del periodo illuminista: con lei Chenonceau tornò a brillare divenendo il salotto preferito dai più fini intellettuali dell’epoca. Grazie alle sue conoscenze altolocate il castello si salvò dal distruttivo periodo della Rivoluzione.
Nel 1864 Chenonceau fu acquistato dalla ricca Marguerite Pelouze, proveniente dalla borghesia industriale, che lo restaurò cercando di ripristinare l’impronta stilistica che le aveva dato Diana de Poitiers.
Dopo vari passaggi di proprietà il castello fu acquistato dal senatore Menier. Le atrocità della Grande Guerra spinsero il senatore a trasformare il castello, e la galleria in particolare, in un ospedale che venne gestito dalla nuora Simonne Menier. Durante la Seconda Guerra Mondiale invece, la coraggiosa Simonne sfruttò la strategica posizione del castello (lo Cher segnava il confine tra i territori occupati e la zona franca sull’altra riva), per far fuggire molte persone attraverso la sontuosa Galleria Medici.

 

Visitare il castello di Chenonceau

Il castello di Chenonceau affascina per la sua storia ma a renderlo il più amato e fotografato della Loira sono la sinuosa architettura – da cui traspare un non so che di femminile – e la particolare posizione, a cavallo del fiume.
Tra i castelli della Loira è sicuramente uno dei più romantici, fiabeschi e fotogenici e quindi anche uno dei più affollati.
Durante il mio viaggio ho visitato undici castelli ma Chenonceau è stato l’unico a farmi saltare i nervi: fare fotografie è stato snervante (infatti ne ho fatte pochissime!) perchè ad ogni click si materializzavano davanti all’obbiettivo facce, teste o schiene di sconosciuti e nelle stanze più piccole o particolari (come le meravigliose cucine) si doveva sgomitare per muoversi senza mai riuscire ad avere una visione d’insieme.
Non visitarlo sarebbe però un delitto quindi andateci, ma entrate preparati e magari sorseggiate prima qualche litro di fiori di Bach!

I giardini del castello di Chenonceau

I giardini di Chenoncheau sono meravigliosi e molto grandi e la visita del castello comincia proprio da qui, quindi eccoli in ordine di “comparizione”.
Lasciata l’auto nel grande parcheggio (gratuito) si percorre un lungo e suggestivo viale alberato ai lati del quale si estende il grande parco; più o meno a metà del viale troverete due sentieri laterali.
Quello alla vostra sinistra conduce ad un grande labirinto circolare che però non abbiamo visitato, impazienti di entrare al castello. A volerlo fu Caterina de’ Medici ed è realizzato con ben 2000 piante di bosso!
Imboccando il sentiero di destra vi ritroverete invece nell’Orto dei Fiori, il luogo che ho preferito di tutto il castello. L’orto di sviluppa su circa un ettaro di terreno diviso in dodici riquadri in cui sono piantate un centinaio di varietà di fiori (e ortaggi) che vengono utilizzati per decorare le sale del castello.
È un paesaggio molto bucolico e tranquillo che vi consiglio di visitare alla fine del vostro tour come abbiamo fatto noi: i colori dei fiori, il ronzio delle api e il fruscio degli steli di lavanda mossi dal vento vi faranno ritrovare la calma dopo il caos frenetico del castello!
Alle spalle dell’orto si trova la Fattoria, un gruppo di edifici secondari risalenti al XVI secolo che ospitano le scuderie di Caterina, in una delle quali è raccolta una collezione di carrozze. L’edificio al centro del cortile ospita invece l’Atelier floreale dove lavorano i bravissimi fioristi di Chenonceau.

 

Avvicinandosi al castello si incontrano infine il Giardino di Russel Page, un architetto paesaggista i cui progetti e disegni hanno ispirato questo spazio, e il Giardino Verde, un’area in cui crescono delle grandi piante secolari.
Da qui si prosegue verso l’elegante Giardino di Caterina, posto su una terrazza direttamente affacciata sul fiume Cher e circondato da un fossato. Al centro domina una vasca circolare attorno alla quale si sviluppano dei vialetti che delimitano gli appezzamenti verdi ricoperti d’erba e decorati con cespugli di bosso e lavanda.
Sul lato opposto del castello si sviluppa invece il Giardino di Diana, molto più grande di quello di Caterina, anch’esso affacciato su una terrazza sopraelevata che lo protegge dalle piene del fiume. Lo spazio è di forma rettangolare, suddiviso in dodici triangoli erbosi che formano un disegno geometrico, decorati da volute di fiori e rose colorate.

 

Gli interni del castello di Chenonceau

Giunti alla fine del lungo viale alberato mi si para davanti agli occhi il mitico castello di Chenonceau e, nonostante lo avessi visto in centinaia di fotografie, trovarmelo di fronte “in carne e ossa” mi ha fatta sentire euforica.
Un grande cortile quadrato fa da anticamera al castello; lo immaginavo molto più grande ma il bianco accecante del tufo, i tetti di ardesia, i giardini che lo incorniciano e l’acqua blu in cui è completamente immerso lo rendono magnifico. E la cosa che più mi ha stupita è che Chenonceau sembra galleggiare sullo Cher perché le sue fondamenta sono nel letto del fiume e non sulla riva, come pensavo. Un’impresa davvero ardita soprattutto per l’epoca.
Il primo edificio che si incontra è la torre dei Marques, unica testimonianza dell’antico castello della famiglia, di cui non è possibile visitare l’interno.

 

Una volta dentro è possibile acquistare l’audioguida o accontentarsi della brochure illustrativa. Visto il delirio di gente noi abbiamo optato per la seconda opzione!
Il castello si sviluppa su una pianta quadrata distribuita su quattro livelli e ciascun piano presenta un corridoio centrale che dà accesso alle varie stanze.
Gli interni sono molto belli e perfettamente conservati e le sale sono arredate con mobili, arazzi e opere dell’epoca.
Sulle pareti, sui soffitti e sui camini si ritrovano spesso le iniziali dei padroni di casa che nel tempo hanno vissuto a Chenonceau: le due C intrecciate di Caterina de’ Medici, la H e la C di Enrico II e Caterina che insieme compongono la D di Diana (povera Caterina!), le iniziali T.B.K. dei costruttori del castello Thomas Bohier e Katherine Bricconet, la L e la H di Luisa di Lorena ed Enrico III.

Degli illustri padroni di casa sono state ricostruite anche le stanze da letto in cui troneggiano grandi camini, letti a baldacchino e meravigliosi arazzi. La più particolare è quella di Luisa di Lorena, al secondo piano, una stanza molto austera ma al contempo elegante, caratterizzata da pareti nere decorate con i simboli del lutto.
Nei piloni del ponte si trova invece la cucina, una spazio molto grande e perfettamente ammobiliato con gli strumenti dell’epoca ma impossibile da fotografare a causa della quantità di gente che vi si accalca.
E infine si arriva alla Galleria Medici, che emerge dalle acque del fiume Cher; disposta su due livelli e illuminata da 18 finestre, è lunga ben 60 metri e larga 6.
Il piano terra è il più bello e scenografico: un pavimento di tufo e ardesia disposto a scacchiera, luminose pareti bianche decorate con effigi di personaggi storici e una lunga fila di lampadari a bracci sono gli elementi che caratterizzano questa sontuosa sala da balla in cui Caterina organizzava le cerimonie e le feste in onore del figlio Enrico III. Ed è qui che il Senatore Menier, durante la prima Guerra Mondiale, fece allestire l’ospedale per soccorrere i feriti.
Il secondo livello accoglie invece una collezione di arazzi e altri oggetti d’arte.

 

Una cosa che ho adorato di questo castello sono le meravigliose composizioni floreali che decorano le sale, realizzate nell’Atelier floreale con i fiori dell’Orto dei fiori di cui vi parlavo sopra.
Nello shop del castello è disponibile anche un bellissimo libro fotografico che raccoglie le immagini di alcune di queste eleganti creazioni che cambiano continuamente durante il coso dell’anno.

 

La Galleria delle Cupole

Terminata la visita del castello non dimenticate di fare un salto nella Galleria delle Cupole, il lungo edificio che si trova sul lato ovest del cortile, che ospita due ambienti molto interessanti e, soprattutto, poco affollati!
Il primo è la Spezieria, ricreata nel luogo in cui si trovava al tempo di Caterina, grande appassionata di erbe, spezie e veleni, raccoglie una bellissima collezione di vasi da farmacia.
Negli ambienti adiacenti alla Spezieria si trova l’Infermeria, una ricostruzione dell’ospedale militare che era stato generosamente collocato nella galleria del castello dal Senatore Menier e dalla nuora Simonne: la Galleria Medici ospitava ben 120 posti letto, mentre al piano inferiore era stata predisposta una sala operatoria dotata di uno dei primissimi apparecchi radiografici.

 

Mangiare al castello di Chenonceau

Avendo visitato il castello nel pomeriggio non abbiamo esperienza diretta, ma Chenonceau sembra andare forte sul fronte culinario.
Per un pranzo veloce potrete usufruire del self service nella Galleria delle Cupole che ha anche dei tavolini all’aperto. Per un pranzo più “regale” c’è invece il raffinato ristorante L’Orangerie che offre un menù più strutturato e piatti molto invitanti. Bellissima anche la sala da te che propone paste e dolci da gustare comodamente seduti ai tavoli immersi nel verde dei giardini.
Ma non è finita qui, perché Chenoncheau dispone anche di una piccola cantina – la Cave des Dômes – dove è possibile degustare e acquistare i vini bianchi e rossi prodotti dai vigneti di Chenoncheau che hanno una propria appellazione: AOC Touraine Chenonceaux. Il vino in Francia è sempre una cosa seria!

 

Informazioni pratiche

 I castelli di Amboise e Chaumont-sur-Loire
Amboise o Tours
 Informazioni e prezzi aggiornati sul sito del Castello di Chenoncheau


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